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MUOS: per il TAR è illegittimo ma il tribunale di Gela condanna il movimento

Oggi (ieri ndr) il TAR di Palermo ha stabilito che l’impianto militare statunitense MUOS realizzato in una riserva orientata in territorio di Niscemi è stato costruito in violazione con le norme edilizie.

Da Antudo

Per anni è proprio attorno a quella riserva che la lotta contro il Muos ha coinvolto migliaia di siciliani e siciliane, accorsi per tagliare le reti della base militare, costruire iniziative e campeggi di lotta, urlare a gran voce che la Sicilia non è zona di guerra. In un territorio, quello di Niscemi, spezzato da un’emigrazione selvaggia, dalla cronica mancanza di servizi – a partire dall’acqua – la base americana continua a rappresentare l’arroganza del potere sui territori. In questo caso come in molti altri, la resistenza dei territori è stata ignorata puntualmente nelle procedure autorizzative degli impianti e silenziata nei momenti delle proteste: anche per questo motivo la pronuncia di oggi non fa in nessun modo “giustizia”. 

Condanne in primo grado per 17 attivisti/e

Alla sentenza del TAR, infatti, si affiancano sentenze di ben altro tenore pronunciate in questi anni. Oggi quindi sembra l’occasione giusta per ricordare che chi si era opposto a quest’opera – che oggi viene considerata illegittima – è stato/a condannato sempre nelle aule dei tribunali dello Stato per le iniziative che ne volevano contestare la costruzione. Blocchi, manifestazioni, presìdi dei/delle No MUOS sono stati trattati come delle minacce all’ordine costituito, minacce a delle decisioni prese nell’ambito di un’opera strategica. Strategico il MUOS lo è davvero: strategico per la guerra degli stati, strategico nel colonizzare, distruggere, desertificare un territorio.

Il comunicato del movimento No MUOS

Qualche settimana fa arriva una condanna in primo grado per 17 attivisti e attiviste che nel 2014 partecipavano a una manifestazione in contrada Ulmo, incontrando come al solito un vasto dispiegamento di forze dell’ordine. Di questa sentenza scrive il movimento No MUOS, che qui riportiamo integralmente. 

 “Il 3 novembre il tribunale di Gela ha emesso una sentenza di primo grado per 17 compagnə del movimento NoMUOS, condannandolə a due anni di reclusione ciascuno, per un totale di 34 anni di reclusione.

I fatti imputati risalgono al 1° marzo 2014, data in cui un corteo violava le prescrizioni della questura per attraversare quel pezzo di territorio da troppo tempo ormai sottratto per gli interessi militari USA. Quella manifestazione rispondeva alla costruzione del MUOS, che si era recentemente ultimata con due anni di ritardo rispetto ai piani della US Navy; ritardo possibile solo grazie alla resistenza del movimento che, senza risparmiarsi, ha bloccato l’avanzamento dei lavori contrapponendo i propri stessi corpi davanti ai mezzi militari e degli operai.

In quella giornata quindi, con rabbia e determinazione, il movimento ha attraversato contrada Ulmo e le zone limitrofe la base, senza lasciarsi ostacolare dalle prescrizioni e dal dispiegamento delle forze dell’ordine.

Il processo è stato parecchio lungo e non ci serve leggere le motivazioni della sentenza per intravedere la forzatura e la politicità di questa decisione. Non ci stupisce affatto dato il clima generale, per cui leggi, misure preventive e sentenze sproporzionate vengono applicate con l’intento di gestire e reprimere il dissenso. Esprimiamo la nostra solidarietà e complicità con lə condannatə.”

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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