InfoAut

Quel fuoriclasse del partigiano Bruno

Firenze, 13 settembre 1931, inaugurazione del nuovo stadio intitolato allo squadrista Giovanni Berta. Questa storica foto ê stata scattata prima dell’amichevole tra Fiorentina e Admira Vienna

Gen­tile let­tore, oggi è festa e non abbiamo fretta, stai qui con me dieci minuti che ti rac­conto una cosa. Sie­diti vicino però, voglio par­lare pacato, ché nella testa ho un bugno di vespe ma la mia penna va a sega­tura, evi­tiamo i sus­sulti. Guarda poi, se sei un fut­bo­logo è pro­ba­bile che tu la cono­sca già que­sta sto­ria, e non fa niente. Oggi è festa, non abbiamo fretta e ce la rac­con­tiamo di nuovo.

«E poi vi riguarda: vedrete che vi riguarda»Jona­than Lit­tell, Le bene­vole (Einaudi)

Erano pas­sati solo due anni dalle ele­zioni del ’29. Allora ai circa nove milioni di ita­liani che anda­rono a votare erano state con­se­gnate due schede di uguali dimen­sioni, entrambe reca­vano la scritta «Appro­vate voi la lista dei depu­tati dise­gnati dal Gran Con­si­glio Nazio­nale del Fasci­smo?». Quella tutta mar­ron­cina era per il NO, quella tutta tri­co­lore per il SI. Tu cosa avre­sti votato? Anda­vamo alla grande. Erano pas­sati cin­que anni dall’omicidio di Mat­teotti, solo tre da quando i par­titi di oppo­si­zione erano stati sciolti, il diritto di scio­pero abo­lito, la libertà di stampa ridi­co­liz­zata, Anto­nio Gram­sci incar­ce­rato. Dicevo, tu cosa avre­sti fatto? Tu, io, noi, tu che avevi il nonno par­ti­giano, anche tu. E cosa ne sai – ah boh –, che cosa ne so. Il 98.33% degli ita­liani al voto, ovvero tutti, dis­sero va bene, si pro­ceda, è tutto a posto, tran­quillo. Tran­quillo is dead baby, tran­quillo is dead, que­sta è l’aria che tirava.

Il 13 set­tem­bre del 1931 il pro­blema del voto Bruno non poteva ancora por­selo, solo un mese dopo avrebbe com­piuto i ven­tuno anni neces­sari al diritto al suf­fra­gio – ven­tuno anni maschi esi­geva la Patria. Bruno era nato nel 1910 a Faenza e gio­cava a pal­lone, prima da ter­zino, poi da mediano. Aveva esor­dito a soli 16 anni nella squa­dra della sua città, ma le sue doti erano state notate e per 10.000 lire era stato acqui­stato dalla Fio­ren­tina fon­data da poco dal mar­chese Luigi Ridolfi, ari­sto­cra­tico fasci­sta della prima ora. Bruno era bravo, era un pro­fes­sio­ni­sta, diceva «il pal­lone va gio­cato prima di rice­verlo» – che signi­fica che la testa la devi usare prima dei piedi, una frase che potre­sti sen­tire da un qua­lun­que alle­na­tore moderno. Aiutò la Fio­ren­tina a con­qui­stare la mas­sima serie nel 1931 e l’anno seguente avrebbe rag­giunto un quarto posto in Serie A e la defi­ni­tiva affer­ma­zione. E poi ancora sareb­bero venute la Luc­chese, il Torino e le con­vo­ca­zioni nella nazio­nale mag­giore di Vit­to­rio Pozzo, quella che avrebbe vinto due Mon­diali e un’Olimpiade.

