InfoAut
Immagine di copertina per il post

L’onda d’urto

di Marc Tibaldi

Radio Onda d’Urto, L’onda d’urto. Autobiografia di una radio in movimento, ed. Agenzia X, Milano, 2016, pp. 224, € 15,00

Radio Onda d’Urto è un laboratorio di comunicazione e di connessioni unico e innovativo nel panorama internazionale. Una rete comunicativa e un propulsore di conflitto sociale, una macchina immaginativa non omologata che riesce a fare movimento e a essere nel movimento, che nasce in uno dei distretti industriali italiani più difficili da analizzare – quello bresciano e lombardo in generale –  caratterizzato da una trasformazione capitalista incessante che mette a dura prova le lotte delle nuove soggettività ribelli. Trent’anni fa a Brescia cominciavano le trasmissioni di una radio libera che provava ad accompagnare, oltre la cappa repressiva di quei tempi, i pochi fermenti antagonisti resistenti ed emergenti. Intorno a Onda d’Urto, nacque una comunità che riuscì a svilupparsi anche grazie alla presenza attiva in ogni espressione del conflitto di classe. Una realtà che ha saputo rinnovarsi, senza snaturare la propria sensibilità costitutiva, muovendosi con originale intelligenza collettiva e che ha fatto della partecipazione orizzontale, del coinvolgimento e del confronto la propria forza di relazione. Le caratteristiche di questa interessante esperienza vengono ben raccontate in “L’onda d’urto. Autobiografia di una radio in movimento”, appena pubblicato da AgenziaX. È un libro ricco di spunti culturali, musicali, politici, teorici, sempre accompagnati da una messa alla prova nella prassi delle lotte, una delle caratteristiche più significative dell’esperienza bresciana. Il metodo operaista del “dentro e contro” le contraddizioni della capitalismo, viene affrontato, vissuto e comunicato stando “sulla strada”, dando voce ai conflitti e tessendone le connessioni. La capacità di far rete ha arricchito questa comunità ribelle di numerose adesioni, come dimostra anche la festa di Radio Onda d’Urto che, iniziata nel 1992, è diventata un appuntamento estivo imperdibile per decine di migliaia di persone.

Radio Onda d’Urto nasce in un momento difficile della storia italiana, a metà degli anni ’80, gli anni del riflusso e del post-fordismo, da un gruppo di attivisti provenienti dall’esperienza del movimento del ’77, dalle lotte studentesche e antinucleari e dalle prime occupazioni di centri sociali. La presenza della Radio “in mezzo” al reale ha dimostrato l’efficacia della controinformazione e aumentato gli ascolti con risultati straordinari. Emblematico è stato il “presidio della gru”, nel 2010, quando Onda d’Urto ha svolto il ruolo di informazione e di rete solidale con i migranti che per 17 giorni occuparono una gru “35 metri sopra il cielo” per rivendicare che nessuna persona è illegale. Ma non dimentichiamo che quell’evento molto mediatizzato è stato la continuazione di vent’anni di lotte bresciane a fianco dei migranti, iniziate con l’esperienza di condivisione del quartiere storico del Carmine (che ha impedito anche la gentrificazione) e continuate con mobilitazioni e occupazioni periodiche. Molti altri esempi si potrebbero fare a proposito della significativa relazione tra rete informativa e rete solidale, che caratterizza la progettualità di Onda d’Urto, dai giorni del G8 di Genova (dove Onda d’Urto è fondamentale per la costituzione del network di RadioGap), alla manifestazione antifascista di Cremona, in solidarietà a Emilio Visigalli e al centro sociale Dordoni, alla forte attenzione alle politica internazionale e ai movimenti alternativi internazionali (dall’Europa al Medio Oriente, da Cuba al Chiapas, dagli Stati Uniti al Sud America). Il rafforzamento dei mezzi a disposizione (sito, frequenze, streaming, satellite) ha permesso alla radio – da sempre autonoma da partiti e sindacati, e dagli spot pubblicitari – di essere seguita ben oltre la Lombardia e le regioni limitrofe.

“Sono sicuro che questa cronaca narrativa avrebbe fatto felice Primo Moroni – sostiene Marco Philopat, che ha coordinato e intessuto il patchwork redazionale – non solo perché collaborò alla Radio ma perché è frutto di una conricerca e di un lavoro di elaborazione delle testimonianze di molti tra coloro che nel corso del tempo hanno partecipato al progetto della radio. Il risultato è una ricca miniera di idee e riflessioni per tutte le realtà controculturali italiane e non solo che lavorano in territori specifici, ma aperte a un respiro di sovversione globale”.

