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Charles Fourier un socialista utopista

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Charles Fourier nacque a Besançon nel 1772 in una famiglia di mercanti. Al contrario di Saint-Simon, non ricevette un’istruzione regolare. Dalla prima gioventù e sino quasi alla sua morte, fu costretto a prestare servizio in vari enti commerciali, a lavorare come commesso, agente commerciale e mediatore di Borsa. Ciò gli diede la possibilità di conoscere praticamente il sistema economico-sociale della società borghese, in particolare il meccanismo del commercio capitalistico, le frodi dei mercanti, i loschi affari degli speculatori, le macchinazioni borsistiche. Ben presto si convinse che il sistema borghese a lui contemporaneo era corrotto e lo criticò aspramente.

Fourier pubblicò il suo primo libro Teoria dei quattro movimenti nel 1808; tuttavia, i suoi lavori principali, Trattato sull’associazione agricola domestica (1822) e Il nuovo mondo industriale (1829), furono scritti e pubblicati nell’epoca della restaurazione.

Fourier sottopone a una critica brillante, in alcuni punti oltremodo acuta, la società capitalistica a lui contemporanea. Marx ed Engels ritenevano che proprio la critica sociale costituiva la parte più importante della sua dottrina.

Uno dei grandi meriti di Fourier fu l’analisi delle profonde contraddizioni che dilaniavano la società borghese. Tutte le classi, scrive Fourier, si odiano tra loro. Con particolare forza si manifesta la contraddizione di interessi tra poveri e ricchi, che in pratica sono in stato di guerra. Nell’analisi del sistema capitalistico Fourier scopre i vizi del sistema sociale mediante il quale la maggior parte della popolazione non prende parte a un lavoro socialmente utile.

Degenerato è il sistema attuale di produzione: esso consiste o in un tipo di produzione frammentario e minuto a bassa produttività, oppure nella grossa produzione, basata sul lavoro salariato che degrada gli operai fino alla condizione di schiavi.

Nello stesso tempo la concorrenza, che è la legge fondamentale di tutta la vita economica, abbassa il salario e riduce gli operai al limite della miseria.

In conseguenza di ciò, benché la ricchezza sociale cresca, il livello di vita dei lavoratori si abbassa incessantemente. In tal modo, “dalla stessa abbondanza nasce la povertà”.

L’esempio più lampante di quanto detto era dato da un paese industrialmente sviluppato quale l’Inghilterra. Fourier critica in modo particolarmente dettagliato il commercio capitalistico, poiché, similmente a molti altri socialisti utopisti, egli ricerca la radice del male sociale non nel sistema di produzione, ma nell’organizzazione dello scambio.

I commercianti, egli afferma, sono dei parassiti; essi non soltanto succhiano tutto il sangue dei produttori e dei consumatori, ma si combattono selvaggiamente tra di loro, cercando di rovinare i propri concorrenti, non fermandosi di fronte a nessun atto turpe o disonesto. A parere di Fourier, il commercio turba tutto il “meccanismo industriale” moderno. Il governo diviene sempre più succube dei mercanti e dei ricchi; tutta la moralità pubblica si satura di “spirito mercantile”, e persino il matrimonio non è altro che un affare commerciale.

Alla società capitalistica, con le sue contraddizioni sociali, Fourier contrappone l’ideale di un sistema sociale “armonico”. La cellula principale del sistema armonico è data dalla “falange”, “associazione agricolo-industriale”. La falange, che unisce 1.620 persone ed è organizzata come una società per azioni, ha la funzione di una cooperativa di produzione e consumo che si occupa in primo luogo dell’agricoltura, ma anche di vari settori dell’industria.

Per eseguire tutta una serie di lavori, la falange crea le “serie”, che a loro volta si suddividono in singoli “gruppi”. I membri della falange non sono costretti a compiere un lavoro uniforme ed estenuante, ma possono prendere parte al lavoro delle varie “serie”; come risultato, il lavoro libero diviene per l’uomo una fonte di soddisfazione.

Tutto il reddito della falange, ricavato dalla produzione collettiva, viene distribuito tra i suoi membri. I 5/12 di questo reddito vanno a favore del lavoro, i 3/12 a favore del talento, i 4/12 a favore del capitale, cioè vanno al pagamento dei dividendi degli azionisti fondatori della falange.

I membri della falange vivono in un grande edificio, il falansterio, dove sono situati i laboratori, le mense, le sale comuni di soggiorno, il teatro, la biblioteca, gli alloggi. Ognuno occupa nel falansterio un determinato locale e consuma il cibo in base alle proprie possibilità.

Criticando aspramente la società capitalistica e contrapponendole l’ideale di una nuova società, senza produzione né commercio privati, senza lavoro salariato e miseria, Fourier sviluppò e diede fondamento a tutta una serie di idee ammirevoli, che entrarono a far parte dei sistemi socialisti posteriori. Fourier affermò per primo il “diritto al lavoro” ed espresse l’idea del lavoro libero, del lavoro piacevole. Egli aveva previsto che nelle condizioni del nuovo sistema sociale, la concorrenza capitalistica sarebbe stata sostituita dall’emulazione. Egli per primo pose la questione della liquidazione delle differenze esistenti tra città e campagna.

Fourier era fermamente convinto che la realizzazione di un sistema nuovo e armonico era legata a una trasformazione sociale pacifica. Per tutta la vita egli si rivolse al potere dei possidenti e dei ricchi affinché gli concedessero i mezzi necessari per l’organizzazione della prima falange “sperimentale”. Egli riteneva negativa la lotta di classe e tentava di conciliare gli interessi dei lavoratori e quelli dei capitalisti, conservando nelle falangi elementi di proprietà privata sotto forma di capitale azionario e di redditi non di lavoro. Morì a Parigi il 10 ottobre 1837.

Guarda “Charles Fourier (le critiche al capitalismo, la falange, il falansterio)“:

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