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Aldo Acquarone un sogno di liberazione

30 settembre 1915

Aldo Giuseppe Acquarone nacque a Torino il 30 settembre 1915 da Francesco Acquarone e Giacinta Fantini. Aveva una sorella maggiore, Ada ed un fratello minore, Carlo. Abitava, al tempo dell’arresto, in via Ettore Muti, attualmente via Carlo Alberto 7.
In possesso di licenza elementare Acquarone svolgeva il mestiere di aiutante pasticciere. Aderì ai Fasci Giovanili di Combattimento il 14 gennaio 1935 . In seguito ad un incidente sul lavoro perse due dita e la menomazione significò per lui l’esenzione dall’attività militare ed il licenziamento dal lavoro di pasticciere; venne successivamente assunto alla FIAT SPA (ex Società Piemontese Ansaldi-Ceirano) con la qualifica di magazziniere.
Risulta aver fatto parte di una formazione clandestina che successivamente sarebbe divenuta IVa Squadra di Azione Patriottica “Evasio Godi”, attiva nel 1° settore della città di Torino. Secondo la Commissione Regionale piemontese per l’accertamento delle qualifiche partigiane appartenne alla IVa brigata SAP dal 16 gennaio 1944 con il nome di battaglia “Mirko”.
La partecipazione agli scioperi significò un caro prezzo da pagare per gli operai coinvolti, definiti “elementi turbatori dell’ordine pubblico ”; tra loro Acquarone che venne arrestato la sera del 4 marzo 1944 per motivi di pubblica sicurezza ed avviato alle Carceri Nuove. Il giorno 6 marzo 1944 venne consegnato al comando germanico per essere inviato successivamente a Fossoli, dove giunse probabilmente il 7 marzo 1944.
Viaggiò sul trasporto n. 32 secondo la numerazione indicata da Italo Tibaldi nel libro Compagni di viaggio. Dall’Italia ai lager nazisti. I “trasporti” dei deportati 1943-45, partito da Firenze il giorno 8 marzo 1944 con destinazione Mauthausen, dove arrivò l’11 marzo 1944. Durante il viaggio altri deportati, tra cui lo stesso Acquarone, vennero aggiunti al convoglio nelle soste a Fossoli e a Verona . Per il traporto 32 sono stati identificati tutti i 597 deportati, i cui numeri di matricola sono compresi tra il 56.885 e il 57.481 . Dei 100 provenienti da Torino 78 risultano essere operai Fiat . Acquarone venne classificato come Schutz (Schutzhäftling, “prigioniero in base alla normativa sulla custodia preventiva ”) e prese il numero di matricola 56.888 dichiarando il mestiere di magazziniere.
Trasferito per un certo periodo a Kalk-Ebensee, risulta deceduto in camera a gas nell’Erholungsheim-Hartheim (Comune di Alkoven, distretto di Eferding) il giorno 1° dicembre 1944.
La famiglia Acquarone venne raggiunta a Masio (AL) dalla notizia della morte di Aldo tramite un documento datato 9 gennaio 1945 che comunicava il decesso del congiunto come conseguenza di un’incursione aerea nemica.

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