InfoAut
Immagine di copertina per il post

Rivolta in Bulgaria: la seconda ondata supera i 40 giorni.

Termometro sociale rovente in Bulgaria

Aggiornamento: nella notte in migliaia hanno impedito ai parlamentari di poter andare via dall’edificio, respingendo alcuni tentativi di forzare i blocchi. Anche il bus del premier, scortato da un grosso schieramento di celere è stato bloccato dai manifestanti mentre tentava di imboccare una via secondaria.
Fatti indietreggiare da ripetute cariche della celere, i manifestanti hanno cominciato ad ergere barricate tutto intorno al Parlamento.

Guarda il video dell’inizio dell’assedio al Parlamento.

 

Le proteste bulgare contro i monopoli energetici e non, sono partite con manifestazioni di massa contro l’aumento delle tariffe di luce e gas, la prima a Blagovevgrad il 28 gennaio. La rivolta si estese a macchia d’olio in 30 città e il governo di Boiko Borisov rassegnò le dimissioni il 20 Febbraio.

Originato dalla rabbia per il dissennato aumento dei costi dell’energia, il movimento popolare di massa ha presto esteso la sua radicalità critica indirizzandola contro il sistema dei partiti. Non sono mancati casi eclatanti di nichilismo, con sette immolazioni pubbliche, ma anche tanta freschezza, e un fortissimo sentimento di ripudio delle lobbies politiche che ha portato anche a numerose forme di protesta inaspettate e totalmente auto-organizzate.

La concatenazione dei meccanismi decennali di svendita delle risorse energetiche a grosse compagnie monopolistiche estere, la vendita a queste delle stesse infrastrutture statali, e lo svuotamento delle Commissioni addette all’Osservazione del comportamento delle multinazionali in questione, si è condensata con tutte le sue profonde ambiguità nel momento in cui l’inflazione ha fatto schizzare i prezzi degli stock energetici, sia per l’uso domestico che per quanto riguardava l’approvvigionamento industriale. In un paese dove il salario medio si trova al di sotto dei 400 euro mensili, e il costo dei beni primari è elevatissimo, proporzionalmente agli altri paesi dell’Unione Europea, la maggior parte dei nuclei familiari si è trovata negli ultimi anni a dilapidare le proprie entrate economiche solamente per coprire le spese essenziali. L’aumento folle di luce e gas è stato dunque il detonatore di una situazione già di per sé difficilmente sostenibile, dove i giochi di corruzione e speculazione della classe politica neoliberista hanno fatto il bello (per loro) e il cattivo tempo (per tutti gli altri). Da questo punto di vista la Bulgaria incarna esemplarmente, a pochi passi dai colossi socialdemocratici europei, la dicotomia sociale 1 vs 99%.

In questo clima, la prima ondata di proteste è stata a dir poco travolgente, portando addirittura i manifestanti a bruciare i propri soldi e ad assaltare varie vetture utilitarie di rappresentanti delle compagnie energetiche. Il 13 febbraio il ministro dell’economia è stato inseguito e bersagliato a palle di neve. Da lì a poco la rivolta si è fatta dilagante, con blocchi congiunti delle principali arterie di comunicazione, scontri nelle vicinanze delle sedi delle principali compagnie energetiche e dei palazzi ministeriali, oggetto di bottigliate e lanci di pietre per diversi giorni. Il 18 e il 19 febbraio sono stati i giorni più intensi, con blindati dalle fiamme, e feriti tra le fila dei manifestanti come tra quelle della Gendarmeria (la polizia bulgara). Un clima di sommossa generalizzata pressoché ingovernabile si è registrato a Varna, la città più popolosa del Mar Nero.

Dopo le dimissioni governative, il movimento ha proseguito il suo processo di radicalizzazione ,con l’espulsione di membri filo-partitici dalle assemblee autoconvocate, e il travalicamento dei confini nazionali con presidi e manifestazioni in consolati e ambasciate di molti paesi europei. Le proteste di massa sono fisiologicamente diminuite, dopo un mese pressoché ininterrotto.

