InfoAut
Immagine di copertina per il post

Multato per non aver partecipato alla manifestazione

Qualche giorno fa un nostro compagno ha ricevuto la notifica di un verbale di accertamento e contestazione emesso dalla DIGOS di Cosenza per la partecipazione alla manifestazione del 6 giungo ad Amendolara, in risposta al brutale omicidio di quattro braccianti bruciati vivi in un minivan.

da Addunati

Al nostro compagno, così come ad altrə compagnə di altre città, si contesta la violazione dell’art. 18, comma 5, TULPS, per come recentemente modificato, relativo alla violazione delle prescrizioni questorili poiché “nell’ambito di una manifestazione preavvisata… informato del contenuto delle prescrizioni questorili, ne ha criticato aspramente il loro contenuto… e si è adoperato nella costituzione del corteo non autorizzato, percorrendo a piedi la S.S. 106… bloccando di fatto quell’arteria viaria…”.
La violazione contestata comporterà l’emissione di una sanzione amministrativa compresa tra 1000 e 12000 euro.
Si tratta di un fatto estremamente grave. Ancora una volta assistiamo all’uso di strumenti repressivi che colpiscono chi prende posizione, chi si organizza e chi lotta per i diritti, alimentando un clima di intimidazione nei confronti di chi esercita il diritto al dissenso.
Ricordiamo infatti che quella mobilitazione, lanciata a distanza di pochi giorni dall’omicidio dei quattro lavoratori, ha denunciato a gran voce il sistema politico ed economico che si fonda sullo sfruttamento dei braccianti, rifiutando passerelle e lacrime di coccodrillo della politica e delle istituzioni.
La vicenda assume contorni ancora più paradossali perché proprio il nostro compagno, attivo in decine di battaglie, non era presente a quella manifestazione.
Ci sorge allora il dubbio che la Digos di Cosenza abbia pescato a caso tra le persone che negli ultimi mesi si sono esposte pubblicamente al fianco del popolo palestinese con il solo obiettivo di punire chi ha osato promuovere un secondo corteo in netta rottura con quello istituzionale, scelta che rivendichiamo e difendiamo con convinzione.
Eppure, oggi, ci troviamo costrettə a impiegare tempo, energie e risorse economiche per difenderci da contestazioni ingiuste e persino fasulle, sottraendo forze a ciò che dovrebbe essere la nostra priorità: difendere i diritti, costruire solidarietà e continuare a denunciare le ingiustizie sociali.
È inaccettabile che i responsabili di questa strage continuano ad arricchirsi indisturbati sulla pelle di lavoratrici e lavoratori, mentre chi si impegna quotidianamente per la giustizia sociale, contro lo sfruttamento sul lavoro, contro il razzismo e al fianco dei popoli oppressi debba trasformarsi in imputato o destinatario di sanzioni, invece di poter continuare liberamente la propria attività politica e sociale.
Ma noi continueremo a stare al nostro posto, dalla parte di quella Calabria che, come ad Amendolara, alza la testa contro lo sfruttamento, per la sanità, contro la guerra, per la difesa della nostra terra!

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

amendolarabraccianticalabriamultarepressione

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Un contributo da Milano per una risposta alla repressione all’altezza delle mobilitazioni dell’autunno scorso e per il rilancio delle lotte sociali

Il tema della repressione e, più in particolare, il rapporto con la controparte, hanno spesso generato difficoltà e incomprensioni all’interno del movimento italiano. Nel tempo, le strategie e le pratiche adottate dalle forze dell’ordine, così come gli strumenti legislativi introdotti dai governi, si sono progressivamente trasformati.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero In’s polo logistico di Tortona: la polizia tenta di sgomberare il presidio ma lo sciopero continua

Ancora un tentativo di sgombero del presidio dei lavoratori In’s nel polo logistico di Tortona (AL) al sesto giorno di sciopero: ma il presidio operaio va avanti.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Dissidenza, repressione politica ed una esagerata idea di libertà. In ricordo ad Ambro, un contributo di amic3 e compagn3

Ambrogio era un ragazzo di 27 anni, arrivato a Torino per gli studi in Filosofia e Storia delle Religioni. Ambro è sempre stato un idealista, attento all3 ultim3, con un grande senso di empatia e gentilezza. Era un anarchico, un testone, un polemico.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pisa: Appello per la libertà di lottare al fianco della Palestina, contro la guerra e contro i tentativi repressivi nella nostra città

In questi giorni cinquantaquattro persone che hanno partecipato al movimento per la Palestina nell’ultimo anno, hanno ricevuto le notifiche della conclusione delle indagini da parte della Questura di Pisa per le incredibili mobilitazioni di massa della scorsa estate e dell’autunno contro guerra e genocidio.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara, piana di Cerchiara: province di Bruxelles

La pira non fuma più. Si sentono però ancora le zaffate di carne, plastica e metalli combusti, intorno al rogo di Amendolara. Tutto ha ripreso a scorrere, a pochi passi dalla cenere. Sfrecciano furgoncini imbottiti di braccia umane sottocosto, s’innalzano nuvolette di erbicidi nei pescheti, agli incroci sostano gruppi di ragazzi col turbante, in attesa che qualcuno li prelevi e li porti sui campi di lavoro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Il caporalato uccide. La Calabria alza la testa. Sabato 6 giugno manifestazione ad Amendolara

Sabato 6 giugno 2026 la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato e il sistema politico che lo sostiene da sempre, per rivendicare diritti e giustizia per chi lavora.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Calabria: 4 braccianti afghani bruciati vivi per aver “osato” pretendere di essere pagati. Dai caporali alla gdo un’unica filiera di sfruttamento

Sono stati bruciati vivi per “punizione” i 4 braccianti, afghani, uccisi lunedì 1 giugno 2026 ad Amendolara, in Calabria, sfruttati nella raccolta delle fragole, nella vicina Basilicata.