InfoAut
Immagine di copertina per il post

Piazza Tahrir resiste!

 

Il report della giornata da piazza Tahrir

 

Nonostante i fatti avvenuti la scorsa notte, e come risposta alle violenze delle forze dell’ordine che hanno represso violentemente il sit-in di ieri, durante tutta la giornata in migliaia hanno nuovamente riempito la piazza della rivoluzione e in migliaia hanno deciso ancora una volta di rimanere ed occupare piazza Tahrir.

Ieri infatti, dopo una grande manifestazione a cui ha partecipato più di un milione di persone, migliaia di manifestanti hanno deciso a rimanere in piazza per la cacciata della leadership militare, per l’arresto di Mubarak e per la fine di ogni legame col vecchio regime, occupando ancora una volta piazza Tahrir decidendo di non rispettare il coprifuoco imposto dal governo militare. Come risposta soldati e polizia hanno represso violentemente la protesta, arrestando, picchiando e uccidendo.

La volontà di stasera di rimanere ancora una volta in piazza e di scontrarsi nuovamente con la brutalità dell’esercito mostra più che mai la determinazione della piazza per un cambio netto, in uno dei moltissimi volantini dati nella giornata in piazza si legge “staremo qua finché il capo delle forze armate Tantawi non se ne andrà, la rivoluzione ancora non è finita, non lasceremo all’esercito la libertà di reprimerci come la scorsa notte. Non lasceremo Tahrir finché tutte le nostre richieste non saranno accolte”.

Ciò che si chiede è una totale epurazione sia di chi si è reso in passato complice con il vecchio governo sia del sistema in sé: è inaccettabile che un’autorità di governo sorta dopo la rivoluzione utilizzi i metodi repressivi propri, se non addirittura peggiori, del governo sconfitto. Anche negli interventi in piazza si ritrova un importante salto di qualità: interventi come “Chi guida il paese? Mubarak governa ancora?” mostrano la ormai palese sfiducia nei confronti del governo militare, da molti acclamato fino a pochi giorni fa, la sensazione è che le repressioni della piazza siano guidate dall’ex rais e che il governo militare segua ancora i suoi voleri.

In giornata la leadership militare, attraverso proclami televisivi, ha “messo in allerta” la popolazione che stanotte la repressione sarà ancora maggiore, che in nessun modo sarà permesso ai manifestanti di rimanere in piazza Tahrir dopo l’ora del coprifuoco.

Ma i manifestanti, consapevoli dopo la giornata di ieri di cosa può accadere, si sono oggi meglio organizzati: barricate con filo spinato ed auto date alle fiamme durante la scorsa notte coprono ognuna delle molte entrate in piazza Tahrir; pochi minuti prima del coprifuoco donne (non tutte, in molte hanno deciso di rimanere in piazza), vecchi, bambini e i molti feriti di ieri, chi cioè non poteva stanotte scontrarsi con le forze dell’ordine, si sono rifugiati nella vicina moschea; ci si prepara con ciò che si ha e come meglio si può a combattere.

Non appena scattata l’ora del coprifuoco molti dei manifestanti si accingono, con cordoni ben organizzati, a coprire tutte le vie d’entrata, altri si mettono in corteo all’interno di Tahrir.

La tensione è altissima, se l’esercito anche stanotte arriverà troverà ad accoglierlo una piazza molti più preparata di quella della scorsa notte.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Egittoesercitopiazza tahrirresistenza

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La tigre di carta: il fallimento della macchina da guerra americana da mille miliardi di dollari

 Il popolo americano ha fatto enormi sacrifici per finanziare questa macchina da guerra obsoleta, troppo costosa e inefficace. Molti hanno pagato con la vita, con l’integrità fisica o con la salute. Tutti noi paghiamo il costo della bellicosità dei nostri leader e dello sperpero sconsiderato della nostra ricchezza nazionale, che ci lascia privi dei sistemi di supporto fondamentali che i nostri vicini negli altri paesi sviluppati danno per scontati, dall’assistenza sanitaria universale gratuita e un’istruzione pubblica di qualità a salari dignitosi e ferie retribuite.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ricostruisce Gaza? Ricostruzione e resistenza indigena

Dopo il recente annuncio di Hamas di voler cedere il governo di Gaza al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, sono riemerse con urgenza domande su chi plasmerà il futuro di Gaza e a quali condizioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lettere dal carcere di Ahmad Salem

Ahmad Salem, 24enne palestinese cresciuto in uno dei più grandi campi profughi palestinesi, Al-Baddawi, ha lasciato il paese per cercare un futuro. Dopo un primo passaggio in alcune città europee, è arrivato in Italia e si è presentato alla commissione territoriale di Campobasso per richiedere la protezione internazionale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi sono i New IRA nel 2026 e di cosa sono ancora capaci?

Il sequestro di una bomba contenente quasi 400 grammi di Semtex ha riacceso i riflettori sulla rete, sul reclutamento e sulla persistente minaccia rappresentata dal gruppo repubblicano dissidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I coccodrilli di Ben Gvir sono l’ultima arma utilizzata da Israele nella sua guerra animale contro i palestinesi

Dagli scritti coloniali di Herzl ai cani da attacco, dai cinghiali alle prigioni con fossato di coccodrilli, gli animali sono stati a lungo impiegati nel progetto sionista per terrorizzare i palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

31 ottobre – 8 dicembre 2005 / 31 ottobre – 8 dicembre 2025 : avere vent’anni è avere sogni grandi!

Sono passati vent’anni da quei giorni che hanno segnato la storia della nostra valle.

Immagine di copertina per il post
Culture

«Banditi» per necessità ovvero la Resistenza così come fu

«Una nuova retorica patriottarda o pseudo-liberale non venga ad esaltare la formazione dei purissimi eroi: siamo quel che siamo: […] gli uomini sono uomini»

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Missioni militari 2025. Carta bianca per la guerra

“Sono attualmente in corso 39 missioni e operazioni internazionali, per una consistenza media di 7.750 unità, un contingente massimo autorizzato pari a 12.100 unità, e un onere finanziario complessivo che ammonta a 1,48 miliardi, divisi tra 980 milioni per il 2025 e 500 milioni per il 2026”.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

25 Aprile 2025: Appunti di lotta dalla piazza Milano

Mentre a Gaza da oltre due anni si consuma una tragedia quotidiana fatta di violenza, occupazione, distruzione e genocidio; mentre l’Europa si riarma e si prepara alla guerra, mentre in Italia il fascismo e la repressione avanzano di giorno in giorno, questo 25 aprile la piazza milanese ha finalmente deciso da che parte stare. Dopo […]

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Per liberarsi dalle guerre: resistenza. Da ottant’anni il nostro modello. Il 25 aprile a Quarticciolo

“Per liberarsi dalle guerre: Resistenza. Da ottant’anni il nostro modello”: con queste parole d’ordine è stato lanciato il 25 aprile 2025 del quartiere Quarticciolo, a Roma, nell’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Armi, armamenti e guerrafondai

L’esercito italiano avrà lo schieramento corazzato più potente d’Europa per numeri e qualità.