InfoAut
Immagine di copertina per il post

Gaza attende un’altra ‘Piombo fuso’

di Michele Giorgio per Nena News

Gaza ha avuto ieri un assaggio di ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi, quando, secondo le dichiarazioni fatte nelle ultime ore dagli stessi comandi militari israeliani, potrebbe scattare una nuova vasta offensiva militare contro la Striscia, simile all’operazione «Piombo fuso» del dicembre 2008 (1.400 palestinesi uccisi). Aviazione e forze di terra ieri mattina hanno colpito simultaneamente quello che una portavoce militare israeliana ha descritto con un «gruppo di miliziani armati». Due i morti: Mohamed Shaker Abu Audeh e Khaled Ahmed al Zaanin. Il primo è stato ucciso sul colpo, il secondo è spirato in ospedale. Tre i feriti. Tutti erano a bordo di un carretto tirato da un asino e, sempre secondo Israele, si preparavano a sotterrare ordigni esplosivi ad est di Beit Hanoun. Uno di queste bombe, ha aggiunto la portavoce, sarebbe esplosa quando il carretto è stato centrato da uno dei 4 razzi sganciati da un elicottero Apache.

Questa versione viene smentita a Beit Hanoun. «I famigliari e gli amici dicono che Mohammed e Khaled non facevano parte di alcuna organizzazione armata, erano dei semplici lavoratori diretti al confine al solo scopo di raccogliere metalli e detriti da riutilizzare e vendere», ha riferito al manifesto Rosa Schiano, una fotografa italiana che vive e lavora a Gaza da alcuni mesi. Erano civili anche per Mohamed Abu Selmiya, capo dei servizi sanitari d’emergenza nella Striscia. In varie aree di Gaza lungo le linee di confine – sorvegliate centimetro per centimetro dall’esercito israeliano – si ammassano notevoli quantità di detriti in parte riciclabili e i giovani palestinesi pur di raggiungerle si spingono a breve distanza dalle postazioni israeliane. Da parte loro i servizi di sicurezza di Hamas hanno parzialmente confermato la versione israeliana, sostenendo che l’area dove è stato colpito il carretto viene spesso usata dai miliziani per sparare razzi e che i due giovani morti appartenevano ad un gruppo salafita. Il movimento islamico (che controlla Gaza dal 2007) nelle scorse settimane ha ordinato la fine dei lanci di razzi e si è proclamato a favore di una «resistenza popolare» non più armata contro Israele.

Ieri si sono avuti sviluppi anche nel lento processo di riconciliazione Hamas-Fatah, il partito guidato dal presidente Anp, Abu Mazen. Questi vedrà al Cairo il leader di Hamas, Khaled Mashaal.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

gazaguerraisraelepalestinapiombo fuso

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Membro della Knesset: Israele sta “importando la guerra di sterminio” da Gaza alla Cisgiordania

Un membro israeliano della Knesset (Parlamento) ha affermato che Tel Aviv sta “importando” la sua “guerra di sterminio” dalla Striscia di Gaza alla Cisgiordania occupata.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

CONTRO I SIGNORI DELLA GUERRA E PADRONI DELLA CITTÀ, BLOCCHIAMO TUTTO!

Oggi, nell’ambito dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base, come realtà autorganizzate del movimento milanese abbiamo deciso di bloccare l’ingresso principale della sede dirigenziale di ENI S. p. a. di San Donato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Linee gialle e zone verdi: la divisione di fatto di Gaza

Crescono i timori che il nuovo mosaico di zone diverse di Gaza, separate da una Linea Gialla, possa consolidarsi in una partizione permanente del territorio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Germania è in crisi e vaga nella nebbia

Le ultime notizie dal paese teutonico indicano che la sua crisi economica non si arresta ed entra ormai nel suo quarto anno.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bombardamenti israeliani contro il Libano: 5 morti, tra cui l’Alto comandante di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabaei

Beirut-InfoPal. Il ministero della Salute Pubblica libanese ha diffuso il bilancio ufficiale dell’attacco israeliano senza precedenti contro un’area residenziale alla periferia sud di Beirut, domenica 23 novembre: cinque morti e 28 feriti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Verso il 28 novembre: i comitati sardi chiamano alla mobilitazione

Diffondiamo l’appello uscito dalla rete Pratobello24 che invita tutti i comitati che lottano contro la speculazione energetica a unirsi allo sciopero e alla mobilitazione del 28 novembre.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Non ci sarebbe mai stata una fase due, il cessate il fuoco era la strategia

Il cessate il fuoco, come i negoziati, sono diventati un altro campo di battaglia in cui Tel Aviv temporeggia e Washington ne scrive l’esito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: le grandi possibilità del nazi Kast di essere presidente

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile di ieri sono terminate in modo triste e prevedibile.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bologna: corteo “Show Israel Red Card” contro la partita della vergogna tra Virtus e Maccabi Tel Aviv

Ieri, venerdì 21 novembre, corteo a Bologna contro la partita della vergogna, quella di basket tra Virtus e Maccabi Tel Aviv prevista alle 20.30 al PalaDozza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Ecuador: il trionfo di un popolo che non rinuncia alla sua sovranità

Nel referendum del 16 novembre il popolo ecuadoriano ha detto NO

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Colpirne uno: Mohamed Shahin, il rischio deportazione e la repressione della solidarieta’ con il popolo palestinese

Un attacco che utilizza le procedure amministrative che regolano ingressi, deportazioni e centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) per colpire e intimorire chi non gode del privilegio dei cosiddetti “giusti documenti”.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Giornata contro la violenza sulle donne: “boicottiamo guerra e patriarcato”. La diretta dalle manifestazioni

Oggi è la Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Una giornata che non ha visto grandi miglioramenti, a 26 anni dalla sua proclamazione, nel 1999, da parte dell’Onu. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Free Shahin! Appello alla mobilitazione

Apprendiamo con grande preoccupazione del mandato di rimpatrio emanato dal ministro Piantedosi su richiesta della deputata Montaruli nei confronti di Mohamed Shahin, compagno, amico e fratello.