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Il vertice UE che loda l’impoverimento e le prospettive delle lotte sociali

Un vertice sommesso per un Paese in dismissione. Si potrebbe tradurre così la portata dell’ incontro di ieri tra il testimonial (di sé stesso) Renzi e i leader europei accorsi a Milano ad accertarsi dei progressi dell’ Italia sulla rotta dell’ austerity e dell’ impoverimento, erti a condizione minima necessaria di credibilità. A corollario del summit milanese, selfie superfluo e provocatorio del Matteo nazionale, un Paese reale che resta intorpidito dalla mancanza di credibilità delle parti sociali in campo: dagli strepiti dei confederali (che agitano le proprie basi dopo essere stati ridicolizzati dall’esecutivo riguardo alla loro supinità in questi anni..),per arrivare allo stesso partito-sistema, incapace di riprodursi e tutto raggomitolato attorno alla figura del suo leader.

Così, nonostante una empasse sistemica alquanto evidente, la Merkel non fa a meno di elogiare i passaggi di accelerazione sul piano degli emendamenti parlamentari verso una appetibilità rispetto a mercati e creditori europei (verso la Germania, per l’appunto). Elogi che arrivano sulla falsa riga di quelli che erano già stati confezionati a Prodi, Monti e Letta…

Un summit milanese, dunque, specchio di un compiacimento delle élites neoliberali riguardo all’impoverimento complessivo degli italianie non, che suggella l’operato di Renzi in un autunno che più che caldo finora è stato tiepidino..

In questo contesto, la terra bruciata fatta dall’immaginario mediatico riprodotto dal premier e dai suoi selfie non deve intimorire le lotte sociali, ma deve divenire essa stessa terreno d’aggressione dei movimenti, per rompere lo scenario di pace artefatta e riattivare le fasce della popolazione che sentono con avversione i dettami che vengono dall’alto e devono trovare spazi di agibilità politica dove poter esprimere i loro bisogni e desideri.

Ascolta il commento nella Rassegna Stampa di Radio Infoaut di stamattina:

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