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Se il coraggio delle guerrigliere curde viene ridotto a un fatto di gossip

Invece, mi ritrovo un articolo che è figlio dei tempi. Non posso far altro che constatare che l’informazione sta andando tutta in malora, non c’è pensiero critico e fare gossip a discapito di quest’ultimo rende meglio, sopratutto quando produce morbosi pruriti, magari qualche brivido “rattuso” e tanti like. Al sistema va bene perché distrae comunque da questioni fondamentali.

Ritorno all’articolo: in parole povere dice che l’Isis non combatte queste donne, anzi quando le vede indietreggia perché pare che venire ucciso da una donna non apre le porte del paradiso, invece se sei ucciso da un uomo in paradiso trovi 72 vergini. Questo è il punto di debolezza dell’isis, quindi gli americani, sempre molto pratici, hanno già pensato di arruolare più donne possibili. Ecco dunque il “notizione” , puro gossip, ma non ci sono le riviste specializzate per questo tipo di notizie?

Come sminuire e banalizzare le guerrigliere curde (uffa sono pure comuniste ) a cui bisognerebbe inchinarsi per coraggio, passione, idealità e determinazione? Si comincia con il solito gossip demenziale riportando la notizia come sopra , magari sul blog di Gad Lerner per dare all’articolo un barlume di autorevolezza. Queste donne sono scomode un po’ a tutti, se le notizie su di loro non si possono fermare, meglio dargli un taglio diverso.

Sono scomode perché possono destabilizzare un ordine, definito “naturale”, perché criticano il capitalismo e le disuguaglianze che produce, perché lottano non solo contro l’Isis , ma contro questo sistema ferocemente patriarcale, colonialista e sessista che l’ha generato . Il punto atroce è che il sistema è radicato ed è sostanziale anche qui in occidente. Da noi la società impone ruoli e generi in modo sistematico, ci continua a dire che i cattivi sono fuori proprio come si dice a un bambino, tra l’altro usa un irritante retorica “buonista” e salvifica che punta sulla protezione dell’altro piuttosto che alla sua autodeterminazione e ai suoi diritti. Tutta qui si gioca la partita: sulla libertà condizionata dalla paura e dalla richiesta di protezione, cosi’ sei controllabile, ricattabile e funzionale ai “potenti”.

Queste donne per fortuna ci illuminano meglio del papa e degli altri patriarchi , sono reali, sono giovanissime e determinate come lo erano le nostre partigiane, oscurate dalla storia declinata sempre e solo al maschile. Sarebbe molto più intelligente, sano e stimolante intervistarle, fare vera informazione, per capire a fondo la loro lotta e portare la loro passione e la loro ribellione per la dignità come esempio alle future generazioni a cui stiamo lasciando un mondo orribilmente vuoto.

da controlacrisi

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