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Diritto alla casa, occupazioni e solidarietà a Palermo

Il corteo partito da piazza Verdi alle 17:00, si è mosso lungo via Ruggero VII effettuando poi un blocco stradale all’altezza dell’incrocio tra via Cavour e via Roma, ripetendolo all’arrivo sotto la sede della Prefettura, dove intorno alle 18:15 i senzacasa hanno cominciato a presidiare.

I motivi per scendere in piazza non mancano: il 6 Marzo, dopo un’ondata di proteste e occupazioni per il diritto alla casa e per lo stop immediato di sfratti e sgomberi, i senzacasa avevano ottenuto dall’amministrazione comunale un tavolo di trattativa. Il comune e l’assessore, dopo aver rinviato l’incontro, nonostante le pressioni, non ne hanno ancora fissato un altro. Ma se le occupazioni abitative e il mutuo soccorso tra queste in caso di sgombero sono la miglior risposta che la lotta dei senzacasa ha saputo dare a Palermo a delle istituzioni sorde che fanno il gioco dei palazzinari, molto più grave è quello che i provvedimenti del governo nazionale vorrebbero far diventare legge; ovvero l’imperativa ai comuni di sospendere i servizi di luce e acqua negli stabili occupati a scopo abitativo. Ci pare molto significativo come prima il governo Letta e poi quello Renzi abbiano come priorità, in un paese che di problemi ne ha davvero tanti, troppi, quella di impedire che le occupazioni di case diventino una pratica dilagante a fronte di un’emergenza abitativa che riguarda tutt’Italia. Dalla manifestazione del 19 ottobre in cui le soggettività che agitano la lotta per il diritto all’abitare erano parte consistente, occupazioni e iniziative di riappropriazione diretta si sono moltiplicate su tutto lo spettro nazionale, lasciando intravedere quella che sta diventando una forza sociale trainante per tutti i movimenti e le realtà antagoniste e in grado spesso di dar voce alla componente immigrata. Quello che vediamo a Palermo è la capacità di coniugare un continuo lavorio di pressione sulle istituzioni con la riappropriazione diretta (le occupazioni a scopo abitativo); dove quest’ultima è la soluzione e la prima può spesso rappresentare una forma di difesa e legittimazione. Ma a farci parlare di una “forza sociale” di grandi prospettive è l’assunzione di un dato politico essenziale, ovvero che insieme si vince; e la difesa reciproca delle occupazioni ne è l’attuazione. Quando un fenomeno sociale diffuso (come sono da sempre le occupazioni nel capoluogo siciliano) assume una dimensione politica, quando una tendenza si fa lotta, la trasformazione del presente è già in atto. Con questo spirito i senzacasa parteciperanno al corteo nazionale del 12 Aprile, per una sola grande opera: casa e reddito per tutti/e!

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