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Il gruppo 22 ottobre tenta una rapina a Genova

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Genova, venerdì 26 Marzo 1971: è la data stabilita dalla “banda 22 Ottobre” per una rapina che andrà a colpire l’Istituto autonomo case popolari (IACP).

 La banda genovese, nata nell’Ottobre del 1969 e di composizione variegata (ex partigiani, operai, portuali, alcuni dei quali militanti cresciuti nelle sezioni del Pci) è tra le prime, assieme ai GAP, a portare la lotta armata sul panorama italiano; il gruppo, già noto per altre azioni, tra cui il rapimento di Sergio Gadolla avvenuto nell’estate del ’70, in una prima fase mira a colpire il capitale e finanziatori di forze politiche di destra; il colpo allo IACP si inserisce invece in un’ottica di lotte per l’autoriduzione dei canoni di affitto (che proprio l’Istituto, accusato anche di malgestione e corruzione, aveva recentemente aumentato).

Il colpo è stato studiato da tempo nei dettagli soprattutto grazie all’aiuto di Giuseppe Battaglia, membro della banda che lavora all’Istituto e che ha così potuto studiare il giorno e le modalità di arrivo delle paghe dei dipendenti.

La sera del 25 Marzo il gruppo si riunisce per dividersi i compiti: Mario Rossi e Augusto Viel scipperanno la borsa con le paghe e scapperanno a bordo di una Lambretta rubata in precedenza; ad attenderli su un’auto poco più in là, pronto a ricevere il bottino, ci sarà Malagoli, il quale lo consegnerà poi a Marletti per la custodia.

L’intenzione è di svolgere il tutto senza sparare, lanciando un po’ di pepe negli occhi del capoufficio dell’Istituto, Giuseppe Montaldo, e del suo fattorino Alessandro Floris, ma Rossi è irremovibile sul fatto di recarsi comunque armato all’azione.

La mattina successiva il colpo viene effettuato ma non tutto va come dovrebbe: l’arrivo di Montaldo e Floris si fa attendere molto più del previsto, cosicché Malagoli si allontana con l’auto convinto che qualcosa non abbia funzionato; Rossi e Viel riescono ad afferrare la borsa e fuggono a bordo della Lambretta ma Floris, nonostante le ripetute intimidazioni dei due membri della banda, li insegue ostinatamente, Rossi spara alcuni colpi in terra per tenerlo lontano e uno di questi colpisce accidentalmente a morte il fattorino.

I due proseguono la fuga per le vie del centro genovese ma l’azione non è passata inosservata e alcuni automobilisti si lanciano al loro inseguimento; Viel riesce a rifugiarsi nell’appartamento di un amico, mentre Rossi viene bloccato ed arrestato da alcuni carabinieri.

Il giorno successivo i giornali operano un vero e proprio linciaggio mediatico nei confronti di Rossi, definito senza esitazioni come un mostro e un omicida volontario; l’obiettivo è raggiunto anche grazie all’uso di alcune fotografie, scattate casualmente da uno studente residente nei paraggi dell’Istituto, che vengono però proposte dalla stampa nell’ordine sbagliato e in modo parziale o rielaborato per avallare ricostruzioni dei fatti affrettate e poco veritiere.

Il 2 Ottobre del 1972 si apre il processo non solo a Rossi, ma anche a quasi tutti gli altri componenti della banda, arrestati nei mesi precedenti con prove spesso labili; tutti i componenti affermano tra l’altro di essere stati trattati in modo feroce durante la detenzione.

Il processo si conclude con pene pesantissime, basate perlopiù su testimonianze poco attendibili ed indizi.

L’esito incontra l’approvazione e l’applauso quasi unanime dei giornali ma altre voci si levano invece a denunciare le irregolarità con cui indagini e processo si sono svolti: l’eco della banda XXII Ottobre arriva fino in Francia, dove si forma persino il “Comité aux camarades du XXII ottobre” secondo cui i compagni italiani sono stati sottoposti ad un processo “degno delle dittature sudamericane”.

Durante l’istruttoria, inoltre, da un registratore montato all’esterno del tribunale riecheggia, tramite le frequenze di Radio Gap, un comunicato di solidarietà agli imputati: “Compagni della 22 Ottobre, fra voi e noi si alzano le mura di questo infame edificio. Sono mura robuste, ma non possono impedire che la nostra voce vi giunga. Inutilmente le forze coalizzate del potere hanno tentato di serrare intorno a voi il muro ben più tenace della menzogna e del silenzio. […] La 22 Ottobre ha aperto la via; altre forze la sostituiranno, alimentate continuamente dalla stessa ferocia distruttiva del potere dominante“.

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