Aggiunge Umberto Gobbi della redazione: “Fin dalla sua nascita, la radio ha voluto essere libera e autogestita, si è considerata come un granello di sabbia nell’ingranaggio della costruzione del consenso. Una voce per le realtà di lotta costrette al silenzio. Con questo libro proviamo ad aggiungere uno strumento di riflessione sulle radici e sulle diramazioni che ci hanno condotto fino al presente. Uno sguardo al nostro passato per fronteggiare le sfide future più consapevoli dei mezzi cui disponiamo, proprio come afferma un personaggio di Milan Kundera ne ‘Il libro del riso e dell’oblio’: La lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio. Questo volume non ha alcuna intenzione celebrativa, piuttosto vogliamo raccontare la storia della nostra comunità resistente, i momenti più importanti, le motivazioni fondamentali, le idee innovative e quei frangenti in cui la radio eseguiva un passaggio significativo per la sua crescita. La radio è diventata un soggetto visualizzato nelle sue innumerevoli differenze e che si muove come fosse una persona reale, un personaggio creato con la tecnica della scrittura, grazie a un complesso lavoro redazionale, con le numerose testimonianze che sono state trasformate dal personale al collettivo, dall’io al noi, fino ad arrivare alla terza persona. Così abbiamo provato a mettere la telecamera della macchina del tempo all’indietro, in mano alla radio, per dare uno sguardo, dall’alto delle sue antenne, anche sulla storia dei movimenti di questi ultimi trent’anni”. 

“L’onda d’urto” è – come ben scrivono i giovani redattori che hanno raccolto le testimonianze orali – “il racconto corale di una comunità ribelle, un esperimento con una trama di flash, aneddoti, ricordi sfuocati, tessuta su un telaio di contaminazioni tra passato e presente, tra la memoria dei militanti storici e la rielaborazione di quelli più giovani. È un punto di vista parziale, prospettico, che si muove in un territorio preciso con un protagonista collettivo ben definito, una radio come un lago che raccoglie i suoi più minuscoli affluenti, è questa una storia che riguarda anche tutti coloro che ambiscono alla trasformazione dell’esistente. Negli anni ottanta, chi fondò Onda d’Urto lo fece perché aveva chiara la centralità che stava assumendo – con la discesa in campo di Berlusconi –  l’informazione: prendeva sempre più forma la consapevolezza che fosse ormai diventata uno dei gangli principali della ristrutturazione del capitale e che porsi su questo piano volesse dire scontrarsi in termini di classe con il nemico. Oggi più che mai ci sembra importante il dibattito sulla capacità di costruire media antagonisti, in grado non solo di disarticolare la narrazione mainstream – ma anche di rovesciarne il sistema, incepparne la riproduzione infinita che oggi viviamo. La radio è uno strumento e un polo di aggregazione in grado di rilanciare in continuazione il conflitto sociale, una realtà sempre presente sui più svariati temi. Una piazza virtuale e fisica di mobilitazione. Uno spazio che può essere riempito di contenuti politici, ma anche culturali e musicali, capace di parlare ad aree eterogenee e intercettare sensibilità differenti all’interno della società”.

Un celebre concetto deleuze-guattariano ci consiglia di non fare la storia ma la geografia, non il punto della situazione ma la linea di fuga che ci permettono la creatività, proprio per non creare dei blocchi che favoriscono il sistema di controllo, per non fissare la territorializzazione che impedisce il divenire. La storia e la geografia dell’avventura di Onda d’Urto e questo libro dimostrano che questo timore non ha ragione d’essere se il sapere è frutto dell’esperienza delle lotte.

da: carmillaonline.com

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Culture

Carmillafest 2026: Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie

A volte ritorniamo, anche in presenza, fuori da questi schermi. Il 18 aprile prossimo, a Roma, si svolgerà Carmillafest 2026. La data non è casuale perché quattro anni fa, proprio in quel giorno, veniva a mancare il fondatore della nostra testata: lo scrittore e militante rivoluzionario Valerio Evangelisti. Questa seconda edizione di Carmillafest – la prima si tenne a Bologna insieme a Valerio nel 2019 – sarà quindi dedicata alla poetica politica del nostro amico e compagno.

