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La Verdi Quindici Occupata alla caccia dei responsabili della crisi

In una Regione Piemonte sull’orlo della bancarotta, la crisi viene scaricata proprio su chi sta peggio, con tagli sostanziali alla sanità e all’istruzione, che garantisce a molti fuori sede e ad altrettanti studenti migranti e piemontesi di poter avere accesso all’università, di poter studiare per quanto in un mondo della formazione degradato e povero. Per di più a Torino, nella tanto decantata ‘città dei giovani’ che naufraga nel debito, ben poco è a modello di studente: i trasporti costano sempre più cari, l’accesso alla socialità è sempre più per pochi e sempre più normalizzato, il costo degli affitti è esasperante, e via di questo passo. Nella città-vetrina del Piemonte a pagare sono sempre i soliti, mentre una classe politica inadeguata fa concessioni alla fondazione Sanpaolo e alla Crt, costruisce grattacieli simboli del potere e del suo sfarzo, privatizza servizi pubblici per farli intascare a basso costo agli amici degli amici (vedi le ex-municipalizzate messe all’asta per la mancanza di un compratore) e spinge per la costruzione del Tav, grande opera inutile con i cui soldi si potrebbero coprire ben altri deficit nel campo del welfare e dei diritti.

Contro queste politiche si è sempre mossa la Verdi Quindici Occupata, e lo sgombero è stato figlio della paura che questa esperienza di comunità in lotta incute nei centri di potere di questa città. Ma con lo spirito con cui siamo tornati in piazza e abbiamo occupato due nuove strutture continueremo a individuare i responsabili di questa situazione. Senza dubbio tra questi troviamo Cota, presidente della Regione Piemonte, Fassino, sindaco di Torino, e Trabucco, presidente dell’Edisu: tutti supini e conniventi delle politiche del taglio e promotori della dismissione di strutture e diritti; questi sono i volti di uno schieramento trasversale tra i partiti della corruzione, che ha creato la crisi e che ora vogliono farla pagare a noi.

Ma responsabili per antonomasia sono coloro che comandano ed indicano queste politiche: in primo luogo il governo Monti e i suoi ministri Fornero e Profumo che mercoledì saranno presenti all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico, ministri promotori delle forme di privatizzazione dell’università e della precarizzazione delle vite di tutti noi. Quel ministro Fornero che chiama choosy i giovani, che li definisce viziati, quel ministro Profumo che spalleggia un uso più pedante del bastone. Ma contesteremo anche Trichet, che sarà presente nel pomeriggio del 6 al Rettorato dell’Università di Torino: Trichet, ex presidente della Bce, colui che mandò la lettera al governo Berlusconi imponendo quelle misure restrittive e austere che oggi il governo dei professori applica con sagacia e violenza.

Siamo dal gennaio 2012 in movimento, alla continua ricerca dei responsabili di una crisi che non solo non vogliamo pagare ma che vogliamo rovesciare sul tavolo dei potenti, di chi comanda un’università, una Torino, una Regione, un paese, un’Europa nel segno del taglio e della speculazione, della distruzione e della miseria. Le nostre spazialità sono quelle della lotte, del rifiuto di una crisi e di un’austerità che riteniamo debba essere messa nel conto di chi fino ad oggi ha rubato e speculato e che vorrebbe farlo anche domani: noi glielo impediremo, per le strade, sotto i loro palazzi.

Verdi Quindici Occupata

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