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Palestina: primo via libera del parlamento israeliano alla pena di morte, solo per palestinesi

Un mese di cessate il fuoco oggi, 11 novembre, nella Striscia di Gaza.

In questo lasso di tempo Israele ha ucciso 271 persone, 622 feriti, demolendo quotidianamente e sistematicamente i pochi edifici ancora in piedi e impedendo il libero ingresso degli aiuti. 600 al giorno i Tir che dovrebbero entrare nella Striscia come concordato, inclusi 50 camion di carburante. In realtà, di camion ne entrano, a singhiozzo, non più di un terzo, lasciando la popolazione allo stremo.

Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dall’interno della Striscia di Gaza con Sami Abu Omar, cooperante di numerose realtà solidali italiane e nostro storico collaboratore dalla Striscia Ascolta o scarica

Da Gaza alla Cisgiordania, dove oggi si ricorda il 21esimo anniversario dalla scomparsa di Arafat. In West Bank le continue violenze terroristiche dei coloni allarmano persino l’esercito occupante, anch’esso impegnato a reprimere e cacciare i palestinesi. Oggi i comandanti delle brigate dell’esercito israeliano che operano in Cisgiordania hanno chiesto al capo di stato maggiore, Eyal Zamir, di reintrodurre la detenzione amministrativa – cancellata dal ministro della Difesa Katz – contro i coloni israeliani. “Tutte le linee rosse sono state superate” dicono i funzionari militari israeliani, che accusano pure la polizia israeliana – guidata dal ministro fascista Ben Gvir – di proteggere di fatto i coloni, responsabili secondo l’Onu solo a ottobre di almeno 264 attacchi contri i palestinesi in Cisgiordania, dato record dal 2006, ossia da quando esiste questo tipo di monitoraggio condotto dalle organizzazioni internazionali.

I coloni spadroneggiano anche dentro Israele, avendo imposto da tempo la propria narrazione all’informazione e alla politica. Si spiega così l’ok della Knesset al ddl sulla pena di morte per terrorismo, accusa che per i palestinesi può voler dire qualsiasi cosa. Esulta Ben Gvir, che dopo il voto ha distribuito…dolcetti. La prima – delle tre letture – del provvedimento criminale, presentato da “Potere Ebraico”, l’estrema destra razzista e messianica dei coloni guidata dallo stesso Ben Gvir ha ottenuto 36 sì e 15 no. Poco prima un ddl analogo, del partito di cosiddetta opposizione Yisrael Beiteinu, ha preso 37 sì e 14 no, a conferma della sostanziale identità di vedute dei due terzi della Knesset quando si tratta di reprimere il popolo palestinese, anche con la morte.

Su Radio Onda d’Urto Umberto De Giovannangeli, giornalista de L’Unità esperto di Palestina e Medio Oriente Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto

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