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Ven 9/12 NoTav: cantiere e polizia nuovamente sotto attacco

Si è conclusa in tarda nottata un’altra giornata di resistenza No Tav con attacchi al cantiere e ai blocchi delle truppe di occupazione per celebrare l’8 dicembre 2005.
Ore di lotta intensa in una valle che sta sperimentando un livello di militarizzazione senza precedenti, messa in campo dalla questura di Torino con l’avvallo del comando dei Carabinieri di Susa.
La giornata di lotta è iniziata con l’apericena No Tav ai cancelli della centrale conclusosi con i lanci di lacrimogeni da parte delle FFOO nel mentre celere e digos chiudevano tutti gli accessi all’abitato di Giaglione in vista della fiaccolata prevista alle 20,30 dal campo sportivo.

In centinaia ci si è ritrovati impediti all’ingresso, con la polizia che circondava le auto ed effettuava controlli asfissianti..Statale bloccata e celere schierata per intimidire i valsusini.
La risposta dei tanti NO Tav non si è fatti attendere ed ecco che lasciate le macchine sulla statale ci si è schierati in blocco davanti i cordoni della polizia antisommossa per dare tempo ai molti bloccati di raggiungere il bivio di Giaglione e dare manforte ad una protesta più che legittima.

I No Tav hanno deciso di non scendere a compromessi, ancora una volta, e mentre si percorreva un sentiero secondario a piedi per raggiungere il campo sportivo e sottrarsi quindi al blocco della polizia, ecco che dai boschi alcuni No Tav hanno attaccato celere e digos tranquilli dei numeri messi in campo, cogliendoli di sorpresa e facendoli scappare in gran fretta.
I boschi, si sa, sono amici dei No Tav e di chi li difende.

Raggiunto il piazzale di Giaglione, ovviamente in ritardo sulla tabella di marcia, ci si è messi in cammino verso il campo base in centinaia. Battiture e cori, poco più in la e a ridosso degli sbarramenti stanziati sul sentiero dalle forze dell’ordine, hanno scandito il passare della ore fino all’attacco, tanto atteso, alle FFOO stanziate sul sentiero e dietro le recinzioni.
I lacrimogeni lanciati copiosamente all’indirizzo dei tanti No Tav non hanno sortito il benché minimo effetto, giusto il tempo di riprendere fiato e poi di nuovo avanti.

Dura la vita per chi si ritrova con l’infame ruolo di difendere i sporchi interessi di un sistema corrotto.
Siamo pronti a rispondere a questa militarizzazione con determinazione, come il cantiere è stato imposto con la violenza, non accetteremo che ci venga tolta la possibilità di manifestare contro di esso.
In queste due notti lo abbiamo dimostrato.
Avanti No Tav, fermarci è impossibile!

da NoTav.info

Qui sotto il video di TgValle Susa della serata di ieri, venerdì 9 dicembre

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