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Strage di Viareggio: 7 anni a Moretti. Questa giustizia non è abbastanza

Centinaia i parenti delle vittime e i viareggini presenti alla lettura della sentenza al polo fieristico di Lucca dove è stata allestita l’aula dell’udienze. 32 furono le vittime in un disastro ferroviario che sacrificò decine di vite umane sfregiando per sempre la città di Viareggio in nome del risparmio sulla sicurezza e per il profitto del gruppo Ferrovie dello Stato in piena ristrutturazione sotto la guida dell’amministratore delegato Moretti. Sul banco degli imputati 33 persone del gruppo ferrovie e 9 società.

La sentenza in primo grado di oggi scongiura il rischio prescrizione dopo 7 anni e 140 udienze, ma non restituisce giustizia rispetto a un sistema che ha promosso Moretti che venne rinominato a.d di Ferrovie e ora si trova a capo del gruppo Finmeccanica calpestando la memoria di morì in quella sera di giugno a Viareggio. Resta una città che non si è rassegnata alla macchina delle giustizia, alla sua lentezza e clemenza nei confronti dei responsabili della strage, che ha lottato per sette anni contro di questa e che promette di continuare a farlo nei successivi gradi di giudizio.

Daniela Rombi, tra i familiari vittime, reagisce così alla sentenza: “Vogliamo capire perché siano state ridotte le pene da 16 anni a 7”. Marco Piagentini, l’uomo simbolo della lotta per ottenere giustizia, sopravvissuto alla strage, aggiunge: “Le condanne dimostrano che il sistema della sicurezza (ferroviaria) non funziona”. Per domani è stata annunciata una conferenza stampa da parte delle associazioni dei parenti delle vittime.  

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