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Via dell’Occhio, il crollo della speculazione

 

Fin dall’occupazione dello stabile di via dell’Occhio, avvenuta il primo maggio 2009, gli occupanti hanno denunciato le carenze strutturali dell’edificio, reduce da anni di abbandono e cattiva manutenzione. Agli interventi di recupero ordinario messi in campo sin dai primi giorni dagli occupanti, era necessario affiancare un progetto più di ampio respiro, che per gli abitanti della palazzina ha preso forma nella proposta di un progetto di autorecupero. Purtroppo le estenuanti trattative con una proprietà (il DSU) troppo ottusa e intenta a difendere altrui interessi, sono di volta in volta naufragate, impedendo la realizzazione di una pratica che avrebbe permesso di tutelare un pezzo di patrimonio immobiliare pubblico e ripristinarlo praticamente a costo zero, utilizzando soldi pubblici stanziati dalla regione.
Le conseguenze hanno iniziato a verificarsi nella giornata di oggi, quando in una delle case ha cominciato a cedere una trave portante del tetto, ponendo a rischio crollo tre delle sette case abitate. Fortunatamente un abitante si è accorto per tempo del danno, allertando prima gli altri occupanti e poi i vigili del fuoco, che hanno identificato gli appartamenti a rischio e chiuso una parte della strada; un eventuale crollo infatti avrebbe potuto coinvolgere anche dei passanti.

Una tragedia sfiorata, quindi, ma che avrebbe potuto essere ampiamente evitata se il DSU avesse messo da parte i suoi intenti speculativi e avesse percorso la via più razionale e vantaggiosa per tutti, approvando la proposta del Progetto Prendocasa e dell’Associazione Giorgio Ricci.

Al momento sono sette le persone rimaste senza casa, alloggiate in albergo, mentre una prima perizia dei pompieri ed una seconda effettuata da un ingegnere su richiesta degli occupanti hanno confermato che non ci sono rischi per gli altri appartamenti occupati. Assolutamente fuori luogo, ancora una volta, l’atteggiamento della proprietà, che si è presentata in veste dei suoi dirigenti Simone Consani e Magda Beltrami, chiedendo ai vigili di murare l’accesso delle tre case evacuate.

È necessario che il DSU si assuma le sue responsabilità ed agisca in modo da arginare i danni; un intervento tempestivo, già da domani, potrebbe impedire che la situazione si aggravi ulteriormente, e rendere possibile un parziale ripristino degli appartamenti danneggiati.
È per questo che nei prossimi giorni gli occupanti e gli abitanti del quartiere vigileranno perchè la proprietà agisca, almeno questa volta, nella maniera più vantaggiosa per tutti. Allo stesso tempo, da domani sarà allestito un presidio in centro-città, che avrà lo scopo di non far passare in silenzio la negligenza e l’incompetenza della proprietà dell’immobile e delle istituzioni locali.

 

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