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Usa, la rabbia non si placa. A Berkeley la polizia carica: arresti e feriti

Verso le 18 (ore locali) di ieri, a Berkeley, in California, le proteste si sono fatte portatrici di una rabbia che non accenna a diminuire. Diverse centinaia di persone sono partite in manifestazione dal campus della University of California per dirigersi verso il Civic Center di Oakland. Quando buona parte del corteo ha deciso di continuare il percorso, la polizia ha cercato di fermare le centinaia di persone presenti con gas lacrimogeni, granate e proiettili di gomma, alle quali i manifestanti hanno risposto rimanendo ancora in piazza fronteggiando la polizia. Gli scontri sono durati per diverse ore e a fine giornata si conteranno numerose persone ferite e decine di arresti.

Ancora una volta, i media mainstream cercano di focalizzare l’attenzione su quanto successo ieri sera a Berkeley menzionando tra le cronache misteriosi personaggi incappucciati che hanno iniziato a razziare negozi e a spaccare vetrine, ricevendo dalla polizia il trattamento repressivo a suon di lacrimogeni, manganelli e pallottole di gomma. La strategia dei mezzi di comunicazione non si differenzia nel tempo e ce lo dimostrano le foto e i video che giungono da oltreoceano, mentre rimane chiaro come la rabbia espressa ieri pomeriggio a Berkeley continua sulla scia di quella dimostrata nei giorni precedenti in diverse città statunitensi e acquisisce più significato nella ricerca della dignità e nella giustizia sociale non solo per la comunità afroamericana e per le altre minoranze, ma dimostrando anche tutta la propria avvesità verso un modello di polizia dal grilletto facile che continua a mietere vittime in ogni angolo degli Stati Uniti.

 

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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