InfoAut
Immagine di copertina per il post

Golpe a Diyarbakir

Il governo turco fa arrestare i due co-sindaci della metropoli curda. Proteste contro la politica coloniale di Ankara -Dopo mesi di continui attacchi contro amministrazioni locali democraticamente elette nel sudest della Turchia, martedì sera Ankara ha fatto arrestare di due co-sindaci della città di Diyarbakir (curdo: Amed) di milioni di abitanti. Gültan Kisanak e Firat Anli secondo le autorità turche sarebbero iscritti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) vietato.

Soprattutto l’arresto di Kisanak ha un alto valore simbolico. Lei è la prima donna e la prima appartenente alla minoranza degli aleviti discriminata in Turchia a ricoprire l’incarico di sindaco. Kisanak già in precedenza era diventata vittima della repressione dello Stato. Dato che si rifiutava di rinnegare la sua identità come curda, negli anni ‘80 è stata incarcerata nel famigerato carcere delle torture a Diyarbakir.

Contro gli arresti politici dei due politici dell’opposizione che fanno parte del partito di sinistra HDP apparentato a livello regionale, già mercoledì ad Amed sono scese in strada migliaia di persone. Per impedire proteste coordinate, il governo turco in numerose città ha bloccato l’accesso a Internet. Le manifestazioni sono state attaccate dalla polizia con idranti, deputati dell’HDP come Feleknas Uca sono stati arrestati in modo violento.

Dalla fine dell’estate del 2015 il governo turco ha assediato militarmente dozzine di città curde, bombardato zone residenziali e ucciso centinaia di civili. Circa un milione di persone sono diventate profughi interni.

All‘escalation della guerra è seguita un’ondata di arresti nei confronti di politici a livello locale. “Attualmente sono in carcere 17 sindaci, 24 sono stati destituiti e sostituiti da un’amministrazione coatta, ce ne sono otto con la condizionale e dieci con ordini di arresto«, questo il bilancio di Songül Karabulut, Presidente del Congresso Nazionale Curdo, la federazione di numerose organizzazioni curde in esilio, per junge Welt. “Gli arresti dei due co-sindaci di Diyarbakir sono una nuova prova della politica ostile e coloniale di Ankara nei confronti dei curdi.” Secondo Karabulut si nota che “l‘AKP sopprime tutti gli ambiti di formazione democratica della volontà. Il parlamento non funziona più, i deputato dell’opposizione vengono criminalizzati, i sindaci eletti sono sotto tiro”. La Turchia, dice, si trasforma “sempre di più in uno stato fascista”.

Numerose organizzazioni politiche e della società civile in Turchia e all’estero hanno condannato con forza l’operato del governo dell’AKP. Critiche arrivano anche dalla Germania. »Con accuse labili si impedisce a parlamentari democraticamente eletti di svolgere il loro lavoro e vengono dichiarati criminali senza tante storie«, recita una dichiarazione del Presidente della Linke Bernd Riexinger.

Anche l’incaricata per l’estero dell’Unione Europea, Federica Mogherini, e il Commissario UE per il vicinato Johannes Hahn in comunicato stampa hanno parato di “rapporti molto preoccupanti”, aggiungendo tuttavia subito che ritengono che il PKK sia una “grave minaccia”. Paesi dell’Unione Europea da mesi sostengono militarmente, a livello di servizi segreti e diplomaticamente la crociata del regime dell’AKP nei territori curdi, caratterizzata da crimini di guerra e crimini contro l‘umanità.

27 ottobre

Von Peter Schaber

 Junge Welt

da: retekurdistan.it

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

Guccini e Radio Onda Rossa

Con un compagno aneddoti tra solidarietà e musica

Immagine di copertina per il post
Contributi

La guerra interna dello Stato capitalistico

Riceviamo e pubblichiamo questo testo dal Collettivo Millepiani di Arezzo che affronta alcuni nodi all’ordine del giorno a partire da alcuni eventi recenti che hanno aperto nuove emersioni di conflitto.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ceuta: il contesto e i responsabili della crisi umanitaria

Ripubblichiamo questo articolo che approfondisce alcuni aspetti della tragedia umanitaria di Ceuta, individua responsabilità politiche e inserisce ciò che è avvenuto in un quadro più ampio di dinamiche di guerra globale e di garanzia per il regime egemonico.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Massarosa: il Comitato prende parola in risposta al Presidente della Regione Toscana

Di seguito pubblichiamo la lettera del Comitato di Pian di Mommio, Massarosa, in provincia di Lucca.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi sono i New IRA nel 2026 e di cosa sono ancora capaci?

Il sequestro di una bomba contenente quasi 400 grammi di Semtex ha riacceso i riflettori sulla rete, sul reclutamento e sulla persistente minaccia rappresentata dal gruppo repubblicano dissidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I coccodrilli di Ben Gvir sono l’ultima arma utilizzata da Israele nella sua guerra animale contro i palestinesi

Dagli scritti coloniali di Herzl ai cani da attacco, dai cinghiali alle prigioni con fossato di coccodrilli, gli animali sono stati a lungo impiegati nel progetto sionista per terrorizzare i palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La repressione raccontata a mio figlio

In un momento storico in cui un gruppo di fanatici bianchi e religiosi sta compiendo da quasi tre anni, in diretta streaming e protetto da uno degli eserciti più forti e tecnologicamente avanzati del mondo, il genocidio di un popolo oppresso.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

La lotta di Bosco Ospizio

Lo chiamano Bosco Ospizio perché  fino a 21 anni fa lì sorgeva un ospizio con un grande giardino alberato. Una volta demolito l’edificio principale, è iniziato un processo di rinaturalizzazione spontanea avviato grazie all’inaccessibilità all’area, perimetrata da una recinzione che impediva al pubblico di entrarvi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.