Quel che accadde il 13 set­tem­bre del 1931 pre­cede cro­no­lo­gi­ca­mente la fama spor­tiva che Bruno avrebbe con­se­guito in seguito. A Firenze era un giorno spe­ciale, si teneva l’inaugurazione del nuovo sta­dio inti­to­lato a Gio­vanni Berta, lo squa­dri­sta fio­ren­tino “Mar­tire della Rivo­lu­zione Fasci­sta”. Uno sta­dio da qua­ran­ta­cin­que­mila spet­ta­tori molto bello per l’epoca, pro­get­tato da Pier Luigi Nervi, con una Torre di Mara­tona, una tri­buna coperta da un’audace pen­si­lina a sbalzo, le tre scale eli­coi­dali e la pianta a forma di D, a indi­care nel Dux la com­mit­tenza fasci­sta. Per l’inaugurazione si sarebbe gio­cata una par­tita ami­che­vole tra Fio­ren­tina e Admira Vienna. Ci è per­ve­nuta una foto, dive­nuta poi famosa, in cui si vedono le squa­dre schie­rate in campo prima dell’inizio della par­tita. Bruno era tra i con­vo­cati e fu l’unico a non ren­dere omag­gio alle auto­rità con il saluto romano.

Ti devo dire due cose veloci su que­sta mera­vi­gliosa imma­gine di un faen­tino ven­tenne pal­lo­naro nel mezzo di saluti fasci­sti, nel mezzo di una cele­bra­zione fasci­sta, nel mezzo del ven­ten­nio espres­sa­mente fascista.

Qual­che giorno fa leg­gevo que­sta frase da Una guerra civile di Clau­dio Pavone, ripor­tata da Vanessa Roghi in un bell’articolo su Inter­na­zio­nale. «Para­fra­sando un vec­chio canto anar­chico, un anziano comu­ni­sta ita­liano così si rivolse ai figli: “Amate la madre­pa­tria, ma ricor­date che la patria vera è il mondo intero e, ovun­que vi sono vostri simili, quelli sono i vostri fra­telli”». Ecco, le idee di fra­tel­lanza e inter­na­zio­na­li­smo sca­vano uno iato con quella foto­gra­fia. Bruno nell’immagine è “il solo” e sem­bra solo, ma non è solo, per­ché si rivolge allo spa­zio esterno, all’outer space, la sua pro­ie­zione è fuori da quel contesto.

Scri­ve­vano qual­che tempo fa i Wu Ming su Giap: «Di destra è chi pensa che la nazione sarebbe – e un tempo era – unita, armo­niosa, con­corde, e se non lo è (più) la colpa è di forze estra­nee, intrusi, nemici che si sono infi­lati e con­fusi in mezzo a noi e ora vanno ri-isolati, espulsi, così la comu­nità tor­nerà unita. […] Per capire se un movi­mento è di destra basta vedere come descrive la pro­ve­nienza dei nemici. A seconda dei momenti e delle fasi sto­ri­che, ce la si prende col musul­mano, con l’ebreo, con il negro, con lo slavo, con lo zin­garo o col comu­ni­sta che «tifa» per potenze stra­niere, con la «Casta», Roma ladrona, l’Europa…». Bruno non era solo, scru­tava oltre l’orizzonte alla ricerca di qual­cosa che da solo non avrebbe trovato.

Il secondo dei pen­sieri annun­ciati è che spesso a que­sta foto è asso­ciata la parola “corag­gio”. Gli squa­dri­sti non ci anda­vano per il sot­tile nep­pure con i per­so­naggi famosi, figu­rati con un cal­cia­tore ven­tenne di Faenza all’inizio della sua car­riera. Però la cate­go­ria del corag­gio non mi sod­di­sfa, mi fa pen­sare a impresa di fede e ardi­mento, a un atto estem­po­ra­neo di sacri­fi­cio, auda­ce­mente eroico quando non sem­pli­ce­mente goliar­dico. Roba fasci­sta insomma. No, non credo che per lui fosse così. Bruno era una per­sona mode­rata nei modi e già colto. A Firenze aveva preso a fre­quen­tare mostre e musei, andava al Caffè delle Giubbe Rosse, dove poteva incon­trare Euge­nio Mon­tale, Carlo Emi­lio Gadda, Tom­maso Lan­dolfi, Elio Vit­to­rini, fre­quen­tava suo cugino Vir­gi­lio Neri, anti­fa­sci­sta e in con­tatto con don Sturzo e Gron­chi. Poi gra­zie al cal­cio aveva fre­quen­tato l’alterità inter­na­zio­nale già a Faenza, quando era stato alle­nato da ben tre alle­na­tori della grande scuola di cal­cio unghe­rese, Adal­berto “Bela” Balassa, Carlo Kel­chen e Lajos Czeiz­ler. Tutti costretti, come anche Ernő Erb­stein, lo scia­gu­rato Árpád Weisz e altri, a lasciare l’Italia con la pro­mul­ga­zione delle Leggi raz­ziali fasci­ste del ’38.

