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Bresso, Milano: blocchi del traffico e cariche contro migranti in lotta

Subito è arrivata la risposta delle autorità, consistita in decine di macchine di vigili urbani, poliziotti in anti-sommossa e ambulanze a intimidire i migranti, a cercare di farli spaventare e desistere. Gli uomini e le donne in questione sono alloggiati in un centro d’accoglienza a Bresso, e hanno motivato la loro protesta con la volontà di dare una risposta alla gestione autoritaria del centro da parte della Croce Rossa – la quale non permette neanche di far documentare condizioni di vita devastanti come ad esempio il fatto che piova all’interno delle tende dove dormono i migranti, spesso in gruppi da 7-8 persone e la pessima qualità dei pasti serviti.

Ovviamente tra le rivendicazioni di chi è sceso in strada c’era anche la consegna dei documenti, necessari per la stabilità personale e per poter condurre una vita quantomeno normale nel nostro paese. I migranti hanno deciso di far rientrare la protesta e il blocco che ha paralizzato il traffico in ambo le direzioni solo se ad alcuni giornalisti fosse stato concesso di visitare il centro. Una volta tornati all’interno del campo però le forze dell’ordine hanno cercato – come loro solito in queste situazioni, di rimangiarsi l’accordo – allontanando alcuni giornalisti giunti sul posto a verificarne le condizioni. Ne è seguito un confronto con cariche il quale è stato negato dalla stessa polizia, sebbene documentato da video come questo:

 

 

 

Ovviamente la maggior parte dei media inserisce nei titoli a commento della vicenda la locuzione “disagi per gli automobilisti” senza ragionare del perchè stiano esplodendo ovunque mobilitazioni legate alle migrazioni in tutta Europa. Altro che retorica dei profughi alloggiati in hotel a 5 stelle a spese nostra tanto cara ai Salvini vari: in questo caso anche la possibilità di documentare le pessime condizioni dei campi d’accoglienza, soprattutto di quelli gestiti come in questo caso dalla Croce Rossa (vedi anche Ventimiglia) non è ritenuta accettabile da chi continua dall’alto ad imporre il proprio controllo ai migranti e alle loro vite.

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