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Nè eroina Nè legge Craxi

1 settembre 1989 – 1990

Nel 1989/1990 dal Governo viene “orchestrata” la legge chiamata Craxi-Jervolino sulle droghe che verrà  promulgata il 19 ottobre 1990. Venne considerata da molti come una legge liberticida e ingiusta che puniva non solo lo spaccio ma anche il consumo e la modica quantità; sponsor  di questo provvedimento  era, anche, Vincenzo  Muccioli, il padre padrone di San Patrigniano.

I centri sociali  in quegli  anni costruirono interventi e mobilitazioni che portarono il 21 ottobre  1989 ad un corteo con 10.000 partecipanti a Roma. Ai Murazzi del Po dentro il Csa era attiva una commissione  contro l’eroina: il dibattito era intenso e quindi pubblichiamo la cronaca  di quelle lotte ma anche la lettera aperta di un gruppo di compagni/e che erano scettici su alcune derive che si sviluppavano nei Centri Sociali.

….NON SIAMO SCAPPATI PIU’
“Che Guevara è tornato a Palazzo Nuovo”: così titolava un giornale all’indomani della manifestazione dell’11 novembre a Torino. Una Manifestazione importante, che segna (per come è iniziata e per come è finita) un nuovo rapporto di forza in città, un nuovo modo di sentire e gestire la politica.
La mattina dell’11 in piazza Arbarello, si sono riuniti mille tra studenti medi, universitari e compagni del Centro Sociale autogestito dei Murazzi per manifestare contro l’imminente legge Craxi sulla droga.
“NE’ EROINA NE’ LEGGE CRAXI” era la parola d’ordine che ha aperto un corteo vivace, sentito e volutamente pacifico, come pochi se ne sono visti da molti anni in questa città.
Al grido di “PER UNA STRAGE NERA NON C’E’ CONDANNA, MA C’E’ GALERA PER UNA CANNA” si è arrivati in piazza Castello, si è bruciato un fantoccio di Craxi, ci si è fatti una spinellata di massa e si è ripresa tranquillamente la strada dell’università, dove il corteo si doveva chiudere con un’assemblea di bilancio e di apertura di un dibattito sulle droghe, da tempo sentito e richiesto tra i giovani. Ma dentro l’università erano rispuntati gli zombies fascisti, intenti, in meno di dieci, a distribuire un delirante volantino contro l’intera manifestazione, ben protetti, fuori e dentro Palazzo Nuovo, da cordoni stretti di celerini e carabinieri in assetto da guerra. Al corteo è stato così impedito di entrare dai cordoni di polizia, formalmente con la farsa scusa che l’assemblea non era autorizzata, in realtà solo per proteggere la manciata di fascisti, come già abbiamo visto fare altre volte, altrettanto violentemente, dentro l’università.
Di fronte alla decisione degli studenti di entrare comunque, i celerini hanno risposto con una violenta carica, con manganellate a destra e a manca, con il ferimento di diversi studenti e con il trauma cranico di un compagno.
La risposta dei compagni è stata, a questo punto, chiara ed incisiva ed alcuni celerini, almeno, ne sono usciti malconci.
MA I PROVOCATORI, questa volta, LI HANNO RICONOSCIUTI TUTTI: FASCISTI, QUESTURA E RETTORATO SI SONO UNITI IN UN UNICO DISEGNO, TUTELARE LA PRESENZA DI UNA DECINA DI MISERI E LURIDI FASCISTI EDM IMPEDIRE A MILLE STUDENTI DI RIUNIRSI PER DISCUTERE CONTRO L’EROINA.
Come se non bastasse, alla grancassa di “tutori dell’ordine” si è aggiunta anche la preside del Gioberti (liceo antistante l’università), che in un impeto di amor patrio ha permesso alla DIGOS (senza manco uno straccetto di mandato) di fotografare dalle finestre della scuola gli studenti del corteo, nonché ha fatto barricare le finestre della scuola, permettendo ad un celerino di pestare indisturbato una ragazza che aveva cercato di ripararsi nell’atrio. Ci permettiamo, insieme agli
studenti del Gioberti, di ringraziarla, cara signora preside, e di augurarle la medesima esperienza della ragazza manganellata, così da imparare, la prossima volta, a non sbattere porte in faccia come i peggiori bottegai.
Nonostante gli sforzi di P.S. e fascisti, il corteo non si è comunque sfaldato e, finita la carica, si è riunito in assemblea comunque sulle gradinate di Palazzo Nuovo.
Dal dibattito sono uscite alcune chiare prese di posizione:
-NO ALLA LEGGE CRAXI, legge liberticida che porterà solo ad una maggiore repressione e ad un maggiore controllo sui giovani.
-NO ALLA REPRESSIONE E ALLA POLIZIA, no alla repressione di celerini drogati come cavalli. No agli sbirri ed alle sbirre in borghese. Noai fascisti e chi li protegge, mo ai presidi di qualunque tipo che incarnano la mentalità repressiva degli sbirri.
_NO ALLE COMUNITA’-LAGER DI MUCCIOLI e degli altri fascisti come lui (Don Gelmini), che sulla pelle dei drogati si è fatta soldi e fama, “curandoli” con psicofarmaci, botte, catene.
PARTECIPIAMO IL 24 NOVEMBRE ALLA MANIFESTAZIONE A SAN PATRIGNANO CONTRO IL FASCISTA MUCCIOLI E LA SUA COMUNITA’-LAGER.
NO ALLA LEGGE CRAXI!! ne’ eroina ne’ polizia.

Sfoglia “Nè eroina, Nè legge Craxi“:

Sfoglia le foto della “Manifestazione dell’11 novembre 1989 a Torino“:

Di seguito le foto del corteo del 1 maggio 1990 a Torino con un consistente spezzone antagonista del Csa Murazzi e degli studenti della Pantera contro Craxi, Martelli, Ruberti e i previsti Mondiali di calcio. In piazza San Carlo una provocazione poliziesca è stata respinta.

Fantoccio di Craxi che brucia in Piazza Castello

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pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

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