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Il Governo accelera sul pignoramento della casa da parte delle banche

Da una parte, l’estensione a 18 rate e altre misure di regolamentazione dei pagamenti che facciano venire maggiormente incontro istituto di credito e firmatari denotano una certa attenzione da parte dell’ Esecutivo per quanto riguarda una difficoltà sempre più esplicita da parte di piccoli e medi proprietari di poter ripagare mutui contratti e allo stesso tempo di accenderne di nuovi, azzoppando di questo modo la logica energivora dell’ economia a indebitamento costante che d’altronde soffre di stagnazione da alcuni anni, nella penisola e non solo. Al contempo, le disposizioni del decreto non toccano minimamente le esigenze immediate e a breve termine di un esercito di precari, disoccupati e famiglie povere che, oltre a non poter accedere ad un mutuo riscattando in tal modo i contributi versati in affitto come pagamento di una parte dell’ immobile in cui vivono per poterne acquisire la proprietà, si trovano costretti a rinunciare a servizi fondamentali per la distorsione voluta con i parametri di calcolo del nuovo ISEE recentemente introdotti, che conferiscono un potere economico e di acquisto gonfiato a chi in realtà non ce l’ha.

Da un lato, dunque, il decreto ricalca la logica di una maggiore rigidità finanziaria che si avviluppa inesorabilmente contro chi è impossibilitato a pagare e tende a escludere a priori da possibilità di accesso a welfare residuale una grande massa di sfruttati ed emarginati

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