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Ravenna: bloccato al porto un carico di esplosivi diretto a Israele

Ieri giovedì 18 settembre un carico di due container carico di esplosivi e diretto ad Haifa in Israele è stato bloccato al porto di Ravenna.

Il lavoratori portuali, il Sindaco Alessandro Barattoni e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale sono intervenuti per non far partire il carico. Non è la prima volta che materiale d’armamento diretto a Tel Aviv transita da quel porto. Dalle carte dell’inchiesta della Procura di Ravenna sul carico sequestrato a inizio anno in porto emergono i dettagli della presunta triangolazione volta ad aggirare la legge 185. Nel pomeriggio, i due container sono poi ripartiti a bordo degli stessi camion su cui erano arrivati al porto.

Il servizio con Axel, operatore portuale e membro del CAP, Comitato Autonomo Portuale di Ravenna. Ascolta o scarica

A Milano si segnala una azione nell’aula del Consiglio comunale di Milano con attivisti della campagna BDS che, seduti tra il pubblico, hanno interrotto la seduta al grido di ‘Palestina libera’ e ‘Stop genocidio’, mostrando bandiere palestinesi. Ci racconta quanto accaduto Jalna, della campagna BDS di Milano. Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto

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Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

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