Bologna, lotta del 36: fine delle misure cautelari per Angelo, Morgan, Emiliano

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Vinta la battaglia dei tornelli con la riapertura della biblioteca di via Zamboni 36, cede anche la repressione che da oggi ha revocato le misure cautelari per Angelo, Morgan ed Emiliano.

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Pubblichiamo il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Bologna:

Sono state revocate le cautelari di obbligo di firma per Angelo ed Emiliano e il divieto di dimora a Bologna per Morgan.

Le misure erano scattate lo scorso 3 aprile su ordine della procura di Bologna che dopo la bocciatura da parte del gip dell’impianto accusatorio per estorsione nell’inchiesta sulla vertenza mensa, era corsa in tutta fretta ai ripari per non perdere la faccia. La procura infatti aveva tuonato “decimeremo il CUA” al margine delle giornate di scontri e tafferugli seguiti allo sgombero della celere della biblioteca di via Zamboni 36 da cui erano stati smontati i tornelli. Insieme alle dichiarazioni del procuratore si erano uniti questore, Pd, rettore, sindaco ed editorialisti di varia risma che fino all’altro ieri si sono divertiti a sputare in faccia alle centinaia di studenti e studentesse il loro disprezzo e la loro promessa di vendetta, additando il CUA come nemico pubblico numero uno, reo, a loro detta, di sobillare e fomentare la rivolta nell’ALMA MATER. Ma la verità, è ben altra da quella narrata dall’esercito di opinionisti e parolai di regime sempre pronti a dileggiare e invocare tribunali contro i movimenti sociali. Per quanto ci riguarda continueremo il nostro percorso di antagonismo sociale, organizzazione autonoma, e conflitto contro l’università riformata dalla Gelmini e nella zona universitaria, al fianco di centinaia e centinaia di studenti e studentesse che con lo stesso entusiasmo con cui si costruisce una barricata mai hanno fatto mancare la solidarietà ai nostri compagni e alle nostre compagne aggrediti dalla repressione. Ora restano le cautelari a Sara, la nostra compagna che casco in testa insieme a migliaia di studenti e studentesse il giorno successivo alla prima notte di scontri in zona universitaria non ha accettato che via Zamboni, all’altezza del 36, fosse militarizzata e insieme a molti altri ha spinto in avanti per respingere quella grave provocazione! Insieme a lei gridiamo forte liberi tutti e libere tutte!

Dalla Mensa ai tornelli... è tempo di una nuova stagione di lotta e conflitto sociale!

Collettivo Universitario Autonomo - Bologna

 

 

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