InfoAut
Immagine di copertina per il post

Nuova Zelanda-affondata barca Greenpeace anti-nuke

||||
||||

Il 10 luglio 1985, il Rainbow Warrior fu affondato in un pontile di Auckland da due bombe piazzate sullo scafo della nave da agenti segreti francesi.

L’evento è spesso definito come il primo atto di terrorismo in Nuova Zelanda.

Due agenti francesi hanno piazzato due bombe sulla nave mentre era attraccata al molo di Marsden, la seconda esplosione ha ucciso il fotografo di Greenpeace Fernando Pereira.

Nel 1985, gli abitanti degli atolli di Rongelap nelle Isole Marshall hanno chiesto a Greenpeace di aiutarli a trasferirsi in una nuova casa nell’atollo di Mejato. La loro isola era stata contaminata dalle ricadute radioattive dei test sulle armi nucleari degli Stati Uniti nel Pacifico.

All’epoca Greenpeace era molto piccola, un’organizzazione in erba.

Avevano un piccolo ufficio nel centro di Auckland ed Elaine Shaw era la coordinatrice ed era piuttosto preoccupata che questo sarebbe stato un viaggio di soglia.E stata probabilmente la prima campagna di Greenpeace a essere, anche, umanitaria, non solo ambientale – per salvare sostanzialmente le persone che avevano sofferto di radiazioni nucleari”.

La barca era un ex peschereccio a strascico di 49 metri, originariamente chiamato Sir William Hardy , costruito ad Aberdeen, in Scozia, era abbastanza a suo agio in mare, essendo stato rimodellato come nave a vela ambientale .

Gli Stati Uniti avevano effettuato 67 test nucleari alle Isole Marshall. Anche la Francia stava effettuando 193 test nel Pacifico e Greenpeace aveva pianificato di affrontare quella situazione nell’atollo di Moruroa dopo i suoi sforzi di salvataggio nelle Isole Marshall.

La Nuova Zelanda aveva già espresso disapprovazione per i test nella regione e rimproverava l’arroganza con cui la Francia di Mitterand stava proseguendo il programma nucleare nel mare, a due passi, del paese.

Tre giorni dopo l’attracco della nave a Auckland, a bordo si tenne una festa di compleanno per Steve Sawyer, organizzatore della campagna di Greenpeace. L’attacco è avvenuto dopo la festa.

Poco prima di mezzanotte, la sera del 10 luglio 1985, due esplosioni scossero lo scafo della nave.

Il membro dell’equipaggio il fotografo portoghese Fernando Pereira è stato ucciso dopo essere tornato a bordo dopo la prima esplosione a recuperare il suo materiale fotografico.

“Fu un oltraggioso atto di terrorismo e gli agenti dei servizi segreti francesi sapevano molto bene, dato che stavano ottenendo informazioni in continuazione, che c’era una grande folla a bordo del Rainbow Warrior quella notte e le probabilità erano molto alte che lì avrebbe potuto esserci una perdita di vite umane. “

Due membri dell’equipaggio di cabina erano situati immediatamente sopra la sala macchine quando la prima bomba piazzata lì è esplosa. La seconda bomba fu piazzata vicino all’elica per garantire che la nave fosse resa inoffensiva.

Tredici agenti francesi furono coinvolti, operando in tre squadre. La prima squadra ha portato gli esplosivi, la seconda squadra li ha piantati e la terza era in stand-by nel caso in cui qualcosa fosse andato storto con le prime due squadre. Un ufficiale in comando ha tenuto una visione d’insieme dell’intera operazione. Penso che ci fosse un elemento di arroganza, la stessa arroganza del test stesso. C’era un’enorme quantità di arroganza nel compiere un’operazione come questa in un paese pacifico e all’epoca alleato della Francia – ed è straordinario che presumessero di poter sfuggire a questo atto oltraggioso.

Due delle spie furono catturate. Due funzionari della direzione generale della sicurezza esterna (DGSE), Dominique Prieur e Alain Mafart, sono stati arrestati il ​​24 luglio. Entrambi sono stati accusati di omicidio, dichiarati colpevoli di omicidio colposo e condannati a 10 anni di reclusione.

La Nuova Zelanda era impopolare con le principali potenze nucleari e non vi era certamente alcuna simpatia per la posizione della Nuova Zelanda riguardo ai test nucleari. Quindi, non c’è stata davvero alcuna cooperazione, nemmeno dal vicino più vicino, l’Australia.

Il caso fu fonte di notevole imbarazzo per il governo francese.

