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Nigeria: non si fermano le proteste e le scie di sangue a Lagos e in altri Stati

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Le notizie che giungono dalla Nigeria, in particolare da Lagos, la capitale economica, sono a dir poco spaventose. Anche il segretario generale dell”Organizzazione delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in un comunicato rilasciato dal suo portavoce, condanna le violenze della polizia che si sono verificate ieri sera nella metropoli nigeriana.

Proteste di giovani nigeriani represse dalla polizia

Le cariche delle forze dell’ordine hanno causato nuovamente la morte di molti civili, soprattutto di giovani, mentre tanti altri sono stati feriti, alcuni in modo grave. Dopo un coprifuoco di 24 ore su 24 imposto dal governatore del Lagos State, Babajide Olusola Sanwo-Olu, in vigore fino a nuovo avviso, un migliaio di persone, per lo più giovani, hanno sfidato l’ordine impartito dalle autorità e sono scesi nelle strade per manifestare pacificamente.

Le cariche della polizia hanno investito manifestanti, in particolare a Lekki, un quartiere periferico di Lagos, lasciando una scia di dolore sul terreno. Africa ExPress ha ricevuto numerosi video e foto dai suoi stringer che confermano ciò che si è verificato nella serata di ieri.

Anche BBC Africa conferma le violenze nei suoi reportage: edifici incendiati, molti danni materiali, ma soprattutto sostiene che hanno perso la vita parecchi nigeriani. Secondo Amnesty International almeno 12 persone sono state ammazzate nella serata di martedì durante l’intervento dei militari. Le autorità di Lagos, invece ammettono la morte di una sola persona, ma non negano il ferimento di diversi manifestanti.

 

 

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Manifestazione a Lagos, Nigeria

Un testimone oculare che ha preferito mantenere l’anonimato, ha riferito ai reporter della BBC che verso le 18.00 ora locale, la polizia ha aperto il fuoco contro le persone che manifestavano pacificamente nella periferia di Lagos.

Gli organizzatori della protesta hanno fatto sapere: “I rapporti degli ospedali e testimoni oculari confermano la brutalità della polizia nei confronti di almeno mille manifestanti, che hanno sfilato pacificamente per chiedere una buona governance e di mettere un punto finale alla violenza delle forze dell’ordine”.

Anche oggi nella metropoli le proteste non si sono fermate e parecchi edifici sono stati incendiati; la polizia ha posizionato diversi blocchi stradali e ha sparato in aria per disperdere i manifestanti che non hanno rispettato il coprifuoco. Ma non solo a Lagos, anche a Abuja, la capitale della ex colonia britannica, regna il caos più totale. Molti leader tradizionali sono stati evacuati dalla polizia e le loro case sono state saccheggiate.

Da settimane la popolazione protesta in ogni parte del Paese contro la violenza della SARS (acronimo inglese per Special Anti-Robbery Squad) e la mal governance. Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria al suo secondo mandato ed ex golpista del 1983, ha sciolto il corpo di polizia militarizzato l’11 ottobre scorso, ma le contestazioni non si sono fermate. I giovani chiedono ampie riforme in tutti settori.

 Disordini si sono verificati anche in altri Stati, anche laddove è stato imposto il coprifuoco totale. Il primo ad imporre tali misure è stato il governatore dell’Edo State. Lunedì, 19 ottobre 2020, il segretario, Osadorion Ogie, ha firmato una ordinanza in tal senso. Le autorità hanno giustificato tali misure per proteggere i cittadini dopo diversi incidenti e vandalismi che si sono verificati nell’area durante le proteste giovanili.

I manifestanti sfilano ovunque con l’hashtag #EndSars, che i tifosi italiani hanno visto anche sulla maglietta del calciatore nigeriano Victor Osimhen, attaccante del Napoli durante la partita contro l’Atalanta. Il centravanti ha voluto così sensibilizzare i tifosi contro ciò quanto sta accadendo in Nigeria.

Cornelia I. Toelgyes per Africa-express

 

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