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Bologna Meticcia: rotta di collisione contro Piano Casa e precarietà!

Il corteo-parade, in origine promosso per lanciare l’11 luglio torinese, ha preso “la rotta di collisione” contro il Piano Casa del Ministro Lupi, il Jobs Act e la precarietà, e le politiche di austerità comandate dalla UE. In piazza d’altronde non c’era la rappresentazione del conflitto sociale contro il Governo Renzi, ma c’erano i soggetti in carne ed ossa di tutte le lotte del territorio bolognese: avanguardie operaie delle logistica del S.I.Cobas, occupanti di case, studenti medi e universitari, i neet della periferia nord, e i precari e le precarie già convinti di voler fare i conti con la propria condizione in maniera antagonista.

La testa del corteo composta dagli occupanti di case venuti dai palazzi recentemente conquistati dal movimento di lotta per il diritto all’abitare cittadino hanno lanciato tramite interventi e numerosi slogan molto combattivi la campagna “per l’abolizione del Piano Casa” rispondendo punto su punto alla procura della città che sembra pronta ad eseguire una guerra contro i poveri come il governo Renzi comanda, e allo stesso tempo è stato posto il problema tutto politico del reddito a partire dalla riapproprazione delle case. Dietro il sound invece c’erano i protagonisti dell’antagonismo giovanile che sul ritmo di Bonnot, le rime di Mezzosangue, Brain, e i suoni della Bandolero Movement e Lucci, hanno marciato riappropiandosi del centro città, una zona urbana di esclusione per gli abitanti delle periferie. Il corteo si è concluso in serata in Piazza dell’Unità nel quartiere Bolognina, salutando i suoi abitanti da sempre solidali con la Bologna Meticcia e le lotte dei facchini. Mentre venivano lanciati numerosi fuochi d’artificio e gli slogan reclamavano l’immediata liberazione di Luca e Paolo del movimento romano, gli ultimi interventi hanno ricordato le sfide collettive da vincere nel prossimo futuro: abolizione del Piano Casa, lotta contro il Jobs Act, e l’incessante lavoro per costruire una contrapposizione sociale al governo Renzi all’altezza dello scontro.

Nei giorni precedenti si erano susseguite numerose iniziative come il lancio della manifestazione del 28 giugno a Roma tramite l’occupazione simbolica della redazione di Repubblica fatta lunedì scorso dai compagni di Rossa e sostenuta dagli studenti di Hobo, e poi l’occupazione simbolica del Crif (certificazione crediti) di martedì, fino ad arrivare ad una bella iniziativa pomeridiana in cui Tpo, Hobo, e USB in centocinquanta hanno sanzionato due banche con la vernice, attaccato adesivi sulla Feltrinelli per poi occupare simbolicamente l’area della Staveco, oggetto già da mesi di una campagna di lotta degli studenti della zona universitaria che si battono contro la svendita del patrimonio immobiliare dell’UniBo e la speculazione con cui l’AlmaMater vuole inasprire il restringimento del welfare universitario dei proprie studenti.

Una Bologna molto vivace quindi che si è mobilitata intrecciando percorsi e istanze di lotta, e che ha saputo prendere la rotta giusta: quella della collisione con il governo Renzi, il Piano Casa, la precarietà e l’austerità. D’altronde è dallo scorso Ottobre che la grande opera dei movimenti “casa, reddito, dignità” è in costruzione, e la Bologna Meticcia, tra assedi e sollevazioni, barricate e picchetti, ha già promesso che “ce n’est qu’un début!”.

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