InfoAut
Immagine di copertina per il post

L’Expo, la MayDay e l’internazionale incappucciata (by Duka)

L’Esposizione Universale mette in mostra lo stato del mondo dal punto di vista del capitalismo. Al tempo della celebre edizione parigina del 1889 fu innalzata la Torre Eiffel perchè all’epoca la vera merce esposta era la città stessa. L’Expo esibisce il funzionamento del mondo-merce e la sua tendenza fatidica. Coglie i desideri e le paure proprie della nostra epoca e ne fa una sintesi, che si palesa attraverso un oggetto o una produzione particolare – la grande industria, le ferrovie, il telefono, etc. – che viene riconsegnata al mondo in quanto fantasmagoria. L’Expo milanese – in un’epoca dove ogni fenomeno naturale è vissuto come catastrofico, dove il cibo genuino è diventato un feticcio e lo sviluppo è solo la marcia verso l’apocalisse – mette in scena la civiltà che muore, vista attraverso le lenti del “come sarebbe se”. Se la produzione fosse ecologica e sostenibile, se il cibo fosse bio e la metropoli fosse più smart e più green. La missione dell’Esposizione Universale 2015 è quella di lasciare credere al cittadino che il pianeta ridotto a un ammasso di rovine – con qualche ritocco che rimandi l’inevitabile apocalisse – può essere ancora vendibile e acquistabile. Non è un caso che venga portato a paradigma dell’esistenza il “Bosco Verticale” il grattacielo ecologico e ipersecuritario realizzato dall’architetto Boeri, mangiatore di bistecche da generazioni.

L’opera – che sorge in quel che resta del quartiere Isola dopo la gentrificazione – fiore all’occhiello del nuovo skyline milanese simboleggia la separazione tra l’io e la terra. In poche parole l’impero e il suo governo mondiale – all’interno dei padiglioni dell’Expo e nella ristrutturata città meneghina – mettono in mostra la produzione di soggetti e ambienti abituati a vivere nella catastrofe.

 

Eppure il primo maggio, all’inaugurazione dell’evento, i Black Bloc devastano Milano. Questa è la lettura dei media mainstream della giornata di apertura dell’Expo. Personalmente – anche se non ero presente a Milano – ho visto molte cose in quella giornata ma la devastazione, quella vera, la vedo tutti i giorni in cui non accade nulla, ogni volta che si muore annegati nel Mediterraneo, sul lavoro, in guerra o suicidi per disperazione. La cosa orrenda – che mi duole – è che alla lettura mediatica si siano accodate molte componenti del movimento. Perchè questo primo maggio milanese – dopo tanti anni – è di nuovo una giornata scomoda. E’ scomoda per gli “impicci” di alcune delle strutture politiche presenti in piazza. E’ scomoda per il movimento perché il dato centrale – quello della partecipazione e della determinazione a rompere il divieto di manifestare nel centro città – viene messo in secondo piano dalla narrazione maggioritaria. Ma è cosa risaputa che il narratore è sempre alla destra del movimento. E’ ingovernabile per tutti quelli che alimentano un immaginario conflittuale, purché rimanga sul piano puramente virtuale, per riproporre sempre lo stesso scadente minestrone: un governo un po’ più di sinistra e un capitalismo sostenibile. Ridicole sono le argomentazioni che incolpano i rivoltosi di avere oscurato le ragioni dei NoExpo. Mi dispiace compagni, ma l’eco delle lotte prodotte contro l’Esposizione Universale di Milano si è fermato a Pavia. Non siete stati capaci di sviluppare e praticare nessuna lotta reale contro il grande evento. Per non parlare – questa veramente una grande stronzata – dell’accusa di avere fatto finire – causa scontri – il percorso della MayDay. Nulla era più morto della Mayday. Un cadavere in decomposizione ormai dall’edizione – quella delle mazzate tra componenti del movimento – 2005. In seguito è diventata una street parade per tribaroli. Anche questo nuovo corso è finito miseramente con un tentato stupro e la cacciata dei ravers dal primo maggio ambrosiano. Mandati via adolescenti, molti di loro, sono tornati da grandi bardati di nero. Non ammettere che lo spezzone delle lotte sociali era uno dei più partecipati del corteo è negare l’evidenza. Occupanti di case, lavoratori della logistica, centri sociali, disoccupati, precari, collettivi studenteschi e comitati territoriali, di aree politiche differenti, hanno animato il punto più vivo della manifestazione. Lotte e gesti diversi hanno convissuto rendendo la giornata intensa: c’è chi ha fatto i cori, chi resisteva alle cariche della polizia, chi ha ballato, chi ha scritto sui muri. Un obbiettivo sicuramente è stato raggiunto: rovinare la festa a Renzi. Se non fosse stato per l’azione dei “teppisti” l’infosfera sarebbe stata satura di immagini trionfalistiche del governo. Per questo – io che non ero a Milano – sono grato alla teppa.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