Marzo e Aprile hanno visto un governo provvisorio che si è impegnato a revocare la licenza della principale compagnia monopolistica operante sul territorio, la ceca CEZ; il vento bulgaro ha spirato sino alla non lontana Slovenia, laddove per motivi congiunturalmente simili si è arrivati a far capitolare un governo praticamente negli stessi mesi, e in Estonia, dove alla fine di Febbraio si sono registrate manifestazioni contro il caro-elettricità

A Maggio le elezioni hanno realizzato percentuali..bulgare di astensionismo. A giovarne il partito Socialista che è sensibilmente cresciuto in percentuale di votanti e seggi parlamentari. I manifestanti dell’inverno appena alle spalle di certo non si sono aspettati sostanziali cambiamenti dall’alto, tant’è che quasi in concomitanza con la rivolta che infiammava attorno a Piazza Taksim ad Istanbul, il vento della protesta a ripreso a soffiare come e più di prima, giungendo alle oltre cinque settimane odierne, culminate giovedì scorso con la paralisi del traffico al grido di “mafia” e “dimissioni”, e invocando lo scioglimento delle camere e nuove elezioni; la polizia si è schierata a protezione del Parlamento, circondandolo con grosse transenne ferrate e il clima non si è di certo raffreddato in questo fine settimana: in migliaia sotto il Parlamento contro il neo-governo Oresharski, ma più in concreto conto la corruzione endemica a questo esecutivo come a quello precedente di Borisov.

Non a caso il focolaio di rabbia e protesta si è ravvivato il 14 Giugno non appena l’ambiguo magnate mediatico Delyan Peevski è stato nominato capo della Pubblica Sicurezza. La nomina è stata subito revocata, ma le proteste si sono allargate puntando il dito contro la corruzione del Governo in carica da poco più di due mesi.

Un vero e proprio “Qué se vayan todos!” di lunga durata si agita nel piccolo paese dei Balcani orientali.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

BulgariacorruptionmafiaOresharskiPeevski

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

USA: Minneapolis sotto tiro. L’ICE spara ancora e uccide

Un altro morto a Minneapolis: nuovo omicidio da parte degli agenti dell’ICE. Bambini arrestati e piazze sotto attacco

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Rojava: in partenza anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”

In partenza ieri, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Svizzera migliaia di persone protestano contro il Forum di Davos

“No King”, “Smash World Economic Forum”: c’erano folle alla luce del fumo per le strade di Zurigo, una grande città svizzera, il 19 gennaio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sulla resistenza organizzata a Minneapolis

Minneapolis dopo l’uccisione di Renee Good. Raid, rapimenti e violenza dell’ICE diventano la normalità. Ma i quartieri si organizzano per sorvegliare lo Stato e rompere l’impunità.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La rivoluzione in Rojava è sotto attacco! Chiamata internazionalista per raggiungere il Nord-Est della Siria

“Questa è una guerra che ci è stata imposta. O una vita degna oppure un martirio onorevole”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Comprendere la fase, prendere parte, costruire contropercorsi

Domenica 25 gennaio dalle ore 17 presentazione di “ La lunga frattura. Dalla crisi globale al “Blocchiamo tutto” a Pisa

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Siria: Rojava sotto attacco. Jacopo Bindi: è uno scontro politico tra opzioni diverse per il Medio Oriente

In Siria l’offensiva su larga scala delle milizie jihadiste di Damasco minaccia l’autogoverno del confederalismo democratico nel nord-est del Paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La «Generazione Palestina» tra razza, classe e protagonismo conflittuale

Come queste piazze ed esperienze hanno trasformato le soggettività che si sono mobilitate? Quali le loro genealogie, sedimentazioni e le possibili prospettive di rilancio e trasformazione?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

USA: ancora ampie proteste in tutto il paese contro l’ICE, la polizia federale controllata da Trump

Terzo giorno consecutivo di proteste a Minneapolis, dopo l’uccisione della 37enne Renee Nicole Good, avvenuta durante un’operazione di rastrellamento condotta da agenti dell’ICE, l’agenzia anti-immigrazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Esecuzione federale a Minneapolis: l’ICE uccide, Trump approva

Una donna uccisa in pieno giorno da un agente mascherato. Le autorità federali bloccano le indagini, la propaganda riscrive i fatti, le piazze insorgono.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Bulgaria: cade il governo dopo le proteste. Quali scenari?

