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Francia, in 50mila rifiutano il ‘Patto di Bilancio’

Dopo le manifestazioni di questa settimana, in tutta Europa cresce il malcontento popolare per le misure di austerità implementate dai governi transnazionali. Alle fotografie di Madrid, Atene, Berlino, Lisbona, dove migliaia di persone sono scese in piazza, ieri hanno espresso il loro dissenso anche i francesi attraverso una manifestazione per rifiutare il Patto di bilancio. Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione per chiedere un referendum contro i trattati imposti dall’Unione Europea e per dire ancora una volta, no alle misure d’austerità. Un corteo unitario ha attraversato le vie di Parigi per chiedere al presidente della repubblica francese, Hollande, di indire un referendum e lasciare voce ai cittadini e alle cittadine francesi di decidere sul Patto di Bilancio -che aggrava le politiche neoliberiste attuate da anni- il cui originario accordo risale al 25 marzo scorso, quando ancora era in carica l’ormai presidente uscente Nicolas Sarkozy, e che ora l’attuale presidente Hollande vuole ratificare. La manifestazione di ieri si è svolta a due giorni di distanza dalla discussione in parlamento della ratifica del suddetto Patto di Bilancio. Intanto per lunedì 8 ottobre è prevista sempre a Parigi un’altra giornata di mobilitazione. Questa volta saranno i sindacati e i lavoratori a scendere in piazza per protestare contro il governo, sempre più in difficoltà e non in grado di gestire una situazione di piena crisi in cui tra gli altri, a pagarne le spese -volenti o nolenti- sono i lavoratori e le lavoratrici.

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Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

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Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

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