InfoAut
Immagine di copertina per il post

I Nar uccidono Valerio Verbano

||||
||||

Venerdì 22 febbraio 1980, a Roma, intorno all’una di pomeriggio, tre uomini bussano alla porta di un appartamento al quarto piano.

Subito i tre uomini, armati e resi irriconoscibili da dei passamontagna, la immobilizzano e la legano insieme al marito in camera da letto, e successivamente perquisiscono accuratamente tutto l’appartamento. Intorno alle 13:40 Valerio torna da scuola, apre la porta di casa e ad aspettarlo trova i suoi aguzzini. Subito si accorge della loro presenza, e dopo averne disarmato uno, cerca di fuggire dalla finestra, ma viene raggiunto da un colpo di pistola alla schiena. Morirà poco dopo in ambulanza, mentre viene trasportato in ospedale. Alle 21 dello stesso giorno arriva la rivendicazione dell’omicidio da parte dei NAR, che verrà confermata in un ulteriore volantino ritrovato alle 12 del giorno successivo. Nell’ambiente dell’Autonomia, questo omicidio viene visto come parte di un processo repressivo ampio, portato avanti dalle questure fortemente legate al terrorismo nero. Proprio su questo legame Valerio aveva svolto un ampio e preziosissimo lavoro di indagine, raccolto in un dossier che sparirà dopo essere stato sequestrato dalle forze dell’ordine. Inutile dire come, in questo caso, tutta quella macchina mediatica che si avviava in quegli anni per rendere onore alle “vittime del terrorismo”, non si sia messa in moto e si sia invece impegnata a descrivere Valerio come un militante indeciso, sul punto di abbandonare i suoi ideali. A mettersi in moto è comunque il movimento: alla diffusione della notizia dell’uccisione di Valerio seguirono cortei, che si concludono con scontri con le forze dell’ordine, che arrivano persino ad inseguire i manifestanti, il giorno del funerale, fin dentro il cimitero del Verano, sparando lacrimogeni e raffiche di mitra.

Riportiamo due passi tratti da “I Volsci” del febbraio 1980:

“Questo attacco si inserisce in quello più generale contro l’antagonismo organizzato, contro l’Autonomia. Dove non riescono galere, delatori, brigatisti pentiti, giudici cervellotici e piccisti, dove non riesce la campagna di linciaggio politico gestita dal potere, preparata ed avvallata dal Pci, si arriva all’eliminazione fisica dei compagni”

“La potenza repressiva dello Stato è stata invece un elemento complementare dell’assassinio e della logica che lo ha prodotto. Come i compagni hanno fin da subito messo in evidenza, i fascisti hanno colpito dopo che la repressione aveva spianato loro la strada. Ma non basta. Ciò che è avvenuto dopo l’uccisione di Valerio, sia sulla stampa di regime che nelle piazze, ha infatti dimostrato che non solo ai fascisti era stato suggerito e permesso di prendere l’iniziativa, ma che l’assassinio stesso di Valerio veniva gestito dallo stato come un ammonimento per i compagni. Eppure Valerio era stato ucciso inerme, dentro casa sua, davanti ai genitori”.

Guarda “Rai Storia – Valerio Verbano – Parte 1“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

autonomianarromavalerio verbano

Accadeva Oggi

  1. 1944

    Immagine di copertina per il post

    “Bucefalo”: Storia del pugile ebreo e antifascista ucciso alle Fosse Ardeatine

    Al secolo Lazzaro Anticoli, ma a Trastevere, dove tirava di boxe, per tutti quel ragazzo dai capelli neri e dal pugno pesante era soltanto Bucefalo. Classe 1917, nato in una famiglia di origine ebraica, Lazzaro fin da giovanissimo dovette confrontarsi con la povertà e la fame. Nel ghetto in cui viveva iniziò così a salire […]

  2. 1980

    Immagine di copertina per il post

    El Salvador – Oscar Romero

    Oscar Romero era nato il 15 agosto del 1917 a Ciudad Barrios, nel nordest di El Salvador, e venne ordinato sacerdote nel 1942. Trent’anni dopo fu nominato arcivescovo di San Salvador. Nei primi discorsi e nelle prime lettere che produsse come arcivescovo condannò la guerriglia di sinistra che combatteva nel paese, sostenendo che la violenza […]

  3. 1985

    Immagine di copertina per il post

    Marcia contro il nucleare a Trino

    24 marzo 1985 La manifestazione del 24 marzo si svolse attraverso una marcia di 15 km da Crescentino a Trino, la quale vide la partecipazione di più di 8.000 persone. Alla marcia parteciparono i comitati popolari contro il nucleare, Legambiente, liste dei Verdi e Fgci. Domenica 24 marzo 1985, Trino Vercellese, un piccolo paese della […]