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Via il Pd da Livorno e dall’Italia!

“Livorno che guarda oltre” è il titolo della conferenza programmatica che si sta tenendo in questi giorni nella città labronica, con l’obiettivo di preopararsi al dopo Cosimi e stringersi attorno ad una fragile maggioranza (ormai di un solo voto) che per la prima volta nella storia della città rischia di non riuscire a raggiungere la scadenza elettorale. E la miseria del Partito Democratico è ben resa dalla desolazione della sala che ospita il convegno, il cui ospite d’onore della giornata di ieri è il governatore della Toscana Enrico Rossi, colpevole, fra le altre cose, delle politiche sulla gestione dei rifiuti che vorrebbero rendere Livorno il principale polo inceneritore della regione.

Fuori dal palazzo la contestazione, annunciata da giorni sotto la sigla di occupy Pd, di oltre duecento persone. L’enorme ed inadeguato spiegamento di forze dell’ordine impedisce al corteo di avvicinarsi alla sala del convegno, ma i manifestanti con determinazione mantengono sotto assedio per ore gli esponenti del partito, spostandosi lungo il perimetro e provando a più riprese a forzare il blocco. Al microfono vengono scanditi a più riprese i 10 motivi per contestare il Pd, alternati ad interventi di cittadini stanchi della cementificazione e dei disastri ambientali, dell’emergenza abitativi e delle privatizzazioni del patrimonio pubblico.

La giornata di ieri ci mostra per l’ennesima volta la distanza che corre tra una classe politica corrotta e decadente, costretta a nascondersi per sfuggire al confronto con fette di società sempre più ampie, stanche di limitarsi a mera testimonianza e pronte a costruire forme di alternativa all’esistente.

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