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Invalsi, tutta Italia si oppone a questi test!

Non si sono fatte attendere le notizie riguardo la giornata di oggi 12 maggio, in cui i famigerati Invalsi sarebbero stati somministrati in tutti gli istituti superiori. Fin dalle prime ore della mattina, le iniziative contro questi test hanno cominciato a prendere forma e a riempire di contenuti e discussione l’entrata di ogni scuola. Dopo tanti mesi di campagne, iniziative e informazione, culminati nella giornata di rilancio dei boicottaggi del 7 Maggio, oggi in tutta Italia ci sono stati volantinaggi e presidi volti a confrontarsi con gli studenti di seconda che oggi avrebbero dovuto trovarsi davanti questi test. Le risposte sono state chiare, un NO secco alle Invalsi e al modello che rappresentano, insieme a Buona Scuola, Jobs Act e le politiche che da anni tentano di ridurre la scuola a una mera macchina sforna-pedine utili solo da inserire nel mondo lavorativo come “ingranaggi” in una macchina. Quest’anno la protesta si è fatta ancora più allargata e decisa. Infatti migliaia di studenti non sono entrati in classe, lasciando istituti addirittura vuoti, una media dell’80% nella maggior parte delle provincie, in tantissimi sono scesi per le strade rivendicando il diritto ad avere scuole che ci coinvolgano in un percorso di crescita e valorizzazione personale, in cui possiamo esprimere le nostre capacità di ragionamento, riflessione e attualizzazione dei concetti che studiamo.

Queste prove però, avendo come obiettivo una valutazione generale di scuola-professori-alunni, hanno visto una contrapposizione anche da questa categoria. Infatti moltissimi professori si sono organizzati per combattere questi test rappresentanti un modello di meritocrazia dannosa sia per chi insegna sia per chi deve imparare, perché premia chi già ha buoni risultati e non considera chi avrebbe bisogno di aiuto per migliorare. Inoltre essendo a stretto contatto con la Buona Scuola, ne ricalca le logiche di banalizzazione dei saperi, ridotti a nozioni, e l’idea che bisogna valutare per tabelle fisse il mondo della formazione, senza considerare i vari ambiti sociali, economici, scolastici da cui ognuno proviene. E queste tabelle saranno concretizzate, per i professori, nell’albo online che, secondo la “Buona Scuola”, li vedrà essere parte di una classifica da cui i presidi attingeranno per chiamare i docenti a insegnare.
In più anche numerosi genitori si sono interessati all’argomento e hanno partecipato al boicottaggio non mandandolo i figli a scuola o organizzandosi con gli insegnanti per non somministrare questi test.

Andremo ora a fare un breve riepilogo delle iniziative organizzate in alcune città.

Ad Alessandria gli studenti davanti alle scuole già da prima del suono della campanella, hanno appeso striscioni e distribuendo volantini invitando al boicottaggio gli altri. Negli istituti le poche persone presenti hanno strappato i codici, vi hanno attaccato sopra l’adesivo ‪#‎NoInvalsi‬ e scritto frasi contro i test.

A Bari gli studenti hanno lasciato le classi totalmente vuote e al liceo classico si sono riuniti in assemblea autoconvocata. 

A Benevento durante la mattinata molti studenti hanno partecipato al presidio in Piazza Risorgimento, nelle classi si sono presentati pochissimi studenti.

A Bologna tantissimi i boicottaggi dentro le scuole, che hanno visto pubblicare sui social un’enorme quantità di foto di test disegnati o scritti, che sottolineavano l’assurdità di tali domande.

A Brescia era stato chiamato un corteo studentesco che parlasse delle Invalsi, ma anche della settimana corta che vogliono imporgli, alzando le ore. Si è poi concluso al Campo Marte, con un banchetto informativo e di ristoro per tutt*.

Anche a Caserta la maggior parte degli studenti non è andata a scuola, chi ha sostenuto la prova invece, le ha consegnate in bianco.

A Catania il percorso contro questi test ha portato a un pressoché totale svuotamento delle classi, per quanto riguarda gli studenti fuori dalle aule, si sono radunati in presidi con striscioni davanti a tutte le scuole della città.

A Cosenza durante la mattinata ci sono stati i boicottaggi negli istituti, nel pomeriggio si sono svolte una serie di assemblee pubbliche contro Invalsi e Buona Scuola, con interventi da parte di professori. Nel frattempo writing, torneo di basket e jam session con open mic!

