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La polizia minaccia e aggredisce i familiari degli scomparsi a Guanajuato

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Città del Messico / Membri del collettivo di ricerca Sembrando Comunidad sono stati aggrediti e minacciati da tre agenti della Investigazione Criminale della Procura Generale dello Stato (FGE), quando erano andati al Servizio Medico Forense (Semefo) di León, Guanajuato, a chiedere notizie dei propri familiari scomparsi, per cui presenteranno una denuncia davanti al Pubblico Ministero e davanti alla Procura dei Diritti Umanizzi dello Stato di Guanajuato (PDHG), ha dichiarato Norma Barrón Núñez, membro del collettivo.

“Due agenti ci hanno tirati fuori dal Semefo, mi hanno chiesto di cancellare i video, gli ho detto di non avere video, hanno detto che mi avrebbero arrestata, ho domandato perché mi arrestete?”, ha raccontato la Barrón, che ha precisato che la prima aggressione è venuta da parte di una donna dell’Agenzia di Investigazione Criminale (AIC) e che successivamente due agenti hanno cominciato a strattonarla e hanno cercato di metterla in una stanza.

“Sono giunte altre appartenenti al collettivo, hanno cercato di metterci in una stanza, che ci avrebbero tenute in arresto per 24 ore. Siamo salite nel mio veicolo, hanno incominciato a riprenderci, hanno preso i numeri di targa e ci hanno detto: ho il numero di targa, ho la tua foto, non arriverete alla vostra destinazione”, ha aggiunto.

La Barrón ha dichiarato che uscendo dal Semefo le ha seguite una pattuglia, che sono riuscite a seminare lungo la strada per Irapuato.

“Noialtre non siamo criminali, siamo vittime, stiamo cercando i nostri familiari, vediamo che la Procura non sta facendo il proprio lavoro, noi con i nostri mezzi stiamo cercando informazioni e ci trattano come delinquenti”, ha detto la Barrón.

Alla fine, l’attivista ha lamentato che le autorità non trattino con dignità le famiglie delle vittime di scomparsa e che non ci siano progressi da parte dei funzionari per conoscere dove stiano i loro esseri amati.

Da informazioni di La Jornada

2 marzo 2020

Desinformémonos

Traduzione a cura di Comitato Carlos Fonseca

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