InfoAut
Immagine di copertina per il post

Duro attacco al Movimento No Tav – Terzo Valico ma la lotta non si ferma

Oggi che il quadro è chiaro e i comitati si sono riuniti possiamo raccontare cosa è successo sul finire della scorsa settimana anche se, con ogni probabilità, alcune notifiche devono ancora essere consegnate. Mentre si apprendeva dei fogli di via dai Comuni del Basso Piemonte a carico di una decina di attivisti dei comitati liguri (ad oggi se ne contano dodici), due No Tav – Terzo Valico piemontesi venivano convocati in questura e a causa della loro “pericolosità sociale” gli veniva tolto il porto d’armi. Nei giorni seguenti decine di persone venivano contattate dalla questura di Alessandria e venivano informate di dover ritirare un avviso di garanzia. Se ne contano poco meno di 40 ad oggi a carico di donne e uomini dei comitati piemontesi a cui con ogni probabilità bisognerà aggiungere i 12 a danno degli attivisti liguri a cui sono stati recapitati i fogli di via.

L’indagine in corso da parte della Procura alessandrina è inerente alla marcia popolare del 5 aprile ad Arquata e alla giornata di lotta del 13 aprile a Pozzolo. Le accuse, variamente distribuite fra gli attivisti, sono quelle di violenza o minaccia a pubblico uffciale, resistenza aggravata, lesioni, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, istigazione a delinquere e travisamento. Una Procura quella alessandrina che ormai sembra occuparsi a tempo pieno dei No Tav e che, nonostante le inchieste e le denunce pubbliche, sembra disinteressarsi completamente delle ditte coinvolte nella realizzazione dei lavori.

Intanto anche un attivista di Alessandria veniva raggiunto dal foglio di via dai Comuni del Basso Piemonte, con la questura che con ogni probabilità ha approfittato del fatto che fosse residente a Torino.

Poi nella giornata di ieri l’articolo “tossico” de La Stampa basato su una velina o una fonte interna alla questura alessandrina in cui si annuncia che ci sarebbe una richiesta danni da parte del Cociv per un valore complessivo di 1,5 milioni di Euro. Richiesta danni di cui si vociferava da tempo, ma di cui nessuno ha ricevuto ad oggi comunicazione o notifica. Come nella peggiore delle tradizioni italiane, la questura fa trapelare una notizia grazie alla disponibilità di un giornalista compiacente ancor prima che “gli accusati” ne siano a conoscenza. Così, quella che è stata una grande manifestazione di popolo pacifica e determinata si trasforma in “lanci di sassi, caschi e bastoni”, si da solo notizia dei feriti da parte delle forze dell’ordine, si scrive di 100 manifestanti quando invece erano migliaia, ci si dimentica dell’unico vero ferito della giornata a cui una manganellata aprì la testa (anche lui, 68 anni, è stato denunciato per violenza, resistenza e lesioni) e ci si dimentica delle ragioni per cui migliaia di persone lottano da anni contro la costruzione della grande opera. Un articolo indecente, confezionato dalla questura per concludere una settimana di attacchi contro il movimento.

Anche i più distratti non potranno fare a meno di notare come tutto questo sia avvenuto in modo coordinato con l’unico scopo di lanciare un attacco pesante nei confronti del movimento. Un disegno ben architettato dove in brevissimo tempo alle denince per il 22 febbraio a Pozzolo e alle misure cautelari nei confronti di Claudio si fanno seguire altre 50 denunce, 12 fogli di via, ma soprattutto una richiesta danni (ancora da confermare) da capogiro. Così da qualche giorno al movimento ligure e piemontese viene reso difficilissimo il potersi vedere e discutere liberamente insieme (dieci piemontesi non possono andare in Liguria e dodici liguri non possono andare in Piemonte), il conto complessivo delle denunce accumulate dal Gennaio del 2012 arriva a sfiorare quota 200 e sulla testa del movimento pende una richiesta danni senza precedenti. Un vero e proprio laboratorio repressivo per eliminare l’anomalia rappresentata dall’opposizione al Terzo Valico e per parlare ad altre lotte con il chiaro obiettivo di spaventare.

Un tentativo che siamo certi non andrà a buon fine, avendo il movimento l’intelligenza e gli anticorpi necessari per rispondere alla grande a questo attacco portato da procura e questura di Alessandria. Sabato è confermata con ancora maggior forza la giornata di festa e di lotta al Presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero ad Arquata a cui seguirà poi una giornata in cui il movimento tornerà a riunirsi pubblicamente in una assemblea popolare di cui daremo conto nei prossimi giorni e che con ogni probabilità si terrà sempre ad Arquata Venerdì 4 luglio. Mai come oggi il movimento è determinato a continuare la lotta contro il Terzo Valico, una lotta contro lo sperpero di denaro pubblico, in difesa dell’ambiente e della salute di tutti. A tutti gli indagati, i colpiti dai fogli di via e dai procedimenti amministrativi va ovviamente la solidarietà, l’affetto e la complicità di tutto il movimento. Siamo tutti colpevoli di amare e difendere la nostra terra.