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo Digitale

Riprendiamo da Scienza in rete Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Ligéra, batterie, rapine, rapimenti e sparatorie all’ombra del Duomo: 1963-1993

Da Carmilla on line: Laura Antonella Carli, Nicola Erba ( a cura di), Atlante storico della mala milanese 1963-1993, Milieu edizioni, Milano 2025, pp. 512, 36 euro Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,A San Vittur a ciapaa i bott,dormì de can, pien de malann!…Ma mi, ma mi, ma mi,quaranta dì, quaranta nott,sbattuu de […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin. A cura del disegnatore e fumettista Gioele Reginato

La prima pubblicazione riguarda il racconto a fumetti sul caso di Mohamed Shahin.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Per realizzare un sogno comune”: programma dell’incontro del 21-22 febbraio a Livorno

A partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra

Immagine di copertina per il post
Culture

La lunga frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto»

Da oggi La Lunga Frattura. Dalla crisi globale al «Blocchiamo tutto» è disponibile sul sito di Derive Approdi e nel tuo Infoshop di fiducia.

Immagine di copertina per il post
Culture

Terra e dignità

Si tratta di un documento bilingue, in arabo e francese, sul neocolonialismo in Tunisia per il pubblico tunisino e francese, ma anche di lingua araba e francese.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Una poltrona per due” e il Natale violento del capitale

Perché ogni anno, Una poltrona per due (Trading Places, 1983), di John Landis, viene puntualmente trasmesso dalla televisione italiana in occasione della vigilia di Natale?

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Jesus Trump e i suoi vassalli.

Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione von der Leyen, nota per i suoi endorsement all’invio di armi in Ucraina e in generale votata alla sedicente necessità di riarmo per difendersi da qualche fantomatica minaccia all’Europa, prende parola anche sullo scenario bellico in Asia Occidentale. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 2

Mencius Moldbug è lo pseudonimo di Curtis Guy Yarvin, un informatico, teorico politico e blogger statunitense. È il fondatore di Urbit finanziato tra gli altri da Peter Thiel stesso, oltreché essere un suo grande mentore (come il CEO di Palantir lo è di JD Vance).

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Processo “Sovrano”: al via l’appello tra ombre e contraddizioni

Ripubblichiamo il resoconto comparso su notav.info a seguito della prima udienza dell’appello voluto dalla Procura di Torino per il processo che ha visto l’assoluzione in primo grado per il capo di associazione a delinquere. Per ripercorrere le tappe tortuose del percorso che ha portato fino a qui consigliamo di consultare il sito ASSOCIAZIONE A RESISTERE.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Militarizzazione della ricerca: il Politecnico e il suo ruolo nella fabbrica della guerra

Il 24 novembre 2025, a Torino, un incontro pubblico ha messo al centro una domanda sempre più difficile da eludere: che ruolo stanno giocando le università nella nuova fase di riarmo? 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

25 Aprile in ogni città

Una raccolta di indizioni delle giornate di mobilitazione che in tutto il Paese vedranno iniziative e manifestazioni per il 25 aprile: il tema è la contrapposizione alla guerra, alla crisi energetica ed economica, per unirsi dal basso e organizzarsi a partire dai territori.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La flottiglia del “Sumud” sfida di nuovo il blocco di Gaza: 70 imbarcazioni in mare

Ripubblichiamo questo articolo della redazione di PagineEsteri nell’ottica di dare visibilità e diffondere il più possibile la nuova missione della Flotilla per Gaza. Rompere l’assedio con un gesto collettivo come questo rimane un’iniziativa non scontata e a cui va data importanza nonostante il livello mediatico sia al momento disinteressato da questa missione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una nuova offensiva estrattivista sulla Nostra America

Un giorno dopo di aver insediato il proprio Governo, il nuovo presidente di destra cileno José Antonio Kast ha ritirato 48 decreti supremi relativi a questioni ambientali emessi durante la precedente gestione e che erano sotto esame della Controlleria Generale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“Cuba non è una minaccia”: a Roma manifestazione nazionale contro il bloqueo Usa

Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che segue l’infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Trump pianifica il vertice internazionale anti-antifà

Gli Stati Uniti stanno organizzando una conferenza contro “Antifa”. È probabile che all’ordine del giorno ci sia anche la questione dell’inserimento del gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE. L’Ungheria e l’AfD si stanno preparando ad agire. Non è chiaro se il governo tedesco parteciperà al congresso anti-Antifa indetto da Trump; negli ultimi mesi, le sue risposte alle richieste di informazioni dell’AfD sull’argomento sono state vaghe.