MOSE: NIENTE DA FESTEGGIARE, CONTESTATA LA “PROVA GENERALE”

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La mattina del 10 luglio Conte con i ministri De Micheli e D’Inca hanno presenziato alla ‘prova generale’ del Mose di Venezia, spacciata per inaugurazione, ma in realtà mancano – secondo gli stessi costruttori – almeno altri 18 mesi per potere dire che i lavori sono finiti.

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In mezz’ora le paratie che dovrebbero difendere Venezia dall’alta marea si sono alzate, in favore…di telecamere. Non è dato sapere se si abbasseranno e come, vero tallone dìachille dell’inutile grande opera. 

A rovinare la festa a governo, istituzioni e prescelti le attiviste e gli attivisti del Comitato No grandi Navi e del Laboratorio Occupato Morion, che attraverso un’azione su acqua hanno protestato contro  questo ultimo test.

Nel bacino di San Marco, dove le barche “No Mose” si sono radunate, è stata intercettata e contestata la motonave che trasportava i membri del Consorzio Venezia Nuova che poi si è diretta all’inizio delle bocche di porto, dove si trovano le paratoie del Mose. L’azione  è riuscita a ritardare l’inizio della cerimonia, con navi e scafi delle forze di polizia che si sono dispiegate lungo il bacino.

Nonostante i primi blocchi di polizia, tutte le imbarcazioni “No Mose” sono riuscite a proseguire oltre San Marco, in laguna aperta. ancora per blocchi di polizia: dopo circa due ore di intimidazioni e speronamenti, le barche sono state fermate all’altezza di Forte Sant’Andrea, poco prima dell’arrivo alle bocche di porto.

Le valutazioni sulla mattinata di Tommaso Cacciari, del Comitato No Grandi Navi. Ascolta o scarica

Da Radio Onda d'Urto

 

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