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Nasce Pablo Neruda

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Nuda sei semplice (Cento sonetti d’amore, XXVII)

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto, in arte Pablo Neruda nasce a Parral nel selvaggio sud del Cile il 12 luglio 1904 da un’insigne, modesta, reale, proletaria famiglia, il padre ferroviere e la madre insegnante. Madre che morirà ad appena un mese dall’aver partorito una delle più grandi penne dell’America Latina e del mondo intero. Presto si trasferisce con il padre a Temuco, città vivida della storia della conquista coloniale e ancora intrisa della tradizione Mapuche.
Neftalì dimostra già da giovane un grande interesse per la letteratura in ogni sua forma, ma il padre non apprezza questa sua inclinazione a differenza della sua insegnante Gabriela Mistral, portatrice di garofani sul vento del nord. Lei incoraggia gli studi del giovane e lo aiuta nel praticare e apprendere la letteratura.
A tredici anni pubblica il primo articolo su “La Mañana” giornale edito dallo zio adottivo. Neftalì trova quindi un escamotage per dribblare la disapprovazione del padre alla scrittura di poesie utilizzando lo pseudonimo di Pablo Neruda che gli si inciderà sulla pelle e diventerà anche dopo alcuni anni il suo nome legale.
Nel 1921 si trasferisce a Santiago, la capitale cilena e due anni dopo da alla luce il suo primo volume in versi: “Crepuscolario” seguito a ruota da ” Veinte poemas de amor y una canción desesperada” raccolta di poesie erotiche e moderniste che fanno storcere il naso a molti benpensanti.
Neruda ben presto a causa delle ristrettezze economiche accetta l’incarico di console onorario nel sudest asiatico e sull’isola di Giava conosce e sposa Maryka Antonieta Hagenaar Vogelzang impiegata di banca olandese. Il suo lavoro come diplomatico continua poi a Buenos Aires, a Barcellona e a Madrid dove sostituisce la Mistral nell’incarico di console. Qui inizia la frequentazione con alcuni grandi poeti e amici di una vita come Garcia Lorca e Cesar Vallejo. Durante questi anni mette al mondo una figlia che muore però in tenera età. Dopo la morte della figlia il rapporto con la moglie va via via gelandosi fino alla crisi quando lei scopre che Pablo frequenta un’altra donna, l’argentina Delia del Carril che indirizzerà la tendenza anarco-individualista di Neruda verso il marxismo.
L’adesione totale al comunismo avviene dopo la barbara uccisione da parte di Francisco Franco dell’amico Garcia Lorca. L’appoggio di Neruda al fronte repubblicano spagnolo viene sancito dalla raccolta di poesie “España en el corazon”.
Al ritorno in patria il poeta ricopre alcuni incarichi politici fino alle elezioni che porteranno in carica Gabriel Gonzàlez Videla del Partito Radicale che inizialmente gli chiede di assumere la gestione della sua campagna elettorale e dopo essere stato eletto volta la faccia al Partito Comunista e reprime le lotte dei minatori della regione di Biò Biò. Neruda in questo frangente enuncia al Senato il famoso discorso “Yo Accuso” che gli costerà l’esilio e la messa fuori legge del Partito Comunista.
Pablo scappa in Argentina e riesce anche grazie all’aiuto di Pablo Picasso a fuggire in Francia dove a sorpresa farà un intervento al “Congresso Mondiale dei Partigiani della Pace”.
Molti sono stati i viaggi di Neruda in questo periodo fino a quando approda in Messico. Qui conosce Matilde Urrutia, una cantante cilena, con cui inizia una relazione e che anni dopo sposerà. In questo periodo pubblicherà anche “Canto General”.
Per un periodo nel 1952 vive a Capri, quella parte di vita rappresentata nel noto film di Massimo Troisi, “il Postino”.
Alla candidatura di Salvador Allende come nuovo presidente Pablo Neruda ritorna in patria da dove continuerà con il proprio impegno poetico e politico. Nel 1971 riceve il premio Nobel.
Dopo poco tempo assiste alla caduta del governo socialista cileno ed alla presa di potere dello spietato Pinochet che impone molte perquisizioni a casa dello scrittore ormai anziano.
Il 23 settembre 1973 muore assassinato nella clinica di Santa Maria a Santiago. I suoi funerali saranno uno dei primi momenti di opposizione alla dittatura di Pinochet poiché si svolgeranno in modo massivo nonostante il divieto e i militari a mitra spianato nelle zone limitrofe.

Il popolo

Portava il popolo le sue bandiere rosse
e tra la gente sulle pietre che calcava
io mi trovai, nel giorno strepitoso
e sulle alte canzoni della lotta.
Vidi passo a passo le sue conquiste.
Sola strada era la resistenza,
mentre isolati eran brani rotti
d’una stella, senza bocca né spicco.
Così nell’unità fatta in silenzio
erano il fuoco, il canto invincibile,
il lento passo umano sulla terra,
trasformato in profondità e battaglie.
Erano dignità che combatteva
gli antichi soprusi, e risvegliava
a sistema l’ordine delle vite,
che bussavano alle porte per prender posto
nella sala principale con le bandiere.

Guarda “Funeral de Pablo Neruda 1973.mp4“:

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