P.S: Per quelli che non si accontentano delle veline della questura alessandrina qui è possibile leggere l’appello di indizione della marcia popolare del 5 aprile, qui la cronaca della giornata, qui la ricostruzione su cosa accadde realmente, qui il punto di vista di uno dei tanti arquatesi che parteciparono alla marcia e qui un vero servizio giornalistico che oltre a raccontare la giornata del 5 aprile va a fondo sulle ragioni della protesta.

 

da notavterzovalico

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

denuncemarcia popolarenotavnotav terzovalico

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dopo i danni del ciclone Harry serve organizzazione popolare per la ricostruzione e controllo dal basso

Non ci aspettavamo certo “tutto e subito”, ma è evidente che la somma messa a disposizione è largamente insufficiente se rapportata all’entità dei danni subiti. È una cifra che, anche alla luce di precedenti analoghi come l’alluvione in Emilia-Romagna, appare del tutto sproporzionata rispetto alle reali necessità di messa in sicurezza, ripristino e ricostruzione dei territori colpiti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messina: SUD e GIÙ!

È molto più efficace porsi le domande giuste che trovare risposte consolatorie.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il governo è nemico dei territori, i territori resistono!

Per una partecipazione di Valle all’assemblea del 17 gennaio a Torino – ore 15 al Campus Luigi Einaudi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Via libera all’accordo di libero scambio UE-Mercosur. Proteste degli agricoltori, anche in Italia

09 gennaio 2026. Milano. Dal serbatoio fuoriescono litri di latte. Siamo davanti al Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Come i fondi di investimento “verdi” finanziano le armi

Gli investimenti Esg nelle aziende della difesa hanno subìto un’impennata negli ultimi anni fino a raggiungere i 50 miliardi di euro, sull’onda delle pressioni congiunte dell’industria bellica e della Commissione europea.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Allevatori ed agricoltori di nuovo in protesta in Belgio e Francia.

Di seguito ripotiamo due articoli che analizzano le proteste degli agricoltori che in questi giorni sono tornate ad attraversare la Francia ed il Belgio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’inutilità delle mega opere per i popoli

Quando si svolsero i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, nel 2016, lo stato intraprese la costruzione di varie grandi opere infrastrutturali, tra le quali spiccarono le funivie in alcune favelas, oltre all’ampliamento di aeroporti e autostrade, tutto con fondi pubblici.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: rinviata al 17 febbraio la decisione sul carcere per Giorgio Rossetto. Ma tornerà “libero” con sorveglianza speciale

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino questa mattina ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto rilasciata poche ore dopo lo sgombero del CSO Askatasuna il 18 dicembre scorso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Tav, I media e I voltagabbana

Nessun movimento di opposizione ha mai avuto in Italia la capacità di dare una continuità trentennale alle ragioni della propria lotta, e la recente e partecipata manifestazione dell’8 dicembre, ventennale dall’epico sgombero popolare nel 2005 del cantiere nella piana di Venaus, ne è la dimostrazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Brescia: perquisizioni, denunce e avvisi orali per il corteo del 27 settembre sotto Leonardo SPA

Perquisizioni, denunce e “avvisi orali” dall’alba di venerdì 21 novembre a Brescia contro compagne-i (anche studentesse-i) per il grande corteo per la Palestina di sabato 27 settembre

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAV tra milioni, polizia e teatrini: la farsa continua in Prefettura

Mentre si cerca di presentare una Valle pacificata, l’apparato politico-industriale a sostegno dell’opera Tav Torino-Lione si riorganizza attraverso l’ennesimo incontro in Prefettura, volto a rafforzare il controllo poliziesco del territorio e a ottenere nuovi finanziamenti pubblici.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cronache di polizia: la stampa embedded e la fobia delle regie occulte

L’ultimo articolo de La Stampa, a firma di Caterina Stamin, sulle inchieste contro i movimenti sociali giovanili torinesi, è un esempio lampante di come, in Italia, il giornalismo di cronaca stia scivolando sempre più verso un linguaggio e una prospettiva di derivazione poliziesca e giudiziaria.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: diecimila in marcia in Valle di Susa. Azioni dirette contro i cantieri dell’alta velocità

Diecimila No Tav hanno marciato sabato 26 luglio 2025, in Valle di Susa, contro l’Alta velocità Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

SABATO 26/07 – ORE 12 – PRESIDIO NO TAV DI VENAUS – MARCIA AI CANTIERI DELLA DEVASTAZIONE

Sabato 26 luglio ore 12 –  Presidio No Tav di Venaus MARCIA NO TAV AI CANTIERI DELLA DEVASTAZIONE In Val di Susa è in corso un’aggressione sistematica al territorio, sotto il segno del Tav e delle grandi opere inutili. A Chiomonte, San Didero, Salbertrand e ora anche a Susa, i cantieri si moltiplicano e si […]