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ESCE DAL CARCERE ANTONIO SPEZIALE, ULTRAS DEL CATANIA. “LA MIA CONDANNA? UN’INGIUSTIZIA”

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E’ uscito dal carcere di Messina, per fine pena, Antonino Speziale, ultras del Catania condannato a otto anni e otto mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti, fuori dallo stadio etneo in occasione del derby contro il Palermo, il 2 febbraio 2007.

Una condanna sempre rifiutata da Speziale, dalla famiglia, dai legali e da tutto il mondo ultras: “La mia condanna – ha detto Speziale uscendo martedì 15 dicembre dal carcere, dove ad accoglierlo c’erano anche gli ultras del Messina, storici rivali del Catania – è stata un’ingiustizia e chi ha sbagliato pagherà con la giustizia”.

Speziale, minorenne all’epoca dei fatti, era stato incarcerato assieme a Daniele Natale Micale, condannato a 11 anni di carcere e rilasciato nel dicembre 2018. Per lui un residuo di pena di ancora due anni.

Fuori dal carcere di Messina, ad attendere Speziale, c’era anche lo storico difensore, l’avvocato Giuseppe Lipera, che negli anni ha presentato diverse richieste per anticipare la scarcerazione del suo assistito con la concessione degli arresti domiciliari per motivi di salute, ma le domande sono sempre state rigettate. Lipera ha anche richiesto a più riprese la revisione del processo riprendendo la tesi del fuoco amico, che imputa la morte dell’ispettore all’impatto con un Land Rover della polizia: una tesi ripresa, video e documenti alla mano, anche da una recente inchiesta de Le Iene.

L’intervista a Milva Cerveni, ideatrice e conduttrice di “Dodicesimo in campo“, storica trasmissione tv dedicata al mondo ultras, in onda il venerdì sera sul canale di SeilaTV (canale 216 per la Lombardia) e sul canale 87TV di Napoli, a settimane alterne. Ascolta o scarica

 

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Da Radio Onda d’Urto

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