1 febbraio 1977: scontri alla Sapienza

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Nella mattinata del 1 febbraio 1977 alla facoltà di Lettere della Sapienza si sta tenendo un'assemblea del Comitato di lotta contro la circolare Malfatti. La circolare emanata dal ministro il 3 dicembre '76 vieta agli studenti di fare più esami nella stessa materia smantellando di fatto la liberalizzazione dei piani di studio in vigore dal '68. Questa iniziativa viene immediatamente intesa dagli studenti universitari come la prima mossa in vista di altri e ben piú gravi provvedimenti di controriforma. È proprio durante lo svolgimento dell'assemblea che un gruppo di fascisti del FUAN, l'organizzazione studentesca del Msi, entra nella città universitaria assaltando la facoltà di Lettere. I fascisti, capeggiati da Alessandro Alibrandi, noto squadrista romano, sono armati di spranghe, molotov e pistole.
Subito si sparge la voce e da tutte le facoltà si radunano gruppi di compagni per fronteggiare l'attacco squadrista. È a questo punto che due studenti, Paolo Mangone e Guido Bellachioma, vengono colpiti da colpi d'arma da fuoco. Il più grave, Bellachioma, colpito alla nuca, viene ricoverato in fin di vita al Policlinico.
Nel pomeriggio, dopo che un corteo di un migliaio di giovani aveva raggiunto, assaltandola, la sede del MSI di via Livorno, viene occupata la facoltà di Lettere a cui Bellachioma era iscritto e viene indetta una mobilitazione antifascista per il giorno seguente.
Quella del 1 febbraio fu soltanto una delle continue aggressioni squadriste di quegli anni. Ma segnò un momento preciso e di svolta per il nascente movimento del '77.
Il Comitato di lotta denuncia l'aggressione come "tentativo delle forze reazionarie e della dc di far passare la riforma malfatti anche con il supporto dell'aggressione nera", e invita tutti gli studenti al blocco delle lezioni.
La percezione è proprio quella di un attacco repressivo contro gli studenti ben orchestrato.
Non fu che l'inizio di un anno in cui lo scontro tra il movimento e i fascisti prima e la polizia poi, sarebbe stato durissimo.

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