Giovedì il primo ministro della Bulgaria Rosen Zhelyazkov ha annunciato le sue dimissioni.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Corteo a Prato e lotte nel distretto tessile

Dopo le esplosioni e i pacchi incendiari nei magazzini della logistica tessile di sabato scorso, Prato è scesa in piazza per ribadire che nessunx lavoratorx deve più rischiare la propria vita per guerre e faide che non gli appartengono. Dalle parole del sindacato Suddcobas: “Per troppi anni la violenza mafiosa si è potuta consumare nell’invisibilità. […]

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“I boss lo chiamavano generale”: scoppia il bubbone del sodalizio tra ndrangheta e CO.GE.FA nei cantieri del tav

Nuova tegola sul raddoppio della Torino-Lione. Il colosso delle costruzioni COGEFA ha ricevuto un’interdittiva anti mafia per i rapporti tra il suo fondatore e diversi membri di spicco delle ‘ndrine operanti in Piemonte.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Comunicato del Movimento No Tav sulle parole del Capitano dei Carabinieri di Susa.

Sabato scorso si è tenuta a Susa una manifestazione No Tav. Manifestazione espressamente organizzata contro SITAF e TELT, sostenitrici entrambe di una grande opera ormai ampiamente corrosa (già prima di nascere) da un cancro chiamato mafia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: sabato 15 giugno manifestazione popolare contro Grandi Opere Inutili e mafie

Che le grandi opere siano terreno fertile per le mafie non è una sorpresa. L’enorme scritta che ormai da 15 anni compare sul fianco del Musinè “TAV= MAFIA”, ne è una testimonianza concreta.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAV = Mafia. Nuove prove del coinvolgimento della ‘ndrangheta nel TAV Torino – Lione.

Negli scorsi mesi è venuta fuori, come succede ciclicamente, una polemica bipartisan sulla scritta che svetta sul Musiné all’ingresso della valle che recita TAV = Mafia. Oggi veniamo a conoscenza attraverso una notizia apparsa sul tg regionale che esistono nuove prove del coinvolgimento delle ‘ndrangheta nelle opere propedeutiche al TAV Torino – Lione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il codice degli appalti di Salvini è un attacco ai territori

Il nuovo Codice Appalti di Salvini è un regalo a speculatori di ogni risma. Di fatto il 98% dei lavori pubblici verrà affidato senza gara, riempiendo le tasche degli amici degli amici e mettendo a rischio territori e comunità.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Arresto di Messina Denaro: alcune riflessioni sulla relazione stato-mafia.

In questi giorni la prima notizia di tutte le testate è stata l’arresto, condito da mirabolanti commenti sensazionalistici, di Matteo Messina Denaro, boss indiscusso di Cosa Nostra, coinvolto in prima persona tra le principali stragi e assassini degli ultimi trent’anni di storia del nostro paese.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Matteo Messina Denaro o dei tempi andati

L’epilogo della trentennale latitanza di Matteo Messina Denaro svolge molte funzioni all’interno dell’epica contemporanea ed è a suo modo un altro dei segnali della ristrutturazione dei rapporti politici e sociali nel nostro paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I parà del “Tuscania” in Bulgaria. Addestrano alla “guerra urbana”

Nell’ambito della nuova missione NATO in Bulgaria anti-Russia, un team del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania” ha curato l’addestramento dei militari assegnati al battaglione di pronto intervento multinazionale a guida italiana “alle tecniche di combattimento nei centri abitati”.