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Brasile, ancora scontri e arresti per la finale dei mondiali

Alla vigilia della finale del Mondiale, la polizia brasiliana ha arrestato 19 attivisti accusati di aver commesso degli “atti di vandlaismo” a Rio de Janeiro durante le manifestazioni contro la Coppa del Mondo portati avanti dai movimenti sociali dal giugno 2013.

Nove altre persone, considerate “fuggitive”, sono attualmente ricercate. Tutti sono accusati di aver formato “un’organizzazione criminale e armata” che pianificava di “compiere degli atti violenti”. L’operazione della polizia si è ramificata nelle città di Rio, Buzios e Porto Alegre. L’inchiesta sarebbe cominciata a settembre. E’ stato rivelato come sia stata condotta con l’aiuto delle intercettazioni telefoniche. I mandati di arresto sono stati emessi venerdì.

Due delle persone incarcerate sono madri con figli a carico. L’attivista Elisa de Quadros Pinto, 28 anni, conosciuta con il nome di “Sininho”, è stata anch’essa arrestata. Era già stata interrogata l’11 giugno, alla vigilia dell’inizio del Mondiale. E’ stata immediatamente trasferita sabato, con gli altri 18 militanti, alla prigione di Bangu, che si trova ad ovest di Rio. Il Comitato popolare, un gruppo di militanti sparsi tra le 12 città della Coppa del Mondo, ha denunciato la volontà di criminalizzare e reprimere i movimenti sociali. La Commissione dei diritti dell’Uomo dell’Ordine degli avvocati del Brasile ha denunciato a sua volta che si tratta di “arresti totalmente arbitrari, basati su delgi argomenti parziali e ridicoli.

Una manifestazione è stata convocata ieri tre ore prima della finale, a Tijuca, vicino allo stadio. La polizia di Rio ha dovuto fronteggiare con gas lacrimogeni circa 300 manifestanti che tentavano di forzare un cordone di sicurezza per avvicinarsi allo stadio Maracana.

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