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La lega spartachista

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Durante il 1° grande massacro mondiale (1914-1918), il partito socialdemocratico tedesco (Spd) era rimasto alla coda e al servizio delle classi dirigenti, facendo di tutto per assicurar loro “la pace sociale“.

Le minoranze che si opponevano alla direzione socialdemocratica erano, oltre al gruppo “la Lega Spartachista“, gli “Internazionalisti” di Dresda e di Francoforte, i “Radicali di Sinistra” di Amburgo o la “Politica Operaia” di Brema. Dal novembre 1918 e dalla caduta dell’Impero, questi gruppi si pronunciarono per una lotta “di strada” destinata a forgiare un’organizzazione nuova, politica e che in una certa misura si sarebbe orientata sulla rivoluzione russa. L’11 novembre 1918 era stato fondata ufficialmente la Lega Spartachista (Spartakusbund ) come organizzazione a livello nazionale. Il nucleo del movimento spartachista erano: Rosa Luxemburg, Hermann Duncker, Hugo Eberlein, Julian Marchlewski, Franz Mehring, Ernst Meyer, Wilhelm Pieck. Il nome intendeva esprimere un maggior livello di organizzazione e una presa di distanza dall’USPD (Unabhängige Sozialdemokratische Partei Deutschlands, Partito Socialdemocratico Indipendente Tedesco), nelle cui fila erano entrati 45 deputati dell’SPD nel marzo 1917 dopo essere stati espulsi dal partito perché contrari alla continuazione della guerra. In conseguenza di ciò venne fondato l’USPD, partito che raccoglieva membri dell’SPD contrari alla guerra.. Rosa Luxemburg redasse il programma, che conteneva misure immediate per la continuazione della rivoluzione:

– disarmo della polizia e degli appartenenti alle classi dominanti;

– armamento del proletariato e creazione di una “Guardia Rossa”;

– conquista dei diritti e delle libertà civili;

– riforma della giustizia e abolizione delle norme classiste in materia di diritto di voto e di procedura giudiziaria;

– presa di possesso dei consigli comunali e regionali da parte di lavoratori e soldati eletti liberamente;

– collettivizzazione dei mezzi di produzione, esproprio di banche, miniere, fonderie e grandi industrie;

sul piano internazionale:

– presa di contatto con tutti i partiti gemelli stranieri per un’internazionalizzazione della rivoluzione

– annullamento senza risarcimento di tutti i crediti di guerra;

Nei mesi successivi la Lega Spartachista tentò di influenzare in questo senso la situazione politica per mezzo del quotidiano ”Die Rote Fahne” (Bandiera Rossa). Con le prime aggressioni militari armate il 6 dicembre contro marinai e soldati e col tentativo di sciogliere la Volksmarinedivision (una formazione armata composta da marinai insorti) si esplicitò il piano del governo del socialdemocratico Friedrich Ebert di schiacciare e distruggere gli operai insorti e le forze che li appoggiavano per impedire ogni possibilità rivoluzionaria. A partire dal 10 dicembre Rosa Luxemburg si dichiarò pubblicamente favorevole alla creazione di una repubblica guidata da consigli popolari.

Il 14 dicembre 1918 venne pubblicato sul quotidiano spartachista “Die Rote Fahne” un articolo programmatico redatto da Rosa Luxemburg dal titolo “Cosa vuole la Lega Spartachista?” (Was will der Spartakusbund?) nel quale era scritto: “La Lega Spartachista non assumerà mai il governo se non, con il chiaro, univoco consenso delle masse proletarie tedesche, mai in altro modo se non per mezzo della consapevole adesione del proletariato alla visione, agli scopi e ai metodi di lotta della Lega Spartachista“.

Il 29 dicembre, dopo gli scontri di dicembre a Berlino, la Lega Spartachista convocò un congresso nazionale dal 29 al 31 dicembre a Berlino. Là i suoi membri, insieme con i membri dell’IKD (Internationale Kommunisten Deutschlands, “Comunisti Internazionalisti Tedeschi”) formarono il Partito Comunista Tedesco (KPD). Questo assunse, praticamente senza modifiche, l’articolo di Rosa Luxemburg del 14 dicembre 1918 come proprio programma. Sosteneva un socialismo senza compromessi e promuoveva il proseguimento e la diffusione della rivoluzione. Il KPD diventò immediatamente un luogo di raduno per numerosi operai rivoluzionari che esigevano “tutto il potere ai Consigli Operai“.

I fondatori del KPD formarono i quadri del nuovo partito; dunque vi introdussero spesso lo spirito della vecchia socialdemocrazia. Gli operai che affluivano nel KPD e in pratica si preoccupavano delle nuove forme di lotta, non osavano sempre affrontare i loro dirigenti, per rispetto della disciplina e, frequentemente, si piegavano a delle concezioni superate. “Organizzazioni di fabbrica“, questa parola in effetti ricopre delle nozioni molto dissimili. Essa può designare, come pensavano i fondatori del KPD, una semplice forma d’organizzazione, e nulla di più, e dunque sottomessa alle direttive che sono prese al di fuori di essa: si trattava della vecchia concezione. In quel contesto la nozione d’organizzazione di fabbrica implicava un rovesciamento delle idee ammesse fino ad allora a proposito di:

a) l’unità della classe operaia;

b) la tattica di lotta;

c) i rapporti tra le masse e la loro direzione;

d) la dittatura del proletariato;

e) i rapporti tra lo Stato e la Società;

e) il comunismo in quanto sistema economico e politico.

Era necessario e urgente un profondo rinnovamento delle idee, ma i quadri del partito se pur avevano avuto il coraggio di abbandonare i loro vecchi posti ora non pensavano ad altro che a ricostruire il nuovo partito sul modello del vecchio, cercando di evitare i suoi lati cattivi, dipingendo i suoi scopi di rosso e non più di rosa e di bianco. Le idee nuove soffrivano d’una mancanza d’elaborazione e di chiarezza, e questo segnò un punto di debolezza e portò alla successiva sottomissione del KPD alle direttive di Mosca

Guarda “GCSE History: What was the Spartacist Rising? (original footage)” :

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