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Nuovi arresti per Expo, un albero sempre più marcio

Alla faccia dei prefetti dai superpoteri, della retorica delle mele marce, della necessità di tirare avanti ad ogni costo. A pochi giorni dal corteo di Milano che ha denunciato la vergogna del sistema Expo, e nel pieno delle polemiche sui fatti di Genova sul sistema delle grandi opere e dei grandi appalti, arriva la notizia dell’arresto di Antonio Acerbo, Domenico Maltauro ed Andrea Castellotti, alcuni dei nomi più grossi tra quelli impegnati nella realizzazione del Grande Evento della speculazione, della cementificazione e del lavoro sfruttato.

Antonio Acerbo è l’ex responsabile del Padiglione Italia, accusato dalla procura di aver fatto ottenere appalti e consulenze sospette, in particolare in relazione a quello ribattezzato delle “Vie d’acqua”. Si era già dimesso nei giorni scorsi dopo aver ricevuto un’informazione di garanzia dalla Procura milanese, che lo accusava di aver favorito l’imprenditore Maltauro della Maltauro SPA sfruttando la sua posizione di rilevanza all’interno della commissione aggiudicatrice degli appalti sulla realizzazione dei canali.

I tre dirigenti sono ora agli arresti domiciliari, ma non sarà ovviamente questo provvedimento a frenare il processo di devastazione e saccheggio nei confronti di Milano che sta venendo portato avanti. Nè fermerà lo sfruttamento coatto di migliaia di volontari e la speculazione di banche, mafie e congreghe varie che nell’era dell’annuncite renziana stanno realizzando grandi guadagni coperti dalle istituzioni strette a difesa di quelle che più che mele marce sembrano essere un albero intero corrotto dalle fondamenta..

Sarà piuttosto la capacità dei movimenti che lottano in difesa dei territori di far emergere la verità rispetto al sistema delle Grandi Opere Inutili, che permetterà che eventi come l’Expo siano ritenuti sempre più inaccettabili da popolazioni sempre più colpite da processi di impoverimento.

 

II commento di Abo di Attitudine NoExpo ai microfoni di Radio Onda d’Urto

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