A Cremona gli studenti si sono riuniti in un presidio parlando della nocività di questi test, anche con operatori scolastici. Dopo il presidio, che ha visto anche la provocazione da parte della polizia a causa dell’amplificazione, gli studenti hanno raggiungo il centro sociale Csa Dordoni e lì fatto un aperitivo di socialità e aggregazione.

A Lamezia Terme un corteo studentesco si è dipanato per la città, mentre nelle classi hanno boicottato i test!

A Mantova 2 studenti su 3 hanno boicottato le prove!

Anche a Napoli quasi tutte le aule sono deserte, gli studenti si sono trovati davanti a scuola e tranne in pochi casi hanno tutti e tutte deciso di rimanere fuori mostrando la propria contrarietà ai test. I pochi entrati però le hanno boicottate anch’essi. Si sono radunati poi in mattinata in Piazza Dante, per un momento assembleare di discussione sulle necessità che quella protesta esprimeva.
Verso le 11 si sono mossi in corteo creando alcuni blocchi stradali e sanzionando la Man Power,(solo uno dei principali fornitori di lavoro gratuito a expo). Dopo di ciò sono confluiti nel corteo dei disoccupati organizzati.

A Palermo hanno trovato un ottima alternativa alle sedie e i banchi in cui avrebbero dovuto compiere le prove: riunitasi fuori dalle scuole, sono tutti e tutte andate nella località di Mondello, lasciando le aule completamente vuote.

A Ravenna quasi la totalità degli studenti hanno boicottato i test, rilevante la classe campione scelta nel liceo artistico, che si è trovata senza alcun alunno in classe per svolgerli.

Anche a Roma attraverso tantissimi boicottaggi e iniziative fatte nel pomeriggio di socialità e confronto, la lotta contro le Invalsi ha preso forza. C’è stato anche un corteo che si è diretto sotto la sede nazionale dell’Istituto Invalsi, protestando contro questi test inutili che sprecano risorse.

A Torino gli studenti si sono trovati subito dopo l’entrata scolastica per una colazione #NoInvalsi, con free style, writing e un torneo di calcio, cioè per dimostrare di saperci autorganizzare e divertire, andando al di là di semplici crocette e dimostrando la complessità e la diversità di ogni soggetto.

Ma queste sono solo una serie di città, il boicottaggio è stato generale in ogni città, tra Aosta, Chieti, Catanzaro, Lucca, Vasto, Modena, Val di Susa...e moltissime altre, non si contano le foto delle prove invalidate e le esperienze di tantissimi studenti che si sono opposti al modello di questi test.
Da anni lanciamo il boicottaggio, organizzandoci in tutti i territori per riuscire a opporci in maniera concreta e decisa alle Invalsi.

Renzi, con il suo fare autoritario e provocatorio, non è aperto ad alcun dialogo con il mondo della formazione. Innumerevoli quest’anno sono state le contestazioni a lui e alla ministra Giannini, riguardo anche la questione della Buona Scuola, ma le critiche e le proteste non sono mai state prese in considerazione, in un dualismo che non porta a nulla: ascolto di facciata da una parte, declamata necessità di proseguire con il programma già intrapreso dall’altra. Pertanto il motivo di un numero così grande di boicottaggi è da ritrovare anche nel malcontento che queste continue prese in giro hanno causato a studenti e professori. Non ci stancheremo però di combattere, la scuola dev’essere amministrata da chi la fa, non da chi ne ha un’idea astratta e non ne conosce – evidentemente – i problemi reali.

Mettiamo dunque un punto fermo nelle nostre rivendicazioni: le risorse da investire vanno indirizzate da chi costruisce e costituisce ogni giorno sui banchi, la scuola, non da chi seduto su una poltrona, dall’alto, crede di avere la verità in tasca o segue solamente i propri interessi. Un esempio è il discorso della scuola-azienda, ripreso da Jobs Act, Buona Scuola e le stesse Invalsi. E’ questo un tentativo di favorire le aziende promuovendo un lavoro gratuito e che banalizza le capacità di ognuno, togliendolo dalla scuola e allontanandolo dalla cultura nelle ore di stage, per creare componenti della “catena di montaggio” che sta diventando ormai il lavoro.

Come già abbiamo sottolineato, non ci arrendiamo. Saremo sempre nelle scuole e nelle strade a lottare per un futuro che ci veda valorizzati e non svalutati, in cui possiamo avere la libertà di scegliere come meglio vivere e crescere senza essere penalizzati da logiche sbagliate calate dall’alto.

#NoBuonaScuola #NoInvalsi

 

da Studaut

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