Forse in quella foto il gesto di Bruno poteva anche sem­brare corag­gio, ma non sarebbe stato così dopo il 25 luglio 1943 quando – come scrisse Vit­to­rio Foa – resi­stere era diven­tata «una dispe­rata neces­sità». Dopo l’armistizio di Cas­si­bile si arruolò tra le file della Resi­stenza par­ti­giana, vice­co­man­dante del Bat­ta­glione Ravenna con nome di bat­ta­glia “Berni”. Era dislo­cato nella zona com­presa tra il campo d’azione di quel matto di Sil­vio Cor­bari e la 36a Bri­gata Bian­con­cini, in un’area stra­te­gi­ca­mente signi­fi­ca­tiva a ridosso della Linea Gotica.

Bruno Neri – ma pensa, che nome per un par­ti­giano anti­fa­sci­sta – morì a Gamo­gna, il 10 luglio 1944.

Forse tu que­sta sto­ria la cono­scevi già, ma non credo ti sia anno­iato. È fut­bo­lo­gica, e nel suo ricordo ho la sfac­cia­tag­gine di dare una rispo­sta anti­re­to­rica e locale ai tanti eventi nazio­nali di cele­bra­zione della Resi­stenza, pla­sti­smi vuoti di senso. I fasci­sti, veri come quelli di ottanta anni fa, sono negli stadi, nel cuore delle città, essi non odiano, essi coman­dano. Che si tratti dei set­te­cento morti migranti o della vicenda di Ciro Espo­sito, le orri­bili parole che sono stato costretto a leg­gere, i bestiali com­por­ta­menti che mi sono mostrati per tele­vi­sione, al cinema, su inter­net o sulla carta stam­pata non sono odio. Sono l’ignoranza fasci­sta e padrona che allaga fetida il discorso pub­blico dai piani alti della comu­nità. La Resi­stenza è oggi, non v’è paci­fi­ca­zione da festeg­giare. È da festeg­giare che siamo qui e ora a ricor­darlo a noi stessi, la libe­ra­zione deve esser permanente.

da Il Manifesto

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Culture

Carmillafest 2026: Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie

A volte ritorniamo, anche in presenza, fuori da questi schermi. Il 18 aprile prossimo, a Roma, si svolgerà Carmillafest 2026. La data non è casuale perché quattro anni fa, proprio in quel giorno, veniva a mancare il fondatore della nostra testata: lo scrittore e militante rivoluzionario Valerio Evangelisti. Questa seconda edizione di Carmillafest – la prima si tenne a Bologna insieme a Valerio nel 2019 – sarà quindi dedicata alla poetica politica del nostro amico e compagno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo Digitale

Riprendiamo da Scienza in rete Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Ligéra, batterie, rapine, rapimenti e sparatorie all’ombra del Duomo: 1963-1993

Da Carmilla on line: Laura Antonella Carli, Nicola Erba ( a cura di), Atlante storico della mala milanese 1963-1993, Milieu edizioni, Milano 2025, pp. 512, 36 euro Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,A San Vittur a ciapaa i bott,dormì de can, pien de malann!…Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,sbattuu de […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin. A cura del disegnatore e fumettista Gioele Reginato

