InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il filo rosso della resistenza nelle case occupate bolognesi

Con queste parole il signor Giorgio ha commosso e abbracciato la nuova generazione di occupanti bolognesi uniti non solo idealmente alla generazione di partigiani e resistenti della città che abbatterono il regime del duce e lottarono con grande coraggio contro le sofferenze e povertà prodotte dalla guerra.

Drammatico e degno di un rappresaglia SS è stato, infatti, il distacco dell’acqua cui per 4 mesi è stata sottoposta la palazzina. Ma i suoi abitanti, proprio come i partigiani di un tempo, hanno risposto con la lotta e la resistenza ottenendo infine questo diritto fondamentale non solo per le loro famiglie, i loro bambini e le loro bambine, ma per tutt* gli/le occupanti d’Italia in barba all’infame articolo 5 del Piano Casa.

Pubblichiamo qui di seguito le parole di Giorgio.

Via Mario de Maria 7

E’ piena estate del 2015, un caldo boia e una sottile melanconia avvolta da vampate di ricordi, mi guidano nel ripercorrere le strade che già furono dell’infanzia. Da allora più di mezzo secolo è passato e rimettendo piede alla Bolognina i ricordi riaffiorano e man mano affollano la memoria. Il ponte di Galliera, via Antonio Di Vincenzo, la scuola Federzoni, il cantinone di via Tiarini; è là che nonno Gigi di buona mattina sostava per bersi un grappino. A me spettava un marsalino perché diceva: bevi Giorgio che ti fa bene! Poi via che salendo sul biroccino, trainati da Giorgio, che era anche il nome del cavallo, schioccata la frusta e ci avviavamo, e si andava per macerie a scalcinare mattoni per le future costruzioni. Erano gli anni del dopo guerra, la ricostruzione offriva questa ed altre opportunità; con la raccolta dei residuati bellici si campava. Di bombe inesplose, nei dintorni della stazione di Bologna, se ne trovavano a mucchi che poi il nonno disinnescava per rivenderne il metallo, fu così che dissotterrammo una ruota di treno nei dintorni della “villa” ora parco Angeletti, che era una rovina spettrale con le sue gallerie sotterranee messe a raggio, con le sue grade e i suoi pozzetti profondi; si diceva che fosse stata la sede di un comando delle SS e ..luogo di tortura. Brrr!! Ma il giorno della “ruota” fu felice. In festa grande con vino e piccioncini allo spiedo.

A quel tempo in via Mario de Maria al 7 ci abitavo con la mia composita famiglia in un appartamento del piano rialzato che dava su un cortile che a rivederlo oggi, vuoto e senza vociare di bambini mi dà pena, ma è già tanto che sia ancora lì, c’è l’angolo dove al crepuscolo giocavo al dottore con la mia prima fidanzata. Dalla parte opposta , li’ è il canto dove demmo fuoco a una cassetta di munizioni con disastrose conseguenze pirotecniche. L’ho già detto era il dopoguerra e in quella casa abitava tanta altra gente, povera gente, brava gente; ex sfollati a cui il ventennio aveva sottratto quasi tutto ma non la gioia di vivere non la speranza di un domani migliore. Strano destino eravamo occupanti abusivi allora come ora, con la differenza che allora c’era la “Liberazione” per cui quella casa, abbandonata dagli ex occupanti forse seguaci del Duce, si riteneva lecito occuparla. Ora no: meglio vuota dicono alcuni. Oggi a distanza di 60 e passa anni apprendo dai giornali che è rioccupata da una nuova categoria di sfollati; altri dialetti ma la stessa ragione :sfuggire dalla guerra dalla morte o dalla fame in cerca di un mondo migliore con meno odio e più amore. Per puro caso fu l’amore e non la fame a spingermi a emigrare, prima in Francia anni 70, poi in Brasile negli anni 90 in questi altri mondi mi sono confrontato con l’essere straniero, ho, soprattutto in Francia, sofferto e conosciuto cos’è essere straniero “Rital” come dispregiativamente chiamano noi italiani.

Ho conosciuto cos’è la discriminazione e il male che fa all’anima essere mal visto, disprezzato, vilipeso. All’estero ho condiviso con molti Italiani con cui ho condiviso quanto “amaro sia l’altrui pane”, e ho conosciuto l’insensatezza assoluta del razzismo. La capacità di adattamento è il risultato della lunga convivenza con varie culture; l’arte del tirar a campà ‘è nel nostro DNA di popolo evolutosi in millenni di connubi fra varie categorie di invasori barbari o civilizzatori che a turno hanno dominato la penisola italica Una palestra di vita più unica che rara. Ci hanno permesso di districarci fra le pur mille difficoltà e forgiare una cultura che per la sua ricchezza di sfumature è invidia dell’umanità. Il dono del saper convivere pacificamente non poteva che svilupparsi in luoghi come questo crocevia mediterraneo delle principali civiltà: Greco Romana Egizia, Sumerica, Caucasica ecc… e mi ritrovo a Bologna, nella città che impose per legge l’uso dei portici “per offrire asilo a poverelli e viandanti” e che ora chiude le fontanelle.

