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Prima i poveri: Senzacasa in piazza a Palermo

Nel pomeriggio di mercoledì 2 dicembre, davanti la prefettura di Palermo un centinaio di persone hanno voluto manifestare il loro dissenso contro le politiche cittadine e nazionali riguardanti l’emergenza abitativa. Così senzacasa, famiglie sotto sfratto, occupanti di case a rischio di sgombero si sono ritrovati oggi davanti il palazzo del governo con una serie di recriminazioni e istanze discusse e condivise dall’assemblea cittadina che lo scorso 19 novembre (alla chiesa Santa Lucia di Borgo Vecchio) ha appunto lanciato l’odierno presidio come momento intermedio verso un corteo cittadino previsto nelle prossime settimane. Dall’assemblea cittadina, oltre all’indizione delle suddette piazze, sono state anche prodotte le parole d’ordine collettive che oggi ha urlato la piazza e che attraverseranno anche le prossime manifestazioni: stop immediato a sfratti e sgomberi; utilizzo a scopo abitativo del patrimonio pubblico e dei beni confiscati alla mafia; valorizzazione della pratica dell’autorecupero. In una città che vede in costante aumento il numero di sfratti per morosità ad un ritmo impressionante ciò che fa più rabbia a manifestanti e comitati è la totale assenza progettuale delle istituzioni locali oltre che le politiche offensive contro i poveri messe in campo da quelle nazionali. Mentre infatti il governo Renzi e il suo fidato ministro Lupi hanno già da tempo iniziato la loro personale battaglia contro senzacasa e occupanti (decreto-Lupi, articolo 5), le amministrazioni locali come, per esempio, quella palermitana continuano le loro politiche-tampone (sussidi, bonus) di fatto permettendo il problema si aggravasse piuttosto che conoscere dei rimedi strutturali. L’iniziativa di oggi si iscrive nel calendario di una serie di iniziative che a livello nazionale stanno vedendo comitati, quartieri, famiglie mobilitarsi sugli stessi temi e contro le stesse politiche. Tutti pronti alla lotta, insomma.

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