InfoAut
Immagine di copertina per il post

Accerchiato il cantiere militare del Tav

Un migliaio di persone è partito per i sentieri che costeggiano dall’alto la zona recintata. Molti altri si trovavano fin dal tardo pomeriggio alla baita della Clarea. Altri sono rimasti in zona campeggio, il campo-base di questa nuova fase del movimento, una sorta di Libera Repubblica seconda (non diciamo Seconda Repubblica perché il paragone sarebbe davvero improprio e sfortunato…  🙂

La modalità della protesta è stata quella, ormai classica, della Libera Battitura, formula assordante ed estenuante dei notav contro le forze di occupazione.

Ovviamente la risposta è stata sempre la stessa: lacrimogeni, idranti e repressione… Nella zona di Ramats e Giaglione il lancio di lacrimogeni Cs e il getto degli idranti è stato subito copioso e fitto, approfittando, gli occupanti,.dell’attaccamento e della permanenza dei gas nell’ambiente boschivo. In zona “centrale”, dopo i primi getti d’acqua ad alta pressione, è stato subito colpito il campeggio con il lancio di una serie di lacrimogeni in tutta l’area di ristoro e tende che l’ha resa di fatto irrespirabile ed impraticabile per una quarantina di minuti. Da notare che erano presenti in quest’area numerosi bambini. Ma l’atteggiamento di questi criminali in divisa non sembra tener conto minimamente di chi possono andare a colpire… (Chissà se Torio Cronaca scriverà del cinismo dei notav che portano i loro figli in prima fila…).

Altro aspetto vergnoso: l’uso indiscriminato di lacrimogeni nella boscaglia del fronte Giaglione/Ramats che ha portato in più momenti al rischio di incendi boschivi. Ancora una volta una propaganda strumentale e faziosa ha cercato fina dalle prime cronache della sera di attribuire ai notav una respobsabilità che è invece tutta della sbirraglia (su questo punto, vedi la ricostruzione di notav.info)

Ma nonostante questo, sono state  aperte le reti di recenzione in più punti, dal fronte di Giaglione, al fronte della centrale dove è stato divelto un ampio pezzo di cancello in ferrro messo nel pomeriggipo dalle solerti squadre di lavoratori “embedded”.

La sertaa si è poi chiusa intorno alle due del mattino con lo spettacolare rientro al campeggio degli assedianti della Ramats che disegnavano nei bochi una lunga e poetica teoria di luci accerchiante i terreni militarizzati.

 

Guarda il video su lacrimogeni e idranti alla “Centrale”

 

La serata era iniziata con un partecipatissimo dibattito con Ivan Cicconi e Claudio Cancelli sul tema classico del meccanismo di finanziamento delle Grandi Opere, reinserito nell’attuale fase di crisi inanziaria globale, col varo della manovra di lacrime e sangue operativa già dal prossimo autunno.

Come sempre, un momento ricco e dibattuto di auto-formazione collettiva partecipata che ben si prestava alla successiva mobilitazione notturna contro il cantiere. A forza di sentir descrivere il meccanismo di ladrocinio istituzionalizzato di cui il Tav è la sintesi esemplare – e pensando comparativamente al peggioramento netto delle condizioni di vita che ci aspetta – veniva proprio voglia di iniziare a far sentire ai ‘cani da guardia’ un po’ dell’indignazione e rabbia che certo non mancherà  (così almeno ci auguriamo) di raggiungere le metropoli tra qualche mese.

Mentre gli avvoltoi nostrani approfittano della crisi globale per attaccare gli utimis campoli di spesa pubblica con la privatizzazione dei beni comuni, il movimento notav continua la sua decennale battaglia come monito e indicazione concreta che resistere a questo scempio (e cambiare!) si può.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

campeggio notavchiomonteno tav

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La repressione raccontata a mio figlio

In un momento storico in cui un gruppo di fanatici bianchi e religiosi sta compiendo da quasi tre anni, in diretta streaming e protetto da uno degli eserciti più forti e tecnologicamente avanzati del mondo, il genocidio di un popolo oppresso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: al via l’abbattimento del Bosco Ospizio. Dall’alba presidio resistente

È iniziato questa mattina, lunedì 3 agosto, il contestato (e già bloccato) cantiere finalizzato a distruggere il Bosco Ospizio di Reggio Emilia per far spazio all’ennesima colata di cemento, ovvero un centro polifunzionale e un supermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Conferenza stampa del Movimento No Tav “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”.Blocchi e identificazioni ma il movimento rilancia e ribadisce “La lotta rende giovani”

Si è conclusa poco fa la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav in seguito ai posti di blocco istituiti questa mattina a conclusione del Festival Alta Felicità: un’intera porzione di Valsusa è stata perimetrata.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

25 luglio: in marcia verso i cantieri della devastazione

Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Seconda giornata del weekend di lotta No Tav: confronto, socialità e preparativi per l’Alta Felicità

Prosegue il Campeggio di Lotta No Tav al presidio di Venaus. Dopo la prima giornata, aperta dall’inaugurazione del nuovo sito di notav.info dall’iniziativa di lotta a San Didero, il secondo giorno è stato dedicato al confronto politico, alla socialità e alla presenza nei luoghi della resistenza.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tre giorni in Basilicata a Luglio su energia, territori e resistenze

Riceviamo e pubblichiamo un invito a partecipare a tre giorni in Basilicata a Luglio: “Spinoso Piazza di Energia Civica: Petrolio, Salute, Democrazia”

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt

Confessiamo una certa invidia. Non capita tutti i giorni di vedere un reportage trasformarsi, senza quasi che il lettore se ne accorga, in un opuscolo promozionale.