MayDayMilanonoexpo

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Romolo Gobbi

Ci uniamo al messaggio di saluto da parte di Derive Approdi in merito alla scomparsa di Romolo Gobbi e per ricordarlo ripubblichiamo questa intervista presente sul sito Futuro Anteriore – Dai Quaderni Rossi ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell’operaismo italiano.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Rogoredo: l’albero marcio delle forze dell’ordine

Sulla vicenda di Rogoredo, come spesso succede quando si tratta di episodi che coinvolgono l’ordine pubblico o le forze di polizia, si è acceso un fortissimo dibattito mediatico.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

USA “Come resistiamo all’ICE”

Di Marco Veruggio da officina primo maggio

Una lunga chiacchierata con due attivisti del movimento Ice Out a Minneapolis: Janette Zahia Corcelius, sindacalista e attivista dei Democratic Socialists of America e Rafael Gonzales, rapper, insegnante e attivista.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

La figura di Lenin torna al centro del dibattito

La figura di Lenin torna al centro del dibattito storico e culturale con un nuovo volume firmato da Guido Carpi e pubblicato da Salerno Editrice nel gennaio 2026. Il libro propone un profilo rigoroso che intreccia la biografia del leader bolscevico con i destini della Russia, restituendo una lettura ampia e articolata della sua azione […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’opposizione al governo Meloni parte da qui

Contributi, punti di vista, riflessioni da parte delle tante anime che hanno composto la ricchezza della manifestazione oceanica della Torino partigiana. Iniziamo una raccolta di ciò che si tenta di appiattire, con uno sguardo alla complessità della composizione, della soggettività e della fase che stiamo attraversando.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Minneapolis: le bugie che ti racconteranno

La città ghiacciata è sotto assedio. Nei lunghi e freddi inverni nel cuore del Midwest l’aria può diventare così fredda da rendere doloroso respirare.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordina mondiale / 32 – L’ultima Thule tra Nato, petrolio, terre rare e…guano

La pubblicazione della ricerca dell’inglese Peter Apps da parte della Luiss University Press non poteva cascare in un momento migliore, o peggiore a seconda dei punti di vista, per narrare le vicende politiche, militari e ideologiche che hanno portato alla creazione, sviluppo e attuale crisi di una delle alleanze militari multinazionali più longeve della storia. Quella della Nato, per l’appunto, che l’autore paragona alla Lega Delio-Attica, conosciuta anche come lega di Delo, una confederazione marittima costituita da Atene, nel 478-477 a.C. durante la fase conclusiva delle guerre persiane, a cui aderirono dalle 150 alle 173 città-stato greche.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari

Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rogoredo, falsificazioni e depistaggi del Commissariato emersi nelle indagini per la morte di Abderrahi “Zak” Mansouri

Abderrahi “Zak” Mansouri, 28 anni, è stato ucciso a Rogoredo, alla periferia est di Milano, il 26 gennaio scorso, da un colpo di pistola esploso da un agente di Polizia durante quello che i poliziotti hanno definito un “controllo antidroga”.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Milano: indagini sul ruolo della Polizia e Carabinieri nella morte di Ramy Elgaml e Abderrahim Mansouri

A Milano sono almeno2 le inchieste che riguardano la morte di due giovani, entrambi di origine migrante. Ad accomunarli il ruolo attivo delle forze di polizia e carabinieri.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Rojava: in partenza anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”

In partenza ieri, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Quaderni dell’Autonomia- Via Dei Transiti 28

Conoscere la storia è indispensabile per comprendere il presente. Non perché permetta di prevedere il futuro, ma perché fornisce gli strumenti per interpretare ciò che viviamo e agire di conseguenza. Pensare e agire oggi, in funzione del domani. Per questo la storia non è mai neutra: è terreno di scontro, di conflitto, di lotta di […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Milano: maxi-operazione di polizia a Baggio. Sgomberati alloggi popolari ed utenze tagliate

Ieri mattina una maxi-operazione interforze disposta dalla prefettura ha impiegato quasi 250 uomini delle FFOO per effettuare 2 arresti e controllare oltre 600 persone, quasi per la metà di origine non italiana.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Morte di Ramy Elgaml: altri due indagati per falso tra i carabinieri premiati con l’Ambrogino d’Oro

Altri due carabinieri sono stati iscritti nel registro degli indagati con le accuse di aver fornito false informazioni al pubblico ministero e di falso ideologico in atti pubblici nell’ambito dell’indagine sulla morte di Ramy Elgaml