La prima pubblicazione riguarda il racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Per realizzare un sogno comune”: programma dell’incontro del 21-22 febbraio a Livorno

A partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra

Immagine di copertina per il post
Culture

La lunga frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto»

Da oggi La Lunga Frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto» è disponibile sul sito di Derive Approdi e nel tuo Infoshop di fiducia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Terra e dignità

Si tratta di un documento bilingue, in arabo e francese, sul neocolonialismo in Tunisia per il pubblico tunisino e francese, ma anche di lingua araba e francese.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Una poltrona per due” e il Natale violento del capitale

Perché ogni anno, Una poltrona per due (Trading Places, 1983), di John Landis, viene puntualmente trasmesso dalla televisione italiana in occasione della vigilia di Natale?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: parte il festival “Altri mondi, Altri modi” malgrado le intimidazioni della Questura.

Da oggi e fino al 3 maggio, decine di appuntamenti politico-culturali organizzati da collettivi e associazioni riuniti nel percorso “Torino partigiana”, che non si lasciano intimidire dalla prescrizioni notificate dalla questura di Torino. Il festival non si ferma, ma ha dovuto allontanarsi dal luogo inizialmente previsto, ovvero a pochi metri dallo stabile sgomberato di corso […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Perquisizioni ai Carc tra Napoli e Firenze. Accuse di terrorismo e “Brigate Rosse”

All’alba del 21 aprile 2026, la Procura di Napoli ha disposto una serie di perquisizioni nei confronti di sei militanti del Partito dei CARC, tra Napoli e Firenze. Tra le persone coinvolte figurano anche dirigenti e membri della direzione nazionale del partito.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Alta velocità in Val di Susa: un progetto che continua a dare i numeri / Parte prima: Avigliana

La passeggiata informativa organizzata dal Movimento No Tav ad Avigliana sabato 11 aprile ha dato modo di comprendere la reale consistenza del progetto in essere della linea ferroviaria alta velocità.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Morte algoritmica

E’ morto domenica sera mentre lavorava come fattorino per Deliveroo, Adnan Salah Elsayed a 32 anni. L’ennesimo omicidio sul lavoro nella guerra di classe condotta dall’alto verso il basso nel nostro paese in cui la vita dei lavoratori e delle lavoratrici è di fatto la variabile che deve essere sempre più compressa per permettere il profitto.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ucraina, l’imperialismo e la sinistra.

In questa intervista con Rob Ferguson, il ricercatore e scrittore ucraino Volodymyr Ishchenko discute i nodi sorti nel suo libro Towards the Abyss: Ukraine from Maidan to War e altre pubblicazioni

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Social vietati ai minori, arriva l’app europea per la verifica dell’età.

Riprendiamo da Radio Blackout questa interessante intervista con Hagar Taamallah sulle recenti misure europee per stringere il controllo sui minorenni per quanto riguarda l’accesso ai social. Pensiamo che il problema di come ci formiamo in generale attraverso la rete e le piattaforme sia reale e che i divieti non siano la soluzione al problema, ma che serva una critica radicale e sostanziale di tutto il sistema. Detto ciò nell’intervista si spiegano bene la natura della misura e rischi che vi si celano dietro. Buon ascolto!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 3

Siamo partiti parlando di agency di questa parte della classe borghese, dei loro sistemi valoriali, fino a spingerci ad analizzare un CEO come Thiel. Tuttavia, non va persa la bussola per muoversi dentro questo marasma ultra-destro. Le tendenze del capitale, la sua necessità continua di rivoluzionare i propri strumenti di estrazione del valore, prescindono da qualsiasi nome e cognome, da qualsiasi nome d’azienda, da qualsiasi ideologia, rimane la stessa da secoli: lo sfruttamento del lavoro vivo separato dalle sue condizioni oggettive.