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In piena emergenza Coronavirus Israele bombarda Gaza

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Sembra una battuta di cattivo gusto, invece è successo per davvero, in piena emergenza coronavirus Israele decide di bombardare Gaza. Proprio a qualche giorno dalla richiesta delle Nazioni Unite di un cessate il fuoco globale, mentre sta esplodendo la pandemia anche in Palestina: Israele mette in volo i caccia per sganciare bombe.

Gaza proprio in questi giorni si sta preparando, non senza difficoltà, ad affrontare la pandemia. È di due giorni fa l’allarme lanciato dal ministro della sanità locale che denuncia come 13 anni di blocco della circolazione di beni e persone ha messo in ginocchio la sanità nell’enclave Palestinese. Il portavoce del ministro, Ashraf al-Qudra, aveva chiesto all’OMS un aiuto immediato visto l’insufficiente numero di respiratori presenti nella striscia: 45 contro i 150 minimi necessari. Inoltre Gaza ha a disposizione solo 70 posti letto in terapia intensiva con un numero già enorme di pazienti ospedalizzati per via degli oltre 8mila palestinesi feriti dagli spari dei cecchini Israeliani nelle proteste della marcia del ritorno.

Proprio in questi giorni i medici Gazawi si preparano a convertire le strutture ospedaliere specializzate nelle cure di ferite da guerra in terapie intensive e reparti di infettivologia. La condizione tragica a Gaza è testimoniata dal ministro della sanità Rami al-Abadlah:

Anche senza la pandemia il ministero della sanità non è in grado di fornire alla gente i servizi necessari. Sarebbe catastrofico se questa [pandemia] si diffondesse, abbiamo iniziato a trasferire alcune apparecchiature mediche verso i nuovi ospedali che si occuperanno dei pazienti ricoverati per il covid-19”

 Adnan Abu Hasnan dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati sostiene che:

Gaza ha bisogno di tutto, ma specialmente abbiamo bisogno di rifornimenti medici, abbiamo bisogno soprattutto di strumenti tecnologico-diagnostici, strumenti per affrontare la situazione per individuare le persone che hanno realmente contratto il virus”.

Un compito già di per sé complicatissimo vista la restrizione di approvvigionamenti essenziali alla striscia di Gaza imposta da Israele, che diventa quasi impossibile se durante queste operazioni l’aviazione Israeliana bombarda nella notte.

Inoltre è importante ricordare come Gaza sia tra le aree più densamente popolate al mondo: con una densità media 4570 abitanti per chilometro quadrato con punte sino a 13mila a Gaza City. In una condizione così complicata i bombardamenti notturni sono un crimine forse solo difficile da immaginare, perché spargendo il panico tra la popolazione aumentano le possibilità di contagio in maniera esponenziale.

Occorre, oggi più che mai, chiedere la fine del blocco dei beni di prima necessità per Gaza in modo che la popolazione civile non si falcidiata da un epidemia che viene amplificata attraverso gli strumenti della guerra genocida portata avanti da Israele.

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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