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Palestina libera, Taranto libera

Riceviamo e pubblichiamo da Taranto per la Palestina: Il porto di Taranto non è complice di genocidio: i nostri mari sono luoghi di liberazione!

Domani, la nostra comunità e il nostro territorio torneranno in piazza per ribadire la solidarietà politica alla resistenza palestinese.

Taranto rifiuta di essere zona di guerra e complice del genocidio: non esiste pace, non esiste tregua, finché la Palestina non sarà libera — dal fiume al mare. La giornata di domani ci chiama ancora una volta a praticare questo orizzonte collettivo.

Nei nostri mari — marginalizzati e subordinati a politiche di industrializzazione nociva e turistificazione predatoria — la bellezza e la resistenza delle acque cristalline si scontrano con l’imposizione dello stabilimento Ex Ilva, della Raffineria Eni e delle navi dei padroni, siano esse petrolifere, militari o da crociera.

Presso il Molo Sant’Eligio, è previsto l’arrivo della Flotilla “Ghassan Kanafani”, imbarcazione della Freedom Flotilla.

Sempre domani, alle 22:00, al Porto di Taranto, è previsto l’attracco della nave petroliera SeaSalvia.
La SeaSalvia, con la complicità dell’ autorità portuale di Taranto, dell’Eni e dell’amministrazione comunale, ha già attraccato in passato per poi dirigersi verso le acque palestinesi, trasportando 30.000 tonnellate di greggio a sostegno della violenza coloniale dell’aviazione sionista.
Mentre Eni cerca di nascondere il vero volto di fautore di ecocidi ne Sud Globale dietro operazioni di “greenwashing”, una comunità plurale — donne, lavoratrici e lavorator, madri, genitori, student, insegnanti, disoccupat* — ha scelto di mettere corpi e voci a disposizione per fermare quella nave.
Il 27 settembre abbiamo percorso in migliaia un corteo fino alla sede Leonardo di Grottaglie, denunciandone la complicità nella produzione di strumenti di guerra.
Nel pomeriggio, ci siamo ritrovat* davanti al molo Eni: anche se non siamo riuscit* a bloccare del tutto il carico, abbiamo occupato e rallentato i lavori per l’intera giornata.
Chi poteva agire, come le istituzioni, non l’ha fatto si è reso complice.
Chi invece resiste ogni giorno in un territorio dove il diritto a respirare è sistematicamente negato, precarizzando i nostri bisogni e desideri, ha ribadito che la Palestina ci sta liberando: perché ci costringe a fare i conti con il nostro privilegio bianco ed europeo e ci mostra che la resistenza palestinese è una lotta di liberazione collettiva.

Domani, questi orizzonti diversi di mari e di mondi, si scontreranno e mostrano da un lato una visione di Taranto relegata a zona di sacrificio e dall’altra, espressione di margine di liberazione.

Domani, i nostri mari ci chiamano ancora a scegliere da che parte stare:
con le flotte che liberano le acque o con le navi che colonizzano.
Sostenere la Flotilla Ghassan Kanafani significa rifiutare le navi da guerra come la SeaSalvia, mettersi di traverso a chi — come Eni — vuole relegare Taranto a zona di sacrificio e complicità nel genocidio.
Le flotte che rompono l’assedio, che difendono la libertà di movimento contro ogni confine e legge binaria, e che esprimono concretamente solidarietà politica ai popoli in lotta che liberano i nostri mari, fiumi, le nostre terre ed i nostri quartieri.
Le istituzioni che parlano di “pace” o “tregua” nascondono in realtà un progetto neocoloniale, figlio dello stesso sistema di apartheid e pulizia etnica su cui si fonda il progetto sionista. Ci preme sottolineare che, a seguito dell’illusoria narrazione di pace promossa dagli Stati Uniti, Qatar ed Egitto, lo Stato illegittimo di Israele non ha mai smesso di bombardare Gaza, il Libano e di continuare il suo progetto di aggressione e colonizzazione della Cisgiordania.

Per questo, Invitiamo tutta la cittadinanza a seguire i nostri canali per aggiornamenti e a partecipare, domani dalle ore 18:0, in Piazza Maria Immacolata per un momento di volantinaggio e controinformazione: informeremo la comunità sull’arrivo della SeaSalvia, sulla complicità dell’Eni e daremo il benvenuto collettivo alla Flotilla Ghassan Kanafani.

Domani 30 ottobre ore 18 piazza Maria Immacolata.

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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