Hanno pagato un risarcimento dopo l’arbitrato che è andato avanti con il governo della Nuova Zelanda e Greenpeace. Ma la giustizia non è mai stata realmente fatta… , sia Prieur che Mafart erano parte dei negoziati con il governo francese.

“Fondamentalmente, la Francia ricattava la Nuova Zelanda, così furono raggiunti compromessi e Prieur e Mafart furono consegnati alla Francia per tre anni. Essenzialmente arresti domiciliari presso l’atollo di Hao, la base posteriore delle operazioni nucleari francesi in Polinesia. Un “Club Med” militare. Non hanno nemmeno trascorso tre anni lì, ma sono partiti per la Francia molto prima.

La Francia con l’azione contro la Rainbow Warrior stava difendendo il suo potenziale nucleare in tutti i modi e ,in quel periodo, stava anche attuando una politica repressiva contro i movimenti di indipendenza in Nuova Caledonia e Tahiti con assassini mirati come quello del leader Kanak Eloj Machoro,il 12 gennaio 1985.

Guarda “The bombing of the Rainbow Warrior in 1985“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: via Garibaldi contro la demolizione del Newroz per costruire un parcheggio

Al telefono con noi un compagno del Comitato di Via Garibaldi di Pisa ci racconta la mobilitazione contro il progetto di demolizione dello spazio sociale antagonista Newroz per la realizzazione di un parcheggio.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Multato per non aver partecipato alla manifestazione

Qualche giorno fa un nostro compagno ha ricevuto la notifica di un verbale di accertamento e contestazione emesso dalla DIGOS di Cosenza per la partecipazione alla manifestazione del 6 giungo ad Amendolara, in risposta al brutale omicidio di quattro braccianti bruciati vivi in un minivan.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Governo, istituzioni, cricche di potere: giù le mani dalla lotta dei disoccupati e delle disoccupate organizzati di Napoli

La lotta delle disoccupate e dei disoccupati organizzati di Napoli è ad un passaggio cruciale. E sostenerla attivamente è oggi un dovere per tutti quelli che non sono dei ciarlatani.
Vediamo perché.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il battito di ali che scatena la tempesta

Negli ultimi giorni si sono intensificati gli  attacchi sferrati dagli Usa accompagnati da una laconica frase di Trump a certificare la fine della tregua e del memorandum d’intesa con l’Iran. 

Immagine di copertina per il post
Contributi

10 Anni di Festival Alta Felicità: costruiamoli insieme!

24- 25 E 26 LUGLIO: FESTIVAL ALTA FELICITA’ 2026 – 10 ANNI DI MUSICA, SOCIALITA’, CULTURA E RESISTENZA
Costruiamo insieme la decima edizione del Festival Alta Felicità!

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Un contributo da Milano per una risposta alla repressione all’altezza delle mobilitazioni dell’autunno scorso e per il rilancio delle lotte sociali

Il tema della repressione e, più in particolare, il rapporto con la controparte, hanno spesso generato difficoltà e incomprensioni all’interno del movimento italiano. Nel tempo, le strategie e le pratiche adottate dalle forze dell’ordine, così come gli strumenti legislativi introdotti dai governi, si sono progressivamente trasformati.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: richiesta di sorveglianza speciale per Stefano e Sara, “colpevoli di aver partecipato alle mobilitazioni per la Palestina

Presso il tribunale di Torino si è svolta un’udienza in merito alla richiesta, da parte della questura con l’elmetto piemontese, di sorveglianza speciale ai danni di Sara e Stefano, due giovani attivisti di Torino per Gaza e del csa Askatasuna.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cascina Spiotta: a 51 anni dai fatti si chiude il processo. 6 anni per Azzolini, prescrizione per Curcio e Moretti

Sei anni di carcere in continuazione con un’altra condanna per Lauro Azzolini, prescrizione per Renato Curcio e Mario Moretti. Sì è chiuso così oggi, martedì 7 luglio, ad Alessandria il processo dopo oltre 50 anni dai fatti di Cascina Spiotta.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Fallo da ultimo uomo di Trump

Alle ore 2 italiane è iniziata la sconfitta della nazionale statunitense contro le quattro reti del Belgio, che è da annoverare in quella serie di nazionali che oggi competono soprattutto grazie al contributo di decine di giocatori migranti cresciuti nelle grandi metropoli europee. Ciò che però merita attenzione, però, è il tragicomico episodio consumatosi dietro le quinte, prima del calcio di inizio.