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Documento di chiusura del campeggio studentesco nazionale No Tav

Molti sono gli studenti che da tutta Italia sono arrivati in Val Susa per dare vita a questi tre giorni di lotta.

Nella giornata di sabato gli attivisti hanno voluto esprimere la loro solidarietà ai No Tav che sono tutt’ora detenuti nel carcere delle Vallette, componendo con delle reti sul fianco della montagna una scritta ben visibile anche dall’autostrada che recita:” NO TAV LIBERI”.

Domenica invece si è deciso di portare la protesta e la netta opposizione a questa gigantesca ed inutile opera in Val Clarea intorno alle reti che difendono il cantiere; con slogan e cori gli studenti hanno deciso di varcare la zona rossa per dimostrare come non bastino intimidazioni, denunce e fogli di via per arginare una lotta popolare così profondamente radicata nel territorio come quella No Tav.

Non sono mancati, affianco a momenti di lotta concreta, momenti più assembleari e di confronto. Le realtà studentesche presenti hanno portato il loro contributo e le loro esperienze per dare al movimento una linea comune su cui costruire il nuovo ciclo di mobilitazioni. E’ emersa dal dibattito la necessità di indire il 4 ottobre la prima data di mobilitazione nazionale per dare inizio ad un autunno all’insegna dell’opposizione a questo governo di larghe intese che, con la falsa speranza di una ripresa economica, continua ad infierire sulle fasce più deboli della società su cui già grava il peso di questa crisi. Riteniamo che sia molto importante che il primo corteo dell’anno sia stato pensato e deciso nel territorio valsusino che ormai da anni rappresenta l’avanguardia di tutte le lotte popolari in Italia.

Il bilancio di questi tre giorni non può che essere positivo vista la grande partecipazione studentesca e poiché si è riuscito a correlare due movimenti, quello studentesco e quello No Tav, che nascono da comuni contraddizioni.

STUDENT* NO TAV

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