Dove è finita la Bologna Regina Alter Mater del Diritto e delle scienze, la Bologna Mazziniana, liberale; delle lotte per l’indipendenza dagli austriaci, dell’insurrezione dell’8 Agosto, dell’eroe dei due Mondi,di Ugo Bassi, di Irma Bandiera e dei fratelli Cervi ? La Bologna partigiana medaglia d’oro della resistenza fautrice della liberazione dalla criminalità barbarie nazifascista degli olocausti, della superiorità della razza contrasto alla degenerante categoria di “subumani giudaico-bolscevici”.

A questa domanda, domanda retorica, sfogo o grido di denuncia contro l’insensibilità,l’indifferenza fronte alla sofferenza. Sono tornato in Mario de Maria al 7. Un muro sbrecciato, un immobile deteriorato che a prima vista si direbbe abbandonato; quel muro, quella finestra perforata somiglia molto a una delle tante immagini dei conflitti che proliferano in medio oriente o in Libia a Kabul come a Bengasi a Bagdad a Kobane come a Gaza. Appare da una finestra il volto di una donna seminascosto dal manto, sembra una suora, una immagine della madonna vergine Maria. E’ un attimo poi si ritira, lasciandomi perplesso su quanto sia precario il valore dell’esperienza umana, di quanto prolifica sia l’ignoranza e di come sia facile per le classi dominanti far risorgere gli spettri dell’intolleranza. delle guerre intestine alimentate dal virus dell’egoismo , della paura e del razzismo e di come nessuna esperienza, nessuna conquista sia definitiva e necessiti di essere continuamente rivitalizzata e difesa.

Giorgio

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Bolognaliberazionelotta per la casa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”

Si è da poco conclusa la due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno. Ore dense di scambio, di condivisione, di domande comuni in cui decine di realtà di lotta, centinaia di persone da tutta Italia e le isole, hanno provato a fare i primi passi per camminare insieme.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “costruire l’opposizione concreta alla irreversibilità della guerra che pervade le nostre vite”

Centinaia di compagni e compagne, provenienti da diverse città di tutto il paese, hanno partecipato all’incontro di due gironi: “Per realizzare un sogno comune”organizzato da realtà territoriali che fanno riferimento a Infoaut.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

CASSA DI RESISTENZA – BLOCCHIAMO TUTTO TORINO

IL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA LANCIA LA CASSA DI RESISTENZA  Chi lotta non è mai sol3! IL MOVIMENTO “BLOCCHIAMO TUTTO” Quest’autunno un enorme movimento popolare ha bloccato l’Italia al fianco della resistenza del popolo palestinese, contro il progetto genocida e coloniale del regime israeliano. Questo movimento ha denunciato con forza la responsabilità del governo Meloni […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Livorno: “Per realizzare un sogno comune”, Infoaut organizza due giorni di incontri e dibattiti il 21 e 22 febbraio

“Per realizzare un sogno comune”: a partire dal “Blocchiamo tutto” un incontro pubblico lanciato dalla piattaforma di movimento InfoAut il 21-22 febbraio a Livorno verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Perde un occhio per un lacrimogeno sparato ad altezza persona: la battaglia di “Lince”

La sera dello scorso 2 ottobre un’attivista di 33 anni ha perso un occhio a causa di un lacrimogeno lanciato ad altezza d’uomo dalle forze dell’ordine.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bologna: corteo “Show Israel Red Card” contro la partita della vergogna tra Virtus e Maccabi Tel Aviv

Ieri, venerdì 21 novembre, corteo a Bologna contro la partita della vergogna, quella di basket tra Virtus e Maccabi Tel Aviv prevista alle 20.30 al PalaDozza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bologna: “Show Israel the Red Card”. Il 21 novembre la manifestazione contro la partita di basket Virtus-Maccabi Tel Aviv

Venerdì 21 novembre a Bologna è prevista la partita di basket di Eurolega tra Virtus e Maccabi Tel Aviv, la cui curva è nota per le sue idee suprematiste e razziste.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Mobilitazione studentesca in decine di città contro il riarmo per scuola e formazione

Contro l’escalation bellica, per la Palestina e non solo, ieri, venerdì, è stato sciopero studentesco in decine di città italiane

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Diritto all’abitare: presentato il DL Sfratti. Unione Inquilini: “Ennesimo attacco ai diritti di chi vive in precarietà abitativa”

La maggioranza accelera sul “Piano Casa” della premier Meloni, che in realtà è un piano…sfratti.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Difendere i padroni. Un commento sulla norma affitti brevi, l’organizzazione delle lotte e l’inasprirsi dei conflitti abitativi a Bologna

Due dirette sulla questione abitativa in Italia, tra le mistificazioni del dibattito pubblico sugli affitti brevi e l’inasprimento del conflitto sulla casa a Bologna.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bologna: sfratto violento con cariche di polizia per fare spazio ad un B&B di lusso

Violento sfratto in via Michelino 41, Bologna, dove due famiglie con bambini piccoli sono state cacciate di casa a suon di manganelli da parte delle forze di polizia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fuori dalla metropoli. Quaderno di lavoro su lotta per la casa e capitale immobiliare

Una lettura necessaria per ragionare sulla militanza e le lotte sociali fuori dai grandi conglomerati urbani.