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Comunicato del movimento di lotta Università di Roma

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La manifestazione contro la condanna di Fabrizio Panzieri, infame e provocatoria nei confronti del movimento, era stata convocata a piazzale delle Scienze, alle ore 16 e 30.

Tra le 16 e 30 e le 17 migliaia di compagni si concentrano all’interno dell’Ateneo e cominciano a formare le file del corteo.

La polizia, schierata in modo intimidatorio, blocca tutto il piazzale delle Scienze e perquisisce chiunque si avvicini all’Università. Alcuni delegati dei Comitati di Lotta iniziano la trattativa con i responsabili della polizia. La nostra proposta di un corteo che passi davanti al carcere di Regina Coeli e si concluda con un comizio a Piazza Mastai viene bocciata. Il corteo, ci viene detto, non può avvicinarsi al carcere, perché c’è pericolo di rivolta dei detenuti.

Proponiamo allora un percorso alternativo, che raggiunga Trastevere senza passare per Regina Coeli. Anche questo percorso viene vietato. Le ultime parole dei funzionari sono inaccettabilmente provocatorie: Non deve partire nessun corteo. Gli scontri sono cominciati con una carica assolutamente ingiustificata dei carabinieri contro alcuni compagni che, provenendo da Via dei Liburni e da Via dei Marruccini, volevano riunirsi alla manifestazione. Subito dopo è partita una fitta scarica di lacrimogeni contro i compagni riuniti all’interno dell’Ateneo. La risposta del movimento è stata ferma e responsabile. Nonostante la criminale quantità di lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo abbiamo difeso l’Università quanto è bastato per organizzare dei cortei che sono usciti da via de Lollis. Così si è ottenuto un doppio successo politico: si è evitato un massacro all’interno dell’Università e si è riusciti a battere la prevaricazione del Ministero dell’Interno. Diversi cortei, dei quali uno di diecimila persone, sono riusciti a portare la protesta fino al centro cittadino. Questi cortei sono stati più volte aggrediti da cariche della polizia, che, sconfitta, aveva ormai perso la testa: da cariche a freddo, caroselli, colpi di pistola, raffiche di mitra.

LA NOSTRA AUTODIFESA E’ STATA DI MASSA, COME DIMOSTRA IL FATTO CHE I CORTEI SI SONO MANTENUTI COMPATTI E NUMEROSI, USCENDO DALLA GIORNATA CON UNA GRANDE VITTORIA POLITICA.

Il movimento di lotta, con la giornata di sabato 5 marzo ha ribadito il suo diritto a manifestare come e quando ritiene opportuno. E se riaffermare questo diritto richiede l’uso della forza è perché lo Stato, il Governo, le istituzioni, usano la forza per impedire i movimenti di rivolta contro quest’ordine Sociale. I giovani proletari, i disoccupati, i laureati senza lavoro, le donne, gli operai, gli studenti che vivono in condizioni oggettive di povertà, non hanno altri strumenti per organizzarsi che partire dai propri bisogni. La DC e il governo o usano la polizia o varano disegni di legge antioperai e antipopolari che non lasciano spazio al soddisfacimento dei bisogni di chi non ha salario né lavoro. Il PCI e le direzioni sindacali, nella loro politica di sostegno al governo Andreotti, nel loro rispetto delle compatibilità imposte dalla crisi capitalistica, usano una falsa contrapposizione tra occupati e disoccupati per soffocare i nuovi movimenti di lotta (come si è tentato a Roma e a Torino) e con la continua, vergognosa campagna di stampa de l'”Unità”, e di altri giornali da loro controllati. La richiesta di reddito, di salario, di lavoro, il diritto alla vita sono rivendicazioni sacrosante e pongono dei problemi che vanno risolti. Il movimento di lotta, mentre rivendica con forza la libertà dei compagni arrestati durante le criminali cariche della polizia, diffida la magistratura, la polizia, la stampa, a costruire montature contro questi compagni per fare di loro dei capri espiatori di una mobilitazione che invece ha visto la partecipazione di migliaia di persone.

PER RIAFFERMARE CON FORZA I NOSTRI BISOGNI, IL NOSTRO DIRITTO ALLA LOTTA INVITIAMO I GIOVANI PROLETARI, I DISOCCUPATI DEL SUD E DEL NORD, LE DONNE, GLI OPERAI, I PROLETARI, TUTTI I RIVOLUZIONARI A UNA SETTIMANA DI INTENSA MOBILITAZIONE E DI LOTTA CHE VEDA UN PRIMO MOMENTO DI UNIFICAZIONE E DI LOTTA NELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 12 MARZO A ROMA

COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE CONTROINFORMAZIONE DEL MOVIMENTO DI LOTTA

Guarda “I Ragazzi del ’77 – 2/2“:

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