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Riders Just Eat in lotta, corteo e blocchi a Bologna

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Continua la mobilitazione dei riders di Just Eat di Bologna, dopo la notizia del licenziamento di massa da parte della multinazionale del food delivery inglese.

Ieri sera corteo cittadino in bicicletta da parte di decine e decine di riders, con blocchi diffusi per il centro cittadino e per le strade della zona universitaria. Tra le vie interessate Ugo Bassi, Zamboni e San Vitale. Si tratta di un corteo che è stato anche sciopero, dato che durante la mobilitazione decine di ordini non sono stati consegnati creando disagi rilevanti per la piattaforma. Molti ristoranti hanno annullato il servizio di consegna.

 

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Le richieste dei riders sono molto chiare: quelli che de facto sono veri e propri licenziamenti non sono accettabili. Il regime del cottimo è una forma di sfruttamento medievale, con i lavoratori e le lavoratrici che devono essere prima possibile riassunti con un inquadramento dignitoso da lavoro subordinato. Non si tratta nè di un lavoro divertente nè di un lavoretto tappabuchi. Molti riders sono costretti a fare un grande numero di turni per arrivare a fine mese e questo va riconosciuto come forma di lavoro continuativa con i diritti che ne conseguono.

 

 

 

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Entro il 23 ottobre, giorno in cui scadrà il contratto con Foodpony, la cooperativa che ha finora fornito la manodopera a Just Eat, si vogliono risposte chiare dall’azienda. Per i prossimi giorni nuove mobilitazioni. 

 

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